Fonte:  CORRIERE FIORENTINO

28 ottobre 2014

Rubrica: Panorama politico


Nogarin e Bonifazi, sfide e battute Due giorni per la guerra dell’acqua

Qual è il nome del sindaco di Grosseto? «Boh, non l’ho mai sentito», esclama Filippo Nogarin, primo cittadino pentastellato di Livorno. E allora ecco che tutti pensano a un altro giallo stile Il nome della rosa pronto a riscaldare un autunno proiettato verso temperature consone alla propria dignità di stagione. Finzioni. E non solo perché Emilio Bonifazi, sindaco di Grosseto, non è la graziosa pulzella senza nome che ammaliò il protagonista del romanzo di Umberto Eco, ma perché le sue generalità sono conosciute a tutti, potenti e popolo. E adesso, dopo che Bonifazi ha fatto una doppietta (è stato nominato anche presidente della Provincia), quel nome è patrimonio dell’umanità toscana.

E allora perché il malizioso grillino Nogarin lo disconosce? Semplice: Bonifazi è stato designato a ricoprire l’incarico di presidente dell’Autorità idrica toscana (Ait), il potente organismo al quale partecipano tutti i sindaci della Toscana e gestisce e controlla il patrimonio pubblico dell’acqua potabile, delle fognature e della depurazione, che, oltre ad essere una risorsa primaria, è pure un appetitoso business. Una poltronissima, insomma, sulla quale avrebbe dovuto sedere proprio Nogarin come successore all’ex sindaco di Livorno Alessandro Cosimi (Pd).

Nogarin questa defenestrazione se l’è legata al dito, ha promesso battaglie legali e politiche e ha accusato l’assemblea dell’Ait di aver violato i regolamenti per una manovra da sottogoverno della prima repubblica. I presunti defenestratori si sono difesi sventolando un verbale nel quale il sindaco di Livorno accettava di lasciare l’incarico e votava l’affidamento provvisorio dell’assemblea al sindaco di Firenze Dario Nardella; Nogarin ha controreplicato che lui nulla ha votato e che tutto ciò che è accaduto è illegittimo e illegale. E quando ha saputo di Bonifazi si è invelenito due volte.

Emilio Bonifazi conferma d’essere stato contattato dall’Ait: «Mi hanno chiesto una mia disponibilità che io ho dato per spirito di servizio anche se impegnato su due fronti, quello di sindaco e presidente della Provincia spiega D’altra parte è prerogativa dell’Ait scegliersi il presidente che vuole, quello più opportuno». Poi la controreplica al collega grillino: «Nogarin ne ha fatto una questione personale sfoderando il solito vittimismo Cinque Stelle. Lui dice di non conoscermi? Bene, io non conosco lui».

La sfida ultima è prevista per giovedì, quando si dovrebbe decidere chi sarà il presidente. «Quel posto spetta a me ribadisce Nogarin e dimostrerò come può essere antidemocratico il Partito Democratico». Difficile sapere come andrà a finire. Anche perché l’Autorità dell’acqua ci ha abituato a colpi di scena. Accadde quando il presidente designato, l’ex sindaco di Sesto Fiorentino, Gianni Giannassi, rifiutò l’offerta. E al suo posto, nel 2012, venne eletto Alessandro Cosimi. La poltrona, da regolamento, sarebbe dovuta passare al suo successore. Tutti pensavano fosse il compagno di partito Marco Ruggeri. E invece ecco la sorpresa (poco gradita dall’assemblea): la vittoria del cinquestelle Nogarin.

Marco Gasper i mgasperetti©a res.it

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