Fonte:  LA NAZIONE

04 novembre 2014

 


«Verso il gestore unico dell’acqua? Non accetteremo decisioni dall’alto» Parla Bonifazi: il Comune di Grosseto è socio di maggioranza del Fiora

 

di ALBERTO CELATA
«NESSUNO è contro l’aggregazione, ci mancherebbe altro, ma non possiamo permetterci di subire decisioni calate dall’alto. Dobbiamo assolutamente esserci nel percorso decisionale che, eventualmente, porterà alla costittuzione di un gestore unico dell’acqua. Ma soprattutto dobbiamo essere in grado di governare l’intero processo decisionale». Entrata a piedi uniti del sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, sulla paventata fusione di Acquedotto del Fiora, con «Pubbliacqua» (Firenze) e «Acque) (Pisa). Non solo pari dignità con gli eventuali nuovi partner, ma anche essere in grado di partecipare, e influenzare, sin dall’inizio, l’intero processo decisionale. Così parla Emilio Bonifazi, come sindaco del Comune azionista di maggioranza di Acquedotto del Fiora e così, dalle colonne di questo giornale, aveva parlato lo stesso presidente di «Adf», Tiberio Tiberi, che aveva detto di essere pronto ad andare al tavolo della trattiva, se mai avverrà, però a testa alta.
CONCETTI che Bonifazi, aveva già espresso nell’assemblea dei soci del Fiora del 17 settembre. Come si legge dal verbale, pur non essendo l’argomento all’ordine del giorno, il sindaco di Grosseto volle trattare il tema della possibile aggregazione tra le aziende toscane dell’idrico, tema che «sta destando preoccupazioni a vari livelli in quanto altre esperienze di aggregazione del servizio pubblico locale hanno allontanato la risposta del servizio all’utenza senza produrre l’efficienza attesa, mentre i sindaci devono farsi carico di dare risposte ai cittadini tutti i giorni». Per questo, a settembre, il primo cittadino di Grosseto invitò tutti i colleghi sindaci a seguire, monitorare e accompagnare il processo, per costruire, per Acquedotto del Fiora, un ruolo significativo nell’eventuale percorso di aggregazione, onde evitare la dispersione di risorse e professionalità acquisite negli anni. 
«LA POLITICA LOCALE — afferma ancora Bonifazi nel verbale dell’assemblea — non può restare fuori da eventuali tavoli regionali che decidono sul tema, in quanto Adf – sebbene se confrontata con le altre aziende toscane più grandi (Acque e Publiacqua), risulti quella con minor fatturato e minor numero di dipendenti – ha dimostrato nel tempo con le proprie risorse, benché più limitate, di essere parimente efficiente, solida e produttiva. Molte — ricorda il sindaco — sono le questioni da tutelare nella eventualità di una nuova realtà macro-aggregata: il capitale umano e professionale; le particolarità dei diversi territori che compongono l’Ato; le peculiarità delle attività svolte; la solidità aziendale e la capacità di fare efficienza; la vicinanza all’utenza del capoluogo allo stesso modo di quella del piccolo Comune».
A CONCLUSIONE del suo intervento nell’assemblea di settembre, Bonifazi auspicava anche la possibilità di riproporre un nuova «Fiora Day» per discutere dell’eventualità di aggregazione, magari invitando anche l’amministratore Delegato di Acea. Forse, aggiungiamo noi, sarebbe opportuno invitare anche tutti sindaci dei Comuni coinvolti, e le segreterie regionali dei sindacati, perché in tutte le aggregazioni, la prima cosa da salvaguardare è l’efficienza, ma a pari passo con i posti di lavoro, che devono essere sempre e comunque tutelati.

 

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