•

CONSIGLIO COMUNALE
MASSA MARITTIMA – 11.10.2016

DA ALLEGARE AL VERBALE DI QUANTO DI CUI AL PUNTO 3 DELL’ODG
Presa d’atto del perimetro del territorio urbanizzato – LRT 65/2014 art.224 

 

Dapprima alcune considerazioni.

Il Comune di Massa Marittima ha assoldato un Geologo libero professionista – il Dott. Fabrizio Fanciulletti – affidandogli il c.d. Ufficio del Vincolo Idrogeologico.

Già si potrebbero fare delle obiezioni perché, di tale Ufficio, avrebbe potuto interessarsene uno dei tanti dipendenti di cui l’Ente già dispone, senza doverne pagare profumatamente un altro.

Dietro questa cosa, a mio avviso, c’è qualcosa di poco chiaro.

Il Comune sovrabbonda di Architetti, Ingegneri, Geometri, Periti minerari: tuttavia lo affida a ad un Soggetto ESTERNO, contro il quale preciso di non avere assolutamente nulla.

Detto questo, analizzando la documentazione pervenutaci, non ho potuto fare a meno di notare – preliminarmente – una cosa.

L’incarico per la “ricognizione e l’elaborazione della cartografia dei perimetri urbanizzati del territorio comunale” è stato affidato all’esterno, allo Studio Tecnico Associato SALF – giusta Determina n.20 del 29.12.2015 – dal solito arch. Assuntina Messina.

Tutto ciò non è cosa da poco perché quello Studio Professionale fa capo allo stesso Dott. Fabrizio Fanciulletti (già remunerato dal Comune di Massa)…

Mi sono chiesto, dunque, sommessamente: quel lavoro è rientrato tra quelli per i quali il Dott. Fanciulletti è già pagato da noi tutti? La risposta è NO.

A questo si aggiunga che il “vecchio” Ufficio Urbanistica” è stato recentemente diviso in due, creandone uno tutto nuovo (al netto di molte competenze), al cui fianco si erge un altro fantomatico Settore [il sesto, “Edilizia Privata”].

Una curiosità: a Follonica, per 24.000 abitanti, ci sono 5 Settori e 5 Dirigenti mentre a Massa, per 8.000 abitanti (un terzo esatto dei Follonichesi) ci sono 6 Settori e 6 Dirigenti.

Ecco: nonostante ciò e nonostante i molti tecnici – alcuni anche molto validi – già al servizio del nostro Comune, l’arch. Messina (di concerto col Sindaco) ha ritenuto di far uscire altri soldi dalle casse pubbliche…

Ma coloro che “lavorano” in Comune – allora – cosa fanno?

Cosa fanno, se pressoché tutto viene dato all’esterno?

In più, si aggiunga che quanto commissionato allo Studio STALF già esisteva!

Già esisteva, perché la perimetrazione di progetto è ESATTAMENTE LA STESSA già definita con gli Strumenti Urbanistici vigenti (e già profumatamente pagati dalla Collettività roba come oltre 300.000 euro)…

Pertanto, ciò che impone il Capo I del Titolo IX della LRT 65/2014 – nel disposto di cui all’art.224 – circa la transitorietà degli atti di pianificazione del territorio ovvero che, fino al’adozione del nuovo piano e comunque entro tre anni dal’entrata in vigore della stessa Legge, si debba provvedere all’individuazione del perimetro del territorio urbanizzato ove siano consentite c.d. “varianti semplificate” al RU e al PS di cui agli artt.29, 30 e 31 è argomento di estrema importanza e non cosa da prendere – strumentalmente – sottogamba come ha fatto il Comune di Massa Marittima.


MA VI E’ DI PIU’ (cit. l’amico M.G.)…

A differenza della perimetrazione dei centri abitati prevista dalle LLRRTT 5/1995 e 1/2005, quella del c.d. territorio urbanizzato è una dividente netta tra le aree potenzialmente trasformabili ai fini urbanistici (incluse nel perimetro) senza il ricorso alla conferenza regionale di co-pianificazione e tutte le altre, ovvero le aree non trasformabili.

La discrezionalità della famosa “matita dell’urbanista” (che, quando l’edilizia aveva il vento in poppa, faceva – ed ha fatto anche qui a Massa – la fortuna di alcuni e la sfortuna di altri) è stata solo limitata, pur rimanendo ancora viva e vegeta!!!

E ciò mi fa paura – mi terrorizza letteralmente – sia per la mia Regione che, soprattutto, per la mia Cittadina…

L’ambito di lavoro della pericolosa “matita” di cui sopra si è solo modificato, esiste sempre: è unicamente relegato e ”limitato” a quanto descritto entro il famoso perimetro ROSSO…

In linea con i principi generali in materia del c.d. sviluppo sostenibile, inoltre, è da ritenere che le aree urbanizzate degradate diventino la naturale “pista di atterraggio” del novello pianificatore (nei fatti, il Sindaco quale ubbidiente guerriero – senza corazza – della politica di partito, quella che si serve del patrimonio pubblico per ottenere vantaggi e privilegi di parte).

Il Sindaco e la politica di partito potranno fare ancor meglio (ovvero più facilmente) ciò che pare loro poiché NON PIU’ sottoposti alle – talvolta inutilmente stringenti – “pseudo-forche caudine” regionali…

Detto ciò, il Comune di Massa Marittima sta perdendo – per l’ennesima volta – l’ opportunità di indirizzare la pianificazione verso un “vero” sviluppo del territorio, a vantaggio della Collettività intera e non della sola parte di Essa opportunamente tesserata…

Gli sono mancate la capacità e la volontà di approfittare [nel bene] delle indicazioni/imposizioni di una Regione ROSSA che, a mio avviso, molto più spesso di quanto si pensi, vengono impartite pressoché unicamente per fornire lo strumento “giusto” agli Enti Locali ROSSI affinché possano perseguire il proprio squallido tornaconto e, con questo, del sistema ROSSO di cui fanno parte.

Orbene, ritengo che – così come nell’attività edilizia non è consentito procedere ad autorizzare l’esecuzione di ulteriori interventi su manufatti illegittimi (vuoi per assenza di titolo, vuoi perché quello rilasciato non è stato validamente conseguito – anche nell’urbanistica, per analogia, DEBBA – E NON POSSA – essere applicato tale principio!!!

E, per l’effetto, che non possano essere fatte oggetto di previsione urbanistica quelle maglie del tessuto urbanizzato che sono venute ad esistenza in violazione delle norme in tema di lottizzazione dei suoli e di dotazione inderogabile degli standards urbanistici (aree in e per opere di urbanizzazione primaria), suddivisi per qualità e quantità.

Mi viene a mente – una a caso – l’area EX-AGRARIA (che finirà inclusa nel perimetro ROSSO), laddove sono state recuperate volumetrie preesistenti SENZA CHE – PRELIMINARMENTE E OBBLIGATORIAMENTE – ne fosse stata verificata la legittimità urbanistica.

E mi vengono a mente molti altri casi similari, uno tra tutti quello della c.d. “Casa ROSSA” di Ghirlanda circa la quale, prossimamente, il Sindaco sarà chiamato a rispondere…

Ecco, quindi, che – all’indomani dell’operata perimetrazione del territorio urbanizzato – sui competenti organi comunali e sul pianificatore designato incomberà, a mio modesto avviso, l’obbligo di formare un pamplhet di analisi del processo attraverso il quale si sono formate le maglie del tessuto urbano, da convogliare nel quadro conoscitivo dello strumento urbanistico in fieri.

Ciò affinché venga validato il processo di lottizzazione e – nel contempo – scongiurato il pericolo che gli autori (o gli aventi causa) del più grave attentato all’ordinato assetto del territorio siano anche “premiati” anziché essere perseguiti per illeciti che, solitamente, continuano ad avere effetti deleteri sulla genuinità del potere pianificatorio e sulla somministrazione dei servizi ai cittadini (parcheggi pubblici, verde pubblico attrezzato, scuole, centri assistenziali ecc.).

Autori di lottizzazioni abusive che – perfettamente in linea al deprecabile invalso costume nazionale – potrebbero passare avanti alle legittime aspettative di proprietari di suoli nudi ricadenti entro il perimetro del territorio urbanizzato.

In conclusione, ferma restando la validità della proposta di perimetrazione portata all’esame di questa Assemblea [che ricordo perseguire il nobile obbiettivo di stoppare l’uso inconsulto di suolo], consiglio e propongo vivamente – l’integrazione della medesima, nei “semplici” termini sopra espressi.


gabriele galeotti – 11.10.2016

Lascia un Commento

Devi aver fatto il login per inviare un commento


Entra
IL NOSTRO SPOT
Categorie
GRAZIE PER LA VISITA