Fonte:  IL TIRRENO

18 ottobre 2014

 


La sanità si salva solo con il superticket

 

Rossi: «Paghino i ricchi». E sulla manovra: buona, ma non si deve distruggere un servizio che è un valore nazionale

Con i tagli e senza superticket i primi a rimetterci potrebbero essere i malati di Sla, la terribile Sclerosi Laterale Amiotrofica, che inchioda a letto o su una sedia (nella foto): non potrebbero infatti più ricevere i computer che permettono una minima forma di comunicazione e che attualmente, in Toscana, sono pagati dalla Regione. Oppure i 6.300 invalidi che ogni anno usufruiscono del trasporto gratuito tra casa ed ospedale, prestazione anche questa non compresa in quelle obbligatorie del Servizio Sanitario Nazionale. Due esempi che il presidente toscano Enrico Rossi ha voluto portare in modo non casuale: la prospettiva, per la sanità, come spieghiamo anche a parte, è infatti drammatica. In sostanza, con i tagli, potrebbero cadere proprio quei sussidi che permettono un’esistenza migliore per chi nella vita è stato davvero meno fortunato. (s.b.)di Stefano Bartoli «Se la situazione rimarrà questa, se cioè ci taglieranno 400 milioni di euro, non avremo alternative: a rimetterci sarà soprattutto la sanità e, per mantenere i servizi, sarà necessaro introdurre un superticket per i redditi medi e medio-alti». È molto chiaro Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana: lo ha detto ieri mattina in diretta su RaiTre, nella trasmissione Agorà, lo ha ripetuto poche ore dopo, andando ancora più a fondo, anche a Il Tirreno. Insomma, la polpa stavolta è veramente finita e siamo arrivati al nocciolo, anche se il governatore ha un giudizio positivo sul resto della manovra. Allora Rossi: cosa funziona e cosa va cambiato dei provvedimenti di Matteo Renzi? «La Legge di Stabilità varata da Renzi contiene cose importanti, come le assunzioni nella scuola, gli aiuti alle famiglie numerose, alle partita Iva, ai giovani precari. Tutto questo può dare una mano alla ripresa, ma non si deve distruggere la sanità pubblica che è un valore nazionale. E poi non ci sto a farmi mettere all’angolo nella lotta agli sprechi. In Toscana la spending review l’abbiamo fatta, ma dobbiamo farla tutti, da Palazzo Chigi a Montecitorio, dai Ministeri ai manager ed alle pensioni d’oro. E voglio anche chiarire subito che le tasse che ha tolto Renzi, a partire dall’Irap, noi non le reintrodurremo mai». Torniamo quindi all’ipotesi del superticket: chi dovrebbe pagarlo e in che misura? «Dico che, con questo taglio di 400 milioni di euro, dovremo andare a usare i 150 milioni che avanzano dal bilancio per esigenze particolari o improvvise, ma purtroppo non basterebbero. Per i restanti 250, se si vogliono mantenere i servizi attuali, dovremo chiedere ai ceti medi e medio-alti un contributo in più, a favore di chi invece ha un reddito medio-basso. Non siamo comunque ancora in grado di dire quale sarebbe la soglia al di sopra della quale si pagherebbe il superticket». Per quanto riguarda l’importo, lei su RaiTre ha parlato di un 10 per cento: su un intervento chirurgico da 5mila euro se ne dovrebbero versare 500. «Era naturalmente solo un esempio, ma potrebbe anche essere un importo reale, anche se è tutto da calcolare e verificare». Ma il superticket, come ormai lo abbiamo battezzato, basterebbe a garantire la copertura dei servizi? «Servirebbero interventi anche sui superstipendi di manager e dirigenti, oltre che sulle cosiddette pensioni d’oro. Con un “pacchetto” del genere riusciremmo a garantire i servizi come quelli di adesso». Ma quali sono le prestazioni più a rischio? «Naturalmente tutte quelle extra Lea, cioè al di fuori dei Livelli Essenziali di Assistenza previsti da Servizio Sanitario Nazionale. Penso ai malati di Sla (vedi anche riquadro, ndr) a cui non potremmo più fornire il computer per comunicare come facciamo dagli anni Ottanta. Oppure al trasporto gratuito degli invalidi, senza dimenticare che quei 150 milioni di cui parlavo prima andrebbero tolti ad altre cose. Ma oltre alla sanità potremmo dover tagliare i trasporti locali». A quanto ammonta l’attuale bilancio della Toscana? «Circa 9 miliardi di euro, di cui 7,5 destinati alla sanità».

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