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Da una parte l’area EX-MOLENDI, dall’altra il CENTRO STORICO.

 

La “porta urbana” e la “città murata”: due concetti cari agli architetti e agli urbanisti.

 

Cari e ostili nello stesso tempo perché, in molte circostanze, di non facile coniugazione.

 

Spesso, infatti, manca la così detta “cerniera” ovvero l’elemento urbanistico di raccordo tra le porzioni della città che reclamano di relazionare tra sé per i fini più svariati

 

Qualcuno la chiama “frangia” in quanto, in un certo senso, area di passaggio tra periferia e centro, solitamente mancante di precisi ordinatori urbani.

 

Io non sono d’accordo e continuo a chiamarla “cerniera”: suona meglio, rende bene l’idea e chiarisce il suo carattere di elemento compattante e flessibile allo stesso tempo.

 

Diceva un mio anziano ed esperto professore di Urbanistica: «Ho visto tanti architetti farsi male nel “cernierare” la città».

 

Si, perché laddove non hanno ciò che abbiamo noi, se lo inventano, con effetti spesso disastrosi.

 

Noi dobbiamo solo saper sfruttare ciò di cui Massa già dispone, senza fatica alcuna se non quella di portare un consapevole rispetto a quello sul quale intervenire.

 

Ecco: ai miei occhi di architetto, appassionato di urbanistica (ma solo di quella vera e sana, scevra da ogni influsso politico), il PIAZZALE MAZZINI è la “cerniera” urbana quasi perfetta.

 

Si trova dove doveva trovarsi e si presta ad essere trasformati in ciò di cui abbiamo bisogno.

 

Può diventare il filtro ideale all’approccio più opportuno col Centro Storico, rispettandone il ruolo senza soccombere di fronte ad esso.

 

Può preparare  a godere di esso e predisporre alla sua fruizione più opportuna.

 

Stiamo lavorando in questa direzione, convinti che sia quella giusta.

 

Vogliamo risolvere la questione dell’area EX-MOLENDI e chiudere quella “cerniera”.

 

 

 

2 Commenti a “Vogliamo chiudere quella “cerniera””

  • Fiorenzo.Borelli scrive:

    Grazie Gabriele di questa tua considerazione e desidero prendere l’occasione per invitare chiunque sia dotato di nozioni di urbanistica e architettura in genere a confrontarsi su questo tema magari in una tavola rotonda che potremmo predisporre; sarebbe un grande successo se le risorse intellettuali della nostra cittadina volessero insieme discutere il tema.
    Vorrei anche aggiungere ed invitare Gabriele ad affrontare ed a mettere in campo le analoghe problematiche che affliggono le Frazioni.
    Lancio un’idea: Gabriele tenta di comporre un gruppo di lavoro di Architetti nostrani e proviamo a trovare delle idee condivise e valide.
    Grazie

  • gabriele galeotti scrive:
    .
    La politica si è sempre riempita la bocca della PARTECIPAZIONE senza mai perseguire veramente tale importantissima risorsa. Noi ci crediamo davvero e metteremo in atto ogni strategia utile a promuoverla. Su certi argomenti strettamente tecnico-analitici può essere difficile ma sul tema della pianificazione urbanistica credo si possibile, doveroso e conveniente per un’amministrazione che punti davvero ad amministrare correttamente una comunità. La politica l’ha usata come specchietto per le allodole, ben sapendo che, per fare i suoi sporchi affari, non le era certo conveniente… Un bluff, insomma, come tanti altri.
    .

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