Fonte:  CORRIERE DI MAREMMA

21 novembre 2014

 


Vertice del Pd, sinistra contro il governatore Con lui i renziani

 

Il confronto con i consiglieri regionali del gruppo Pd sul progetto di accorpamento delle Asl, da 16 a 3, diventa uno scontro lungo tre ore tra la sinistra del partito e il governatore Enrico Rossi, difeso dai renziani (ribaltando gli equilibri di solo qualche mese fa).

Doveva essere una prima riunione di approccio; si è trasformata in un serrato confronto di tre ore che ha fatto anche saltare la riunione della giunta regionale in programma nel tardo pomeriggio, che avrebbe dovuto decidere sulla dichiarazione degli esuberi di personale in Regione. Ieri il presidente Enrico Rossi è andato al gruppo consiliare del Pd a Palazzo Panciatichi per parlare della riforma delle Asl (con lui l’assessore alla sanità Luigi Marroni, che però alla fine non è intervenuto) e quello che era stato pensato come un incontro di routine si è trasformato in un dibattito che ha visto la sinistra attaccare il governatore e i renziani difenderlo, invertendo così le parti rispetto a pochi mesi fa. A Rossi è stata rimproverata la mancanza di un testo scritto da dare ai consiglieri, i tempi troppo stretti, l’entità del risparmio dall’accorpamento in tre sole Asl, l’aver accettato con troppa accondiscendenza i tagli del governo, l’uso dei commissari per la fase transitoria ed il termine stesso di commissari e nel calderone delle critiche è finito anche il rapporto con le università. Altro problema sollevato, anche dal presidente del Consiglio regionale, Alberto

Monaci, quello procedurale, cioè l’idea di Rossi di approvare la riforma con un collegato alla finanziaria: c’è chi preferirebbe una legge ordinaria, magari con procedura accelerata, così da avere comunque più tempo per l’analisi e la discussione, ed escludendo una «fase commissariale che la nostra sanità non si merita», come ha detto Marco Ruggeri che ha criticato anche il peso delle università nelle future Asl. Nessuno ha messo però in discussione la decisione del governatore di procedere con la «rivoluzione» e la necessità di ridurre i costi per mantenere la qualità, e nessuno ha messo in discussione il voto sul provvedimento. Mossa che non è stata sufficiente a far rientrare il disagio di Rossi che certo non si attendeva critiche così dure da parte dei suoi consiglieri, tanto che la riunione si è chiusa con un suo accalorato intervento durato quasi 6o minuti. Punto su punto, Rossi ha difeso la riforma, l’accorpamento in aziende sanitarie-ospedaliere, i tempi stretti, i margini di risparmio e così via. Alla fine il vertice si è sciolto con l’impegno ad avere al più presto testi scritti: perché sulla riforma si entri nel merito.

Mauro Boncian!

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