IL TIRRENO

02 ottobre 2014

 


 
Oggi l’assessore regionale sarà a Grosseto per incontrare i medici dell’Asl I Camici grigi lanciano sette domande dopo l’esposto alla Corte dei Conti Liste d’attesa e intramoenia Provocazione a Marroni

 


 

 

«A volte la toppa è peggio del buco». È il titolo della lettera di replica al direttore generale dell’Asl 9 Fausto Mariotti da parte dei “Camici grigi”, quelli stessi medici e infermieri che da tempo non condividono la governance dell’azienda, definita ancora una volta «disastrosa per i grossetani». «Lo stile di Mariotti, così come raccontato dai giornalisti presenti, ha trovato conferma nella conferenza stampa di venerdì scorso. Uno stile inconfondibile – scrivono – in cui si miscelano stizza, un’enorme autostima, il sistematico tentativo di irridere chiunque dissente: medici, consiglieri comunali, giornalisti. Tutte persone che fanno semplicemente il loro lavoro e certo non si alzano al mattino pensando a come gettare fango sui manager della sanità. Due ore di monologo senza rispondere agli appunti mossi recentemente sul malgoverno delle liste di attesa e sulle altre mancanze che imputiamo alla direzione dell’Asl 9». «Domani (oggi, ndr), a Grosseto – prosegue la missiva – avremo l’assessore regionale Luigi Marroni. È stata convocata una riunione, a metà mattina, nella sala conferenze del 118, con una quarantina di medici che contano. Il pomeriggio è in calendario la Conferenza dei sindaci. È a lui, all’assessore, che ci rivolgiamo, dopo avergli girato, per conoscenza, nei giorni scorsi, l’esposto presentato alla Procura della Corte dei Conti». Ma ecco cosa chiedono a Marroni i “Camici grigi” (Mariotti li ha definiti «Camici marroni, letame»).

 

1) Perché a Grosseto non è stata applicata la Legge 529/2013 che obbliga a fissare per ogni struttura sanitaria il numero di visite ed esami da erogare in regime pubblico?

 

2) Forse perché si sarebbe dovuto subordinare a questo il numero di esami in libera professione?

 

3) Le schede di budget 2014 non vi fanno cenno. Perché?

 

4) Il piano di risanamento di fine mandato non pensa l’assessore che sia la conferma dei molteplici errori nella gestione del sistema delle attese compiuti in questi 5 anni?

 

5) Sono stati previsti altri soldi per le convenzioni con Siena (tutt’altro che positive) e per i Privati. Le sembra il modo corretto di risolvere il problema? Comprare fuori i servizi minimi da erogare alla popolazione…

 

6) Come mai la direzione del Misericordia non ha mai evidenziato i risultati negativi della convenzione con Siena per l’Endocrinologia, dopo quanto accaduto 2013? C’è stato un allungamento dei tempi di attesa.

 

7) Dove sono e dove erano sindaci e controllori vari sia dentro l’Asl 9 che a livello Regionale?

 

Non ci pare che risultino agli atti proteste o azioni delle Società della Salute. Infine un auspicio. «Che i dieci milioni da usare nei prossimi mesi per tamponare le liste di attesa (500mila a Grosseto) non siano a puro scopo elettorale. Il fatto, però, che buona parte di questi denari finiranno nelle tasche di chi le attese le ha create e dei privati non lascia presagire nulla di buono».

 

 

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