2 Commenti a “Allagamenti in città – Interrogazione”

  • Roberto Ovi scrive:

    Dal sito del Comune di Massa Marittima – Pubblicato 18 agosto 2015

    Per scongiurare danni in caso di vere e proprie bombe d’acqua non basta una caditoia di pochi cm. L’Amministrazione avvierà uno studio sulla rete fognaria per individuare soluzioni ad hoc

    Sono il Sindaco Marcello Giuntini e l’assessore all’ambiente e ai lavori pubblici Maurizio Giovannetti, a spiegare quanto accaduto a Massa Marittima in occasione dell’anomalo temporale del 10 agosto.

    Lo fanno rispondendo ad un’interrogazione presentata dal consigliere della lista civica Massa Comune Galeotti, che è comparsa recentemente sulla stampa e che sarà discussa nel corso del prossimo consiglio comunale. Nel documento il rappresentante di minoranza chiede come l’Amministrazione spieghi gli allagamenti di alcuni fondi e abitazioni in via Verdi, ai piedi della discesa del Seminario e parla di una caditoia riempita da cemento. “Quello di lunedì 10 agosto- spiega il Sindaco Giuntini- è stato un evento meteorologico eccezionale non ordinario. Non si è trattato di un normale temporale estivo, ma di una cosiddetta bomba d’acqua, come classificata anche dai sistemi di rilevazione pluoviometrici regionali. Sul nostro territorio ed in particolare a Massa Marittima sono caduti circa 25-26 mm di acqua in un tempo brevissimo, inferiore ai 15 minuti. Una quantità di pioggia che negli anni in cui il clima era più stabile, cadeva in diverse ore”. “Proprio per questo- prosegue l’assessore Giovannetti- il sistema fognario in alcune zone è entrato in pressione. Vista l’allerta della Regione e le fuoriuscite createsi in alcune zone, i tecnici dell’Unione di comuni e del Comune hanno attuato tutte le procedure previste e sono intervenuti per ripulire e riposizionare i cosiddetti chiusini della rete fognaria, ripristinando nell’arco della giornata la situazione, tanto è vero che la stessa sera si è tenuto l’evento “Calici di Stelle”. Il rovesciarsi di acqua che ha coinvolto anche alcune abitazioni- spiega Giovannetti – non è certo dipeso dalla copertura con bitume di una caditoia alla fine della discesa, attuata per motivi di sicurezza della viabilità. Questo aspetto è del tutto ininfulente. Non è certo con delle griglie di 10 cm, come pensa l’opposizione, che si possono contrastare questi eventi spiega Giovannetti- Penso invece che visto il sempre più frequente verificarsi di piogge così intense e violente, sia utile avviare uno studio complessivo del sistema fognario dell’intero centro urbano, che è stato costruito in altra epoca e che non è indoneo a drenare grandissime portate di acqua. Questo permetterà all’Amministrazione di programmare lavori importanti sulla rete di gestione delle acque, più o meno onerosi, ma che vadano nell’unica direzione di risolvere il problema in modo strutturale e non solo con interventi tamponativi realizzati in emergenza

  • Roberto Ovi scrive:

    Sono d’accordo con il Sindaco Giuntini e l’assessore Giovannetti sul fatto che non si sia trattato di un normale temporale, come desumibile non solo dai dati pluviometrici regionali, ma anche dalla semplice osservazione dell’accaduto di quel giorno, ma di una vera e propria bomba d’acqua.
    Ed è certamente vero, come dicono i nostri due suddetti amministratori, che di fronte ad eventi di questo tipo forse non sarebbe bastato il normale e corretto posizionamento e funzionamento della caditoia alla fine di Via San Francesco, presso il locale Seminario, improvvidamente ricoperta con bitume per ragioni, si afferma, di sicurezza stradale.
    Mi pare comunque ovvio supporre che senza la copertura della caditoia con bitume, le condizioni di sicurezza idraulica di quell’area avrebbero potuto senz’altro essere migliori, assicurando nei limiti del possibile un più agevole deflusso delle acque meteoriche, che in quel luogo, come dovrebbe ben conoscere per esperienza diretta la nostra amministrazione, si sono sempre rivelate piuttosto problematiche, causando talora danni alle circostanti abitazioni.
    Ricordo ad esempio che nel 2001 un’Ordinanza del Tribunale di Grosseto, adito da due concittadini per danni recati alla loro abitazione dalla rottura della rete fognaria, impose al Comune di Massa Marittima l’esecuzione di tutti i lavori necessari ad eliminare il pericolo di inondazioni di acque e liquami della rete fognaria.
    E’ interessante ricordare che il progetto preliminare per il rifacimento dei sottoservizi, marciapiedi e manto asfalto di Via San Francesco fu commissionato nel 1996, quando Giuntini era assessore nella Giunta Sani, ad un professionista follonichese (impegno di spesa di 22.400.000 lire) ed approvato dalla Giunta Comunale, ancora presieduta da Sani, il giorno 1 Marzo 2001, per un importo complessivo di 1.080.000.000 Lire, diviso in due stralci funzionali, affidati nel corso del 2003.
    Non si cerchino quindi le solite italiche giustificazioni su eventuali studi complessivi sul sistema fognario dell’intero centro urbano costruito in altra epoca (direi altri periodi, visto che stiamo parlando di alcuni decenni fa e non di ere geologiche), ma che si è quasi sempre rivelato idoneo a superare momenti assai critici, come quello del Settembre 1960, per l’accurata manutenzione che gli veniva assicurata.
    Alla luce dell’iter attuativo della convenzione approvata e firmata nel 2000 con Acquedotto del Fiora (Delibera C.C. n. 31 dell’11 Aprile 2000), che lo scrivente e Cappelloni seguirono a suo tempo passo per passo, mi chiedo anche, a titolo di curiosità, se il Comune e l’attuale gestore del servizio idrico integrato abbiano una completa conoscenza della rete fognaria ed acquedottistica del capoluogo

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