Fonte:  IL TIRRENO

03 febbraio 2015

Rubrica: Viabilità-trasporti


L’ex premier da Grosseto boccia l’idea di realizzarla utilizzando la Statale: non tutto il male viene per nuocere… La sentenza di Amato: no all’autostrada se si fa sull’Aurelia

di Ilaria Bonuccelli GROSSETO Meglio senza autostrada che un’autostrada che si sovrappone all’Aurelia. Per Giuliano Amato, due volte presidente del Consiglio, oggi giudice della Corte costituzionale, il male minore per la Toscana è questo: non avere un corridoio tirrenico piuttosto che avere un collegamento inadeguato fra Rosignano e Civitavecchia. Meglio niente che male. Alla lectio magistralis sul Novecento, tenuta a Grosseto, Amato dice: «Non tutto il male vien per nuocere: se (l’autostrada) me la dovevano mettere sopra l’Aurelia meglio che rimanga così». Se mi dovevano realizzare un corridoio tirrenico sovrapposto alla Statale, meglio niente. Non la pensa così da ora, il “dottor Sottile” della politica, epiteto che gli cucì addosso più di 30 anni fa Eugenio Scalfari, in riferimento alla sua corporatura e, soprattutto, all’acume politico. Da anni Amato, figlio adottivo della Maremma, chiamato a inaugurare campi sportivi a Orbetello, paparazzato in estate sulle spiagge come un vip, non fa mistero di cosa pensi dell’incompiuta toscana. Niente autostrada Fonteblanda-Capalbio. L’ultima volta, ufficialmente, si è espresso ad agosto 2013, poche settimane prima che l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lo nominasse giudice della Consulta. Da allora, sostiene la necessità di interrompere l’autostrada Tirrenica all’altezza di Fonteblanda ( Grosseto) e di riprenderla, in direzione Civitavecchia, una dozzina di chilometri più a sud, all’altezza della località La Torba, in territorio di Capalbio. Aurelia a corsie. L’interruzione dovrebbe coincidere con il tratto nel quale l’Aurelia è a due corsie. Lo sforzo di Amato, infatti, anche da capo del governo, nel 2001, era stato di trovare i fondi per rendere la Statale a quattro corsie. Questa dovrebbe essere la priorità. Poi, finita questa opera, ci si può mettere a cercare i soldi per l’autostrada. Del resto, gli stessi amministratori locali sembrano avere desiderata simili: prima l’Aurelia raddoppiata e non sovrapposta all’autostrada. Aurelia e Tirrenica non alternative. Le due infrastrutture, per molti politici locali, non devono essere alternative. Non si devono sovrapporre perché questo «significherebbe toglierci una strada». Mentre per il presidente della Regione, Enrico Rossi, i due tracciati possono anche coincidere, soprattutto verso sud. Tuttavia finora non è stato trovato un accordo sul tracciato del corridoio tirrenico con Sat, la società che ha la concessione per ultimare l’opera. Da anni caratterizzata da stop e ripartenze. Quindici anni di false partenze. Già nel 2001,veniva così definita dal Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, al quale compete il finanziamento delle infrastrutture: «La realizzazione del Corridoio (tirrenico) risponde a interessi internazionali, legati alle grandi direttrici dei corridoi pan-europei da Lisbona verso i Balcani e da Edimburgo verso Palermo, e a interessi più immediatamente nazionali, connessi all’adeguamento della rete autostradale al fine di decongestionare il corridoio appenninico e la viabilità costiera e favorire lo sviluppo socio-economico delle aree più interne». Nel 2001, Amato resta capo del governo fino a giugno; la legge obiettivo che contempla il Corridoio tirrenico viene approvata a dicembre, quando a palazzo Chigi c’è già Berlusconi. Sono i mesi nei quali si definisce anche il costo dell’opera: per il Cipe ammonta a 1.859. 245 euro, senza mai arrivare a finanziarla completamente. Amato, torinese figlio adottivo della Toscana tutta – liceo classico al Machiavelli di Lucca, laurea in giurisprudenza alla scuola Normale a Pisa, docenza a Firenze – si sarebbe anche accontentato di un’Aurelia a quattro corsie verso Roma. Gli ambientalisti pure: nel 2013, Italia Nostra prende al balzo la sua proposta per chiedere la cancellazione del collegamento autostradale fra Civitavecchia e Rosignano. Forzando la posizione di Amato di interrompere il “corridoio” tra Fonteblanda e Capalbio. Nulla di fatto.Finora, comunque, l’ha avuta vinta il partito dell’immobilismo. Sulla costa non c’è nulla di terminato. C’è un’Aurelia con attraversamenti a raso e amministratori locali che aspettano da Sat un progetto per un’autostrada «che abbia un tracciato condivisibile». Sat ancora non ce l’ha. Non per questo ha rinunciato al progetto. Pur non avendo mosso un passo avanti rispetto ai mesi scorsi, vorrebbe ancora completare il corridoio tirrenico. Con un progetto di minima: tracciato a pagamento, da Rosignano a Grosseto (con esenzione per i residenti), niente pedaggio da Grosseto sud aCivitavecchia. A questo punto, Sat sembra non porre neppure più una questione di soldi, visto che il progetto, comunque lo metti, non è economico. La società vorrebbe solo che sul tracciato in Maremma ci fosse accordo. Se ci saranno barricate, l’autostrada verrà archiviata.

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