LA NAZIONE

26 giugno 2014

 

 


 

Guerra di campanile fra Follonica e Massa, città del Golfo e del Balestro, per avere il controllo del Falusi

 


 

 

Si profila una guerra di campanile fra Massa e Follonica per la nomina dei componenti il nuovo consiglio di amministrazione dell’Istituto Falusi. Da Follonica infatti arriverebbe sia la richiesta di raddoppiare il numero dei propri rappresentanti in seno allo stesso consiglio di amministrazione, sia quella di ottenere per la prima volta la presidenza dell’Istituto. In pratica la città del Golfo vorrebbe passare dagli attuali due a quattro consiglieri conquistando così la maggioranza in seno al nuovo consiglio che dispone di sette unità compreso il presidente. Una richiesta che dal canto suo Massa sembrerebbe poco intenzionata ad avvallare considerando il Falusi di sua esclusiva appartenenza visto che è nato e da sempre vissuto nel territorio massetano per aiutare, almeno inizialmente, persone in situazioni di povertà e disagio. Difficile prevedere quale sarà la soluzione, così come allo stesso tempo appare incerta la posizione del presidente in carica Roberto Schiavetti.

 

3 Commenti a “Guerra di campanile fra le città del Golfo e del Balestro per avere il controllo del Falusi”

  • f.bonuccelli scrive:

    Più che un problema di composizione mi pare sia un problema di presidenza del Falusi, visto che ormai l’ assistenza domiciliare e territoriale ha il suo epicentro a Follonica. Non credo proprio che possa essere confermato Schiavetti, forse questa volta toccherà a qualche giovane”rampante”di Follonica.

  • Roberto Ovi scrive:

    Questa guerra di bandiera tra Massa Marittima e Follonica per il controllo dell’Istituto Falusi non mi entusiasma per nulla.
    Nè mi hanno mai interessato in passato le dichiarazioni di alcuni soggetti politici locali, di verosimile opposizione, che rivendicavano la massetanità nella gestione dell’Istituto.
    Io credo che la grande battaglia da fare per i gruppi consiliari di maggioranza e di opposizione, e segnatamente per “Massa Comune”, non sia quella del campanile ma sia in realtà quella da fare a favore dei degenti e delle loro famiglie, volta ad assicurare loro i migliori servizi erogati dall’Istituto ad un prezzo sostenibile, ed alla realizzazione dell’alta integrazione socio sanitaria.
    Nel corso della legislatura 2009 -2014, se non ricordo male, l’Istituto Falusi avrebbe dovuto organizzare, su delega della Società della Salute “Colline Metallifere”, anche avvalendosi di alcune cooperative sociali, l’assistenza domiciliare per le persone non autosufficienti. Che fine ha fatto questo progetto?
    Sull’alta integrazione socio sanitaria e sui percorsi di continuità assistenziale ospedale territorio erano stati precisi impegni sul protocollo di intesa del 1 Luglio 2007. Che fine hanno fatto?
    Il Presidente Roberto Schiavetti e l’assessore – Presidente della Società della Salute Luciano Fedeli, ritengono sostenibile una quota sociale della retta di degenza di quasi 1600 Euro mensili, in una realtà costituita da persone anziane, ex minatori ed ex operai metalmeccanici, con pensioni di importo piuttosto limitato? E tenendo conto dell’attuale situazione di crisi, che non aiutano certo i figli a farsene almeno in parte carico.
    Ma questa gente, con tutto il rispetto, in che mondo vive? E poi dicono di essere riformisti (ma de che, direbbero a Roma)

  • Roberto Ovi scrive:

    La guerra di campanile per il controllo del Falusi, in atto da mesi tanto da aver ampiamente superato i limiti temporali di cui agli articoli 42 e 50 del TUEL per la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione, ha fortemente stufato.
    I giochi di poltrone dei politicanti, fanno dimenticare le difficoltà delle famiglie e della povera gente, costretta a farsi carico di rette tra le più alte della Toscana. Un teatrino che sarebbe cessato se il Falusi, come proponevamo io e Cappelloni, fosse entrato all’interno della Società della Salute, come previsto nei documenti programmatici approvati nel 2004, eliminando poltrone ed indennità, portando benefici economici ed organizzativi al personale dipendente.
    Ma si è preferito trasformare l’Istituto Falusi, che ha un patrimonio decisamente inadeguato, in Azienda Pubblica per i Servizi alla Persona, con un regolamento organizzativo, sul quale io e Cappelloni votammo negativamente, pieno di ingiustificate strutture apicali, successivamente ridimensionate poichè fonte di costi aggiuntivi.
    Massa Comune non trascuri questo fronte, che mette in grave difficoltà la maggioranza di sinistra. A proposito: i renziani locali hanno nulla da dire in proposito?

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