Giacomo Matteotti (1885-1924) non esitò a mettere in gioco la propria vita per svergognare il potere fascista corrotto, ponendosi contro chi aveva avuto campo libero per arricchirsi e denunciando la diffusa illegalità.

 

Solo per fare un esempio: alla sua morte, Costanzo Ciano (padre di Galeazzo, marito di Edda Mussolini) lasciò un’eredità paragonabile a quelli che oggi sarebbero oltre 700 MILIONI di euro.

 

 

Il 30 maggio del 1924, Matteotti denunciò alla Camera dei Deputati le violenze e i brogli elettorali che avevano portato il partito di Mussolini al 66,3% dei consensi.

 

Nei mesi precedenti aveva anche scoperto il giro d’affari che legava il fascismo alla compagnia petrolifera Sinclair Oil ed era pronto a rivelarlo: si iscrisse a parlare alla Camera per la seduta dell’11 giugno, ma il giorno prima fu rapito e trucidato.

 

Il 3 gennaio 1925, con un agghiacciante discorso alla Camera, Benito Mussolini si assunse ogni responsabilità: nacque così la dittatura fascista.

 

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