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litetemeraria
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In giurisprudenza si parla di lite temeraria quando si agisce (o resiste) in giudizio con mala fede e colpa grave, ossia con consapevolezza del proprio torto o con intenti dilatori o defatigatori.

Questo comportamento è illecito e quindi in caso di soccombenza vi è una responsabilità aggravata che comporta il risarcimento di tutti i danni alla parte lesa derivanti dalla partecipazione ad un giudizio ingiustificato. Tali danni possono essere liquidati dal giudice nella sentenza stessa. Infatti la corte di cassazione nella sentenza n. 17485/2011 ha stabilito che per ottenere il risarcimento da lite temeraria non è necessario dover fornire la prova concreta del danno subìto:

« All’accoglimento della domanda di risarcimento dei danni da lite temeraria non osta infatti l’omessa deduzione e dimostrazione dello specifico danno subito dalla parte vittoriosa, che non è costituito dalla lesione della propria posizione materiale, ma dagli oneri di ogni genere che questa abbia dovuto affrontare per essere stata costretta a contrastare l’ingiustificata iniziativa dell’avversario e dai disagi affrontati per effetto di tale iniziativa, danni la cui esistenza può essere desunta dalla comune esperienza »

 

 

 

 

2 Commenti a “Cos’è la “Lite temeraria””

  • Roberto Ovi scrive:

    La questione posta da Francesco mi sembra assai opportuna.
    Fossi nei panni dei nostri cari amministratori di maggioranza la studierei con grande attenzione, per un motivo molto semplice.
    Faccio un esempio.
    Supponiamo, Dio non voglia, che il prossimo 6 Marzo 2013 il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Regione Toscana, chiamato a decidere sul ricorso e sulla richiesta di risarcimento presentati dalla società Immobiliare “Porta al Salnitro” nei confronti del Comune di Massa Marittima per la nota vicenda del progetto di riqualificazione dell’area ex Molendi, riconosca pienamente nel dispositivo della propria Sentenza le ragioni della società, riconoscendole pertanto l’ingente risarcimento richiesto.
    Pienamente significa in modo certo, chiaro, inequivoco e motivato, in fatto ed in diritto, senza incertezze ed ambiguità.
    Qualora gli organi politici del Comune di Massa Marittima, nonostante l’ipotesi sopra riferita (e, ripeto, Dio non voglia), facessero comunque ricorso al Consiglio di Stato, spendendo ulteriore denaro dei contribuenti, e facendo spendere altro denaro alla società immobiliare, porrebbero ulteriori responsabilità a proprio carico, perchè potrebbero aver agito, come afferma la fonte citata da Francesco, con intenti dilatori, nonostante una presumibile consapevolezza del proprio torto, desumibile dai chiari, motivati ed inequivoci contenuti del dispositivo della eventuale Sentenza di colpevolezza.
    Questo fatto, in caso di verosimile valutazione di fronte alla magistratura contabile, potrebbe configurare, quanto meno, una condotta gravemente colposa degli organi politici, insieme a quelli ammnistrativi, del nostro Comune, con l’imputazione delle relative responsabilità.
    Lo scrivente e Cappelloni non mancheranno di fornire la documentazione in proprio possesso tanto a “Massa Comune” quanto, ove si rendesse necessario, alla magistratura contabile, perchè possa essere chiamanto a pagare chi ha creato questa discutibile situazione

  • Roberto Ovi scrive:

    A proposito delle EVENTUALI RESPONSABILITA’ CONTABILI derivanti da DANNO PER INGIUSTIFICATA RESISTENZA IN GIUDIZIO si consiglia un’attenta lettura della Sentenza n.354 del 27 Settembre 2011 della Sezione Giurisdizionale per la Toscana della Corte dei Conti

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