Fonte:  IL TIRRENO

31 ottobre 2014

 


Duello tra sindaci per la presidenza: Nogarin contro il grossetano Bonifazi ma è tutto rinviato Acqua, il primo derby finisce 0-0

 

di Mario Neri Di solito si rimanda per non decidere e prendere tempo. Invece dietro il nulla di fatto voluto ieri dai sindaci riuniti nel Consiglio direttivo dell’Autorità idrica toscana (Ait) è andata in scena la prima mossa per silurare Filippo Nogarin dalla carica di presidente dell’Ato unico dell’acqua. A Firenze, il sindaco livornese arriva alle tre in punto. Fuori ci sono i suoi sostenitori, i membri del comitati toscani per l’acqua pubblica, alcuni attivisti grillini e anche il deputato M5S Samuele Segoni. All’ordine del giorno c’è la presidenza dell’Ait. Da settimane il sindaco pentastellato denuncia una «manovra antidemocratica del Pd per estromettermi da un ruolo che mi spetta di diritto in qualità di successore di Alessandro Cosimi. Troviamo una soluzione trasparente – dice in riunione, dove alla fine riescono ad entrare anche i supporter -, altrimenti darò battaglia». Secondo lui e i suoi legali, i Dem toscani vorrebbero silurarlo e «utilizzare un’autorità di garanzia come un terreno di spartizione». L’appiglio sarebbe l’ambiguità della delibera con cui nell’ottobre 2012 fu nominato Cosimi. «Un pastrocchio per cui ci rideranno dietro tutti, in ogni caso», dice Lorenzo Perra, assessore al bilancio di Firenze. Quel testo al punto 2 «dice che il sindaco di Livorno, come presidente, rimane in carica fino all’ottobre 2015», si inalbera Nogarin. «Al punto 3, invece, che non è detto che non si possa eleggere un nuovo presidente», ed è la posizione di quasi tutti gli altri sindaci (escluso Arezzo). Uno su tutti Emilio Bonifazi, la cui candidatura, specifica il primo cittadino di Grosseto, «è stata lanciata a mia insaputa». In sala si alza la tensione, si scatena qualche battibecco con gli attivisti e interviene il direttore Alessandro Mazzei: «Fate una proposta: o accettate che Nogarin subentri automaticamente o optate per una nuova elezione, ma tenete conto che la legge istitutiva dell’Ait parla di una carica rappresentativa del territorio». Alla fine si decide di non decidere. Rimandato tutto all’assemblea dei sindaci rappresentanti dei Comuni toscani.

 

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