BARBAGIANNI

“Finiranno le fave al locco”.

Con questa simpatica locuzione (trattasi di detto popolare toscano diffuso principalmente nell’aretino), alla presenza di più persone e in mia assenza, il Sindaco si è recentemente rivolto alla mia persona.

Rammentando le sue origini contadine e prendendo spunto dal detto popolare ”Finiron le fave al locco, eppur n’aveva cento moggia”, Giuntini ha dichiaratamente ammesso qual’è la sua opinione su di me.

E, fin qui, nulla di nuovo: essere offeso da un soggetto del suo calibro non può che gratificarmi, rappresentando – ancor più nettamente – la distanza che ci separa, umanamente, culturalmente e politicamente.

Quello che può non capirsi e che Giuntini non ha volutamente specificato (ma che gli farò uscire dalla bocca a costo sia l’ultima cosa della mia vita), però, nello specifico, è che cosa intenda per “fave”.

Prossimamente sarò io a dirvelo e a raccontarvi una storiella nella quale il nostro Sindaco si è trovato ad essere uno dei più squallidi protagonisti.

Dietro la divertente terminologia utilizzata, infatti, si cela una questione di estrema gravità, ordita vilmente ai miei danni dal PD, con anche la fattiva “collaborazione” del nostro Primo Cittadino.

Egregio Sindaco, mi pregio invitarla a fare molta attenzione alle “fave” di quel “locco”… Potrebbero rivelarlesi particolarmente indigeste…

2 Commenti a ““Finiranno le fave al locco” (e il locco sarei io…)”

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