IL TIRRENO

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto

2013-03-29

 

di Alfredo Faetti

 

Falusi: l’indennità di Schiavetti arriva in Procura.
Il sindaco non risponde all’interrogazione della civica Massa Comune attacca anche sulle spese dei familiari

 

MASSA MARITTIMA – Dal protocollo degli uffici comunali fino alle stanze della magistrature contabile. Secondo il movimento civico Massa Comune la questione dell’indennità riscossa dal presidente dell’Istituto Falusi, Roberto Schiavetti, potrebbe trasformarsi a breve da semplice interrogazione a una vera e propria diffida. Una vicenda nata con la modifica di una legge che prevedeva per un organo come il presidente il diritto al rimborso delle spese, ma non all’indennità. Questo perché il suo ruolo è diventato semplicemente «onorifico». La civica sulla questione ha chiesto spiegazioni all’amministrazione, ma fino ad oggi senza successo. L’argomento Falusi è di quelli sempre caldi a Massa Marittima ma ora potrebbe diventare davvero scottante. «Potrebbe approdare all’attenzione della magistratura contabile la vicenda della mancata revoca dell’indennità di carica al presidente dell’Istituto Falusi – si legge nella nota di Massa Comune – sollevata in un’interrogazione indirizzata all’attenzione del sindaco Lidia Bai che, dopo quasi due mesi, non ha avuto ancora risposta». Le domande della civica sono arrivate sulla scrivania del sindaco nei primi giorni di febbraio e citava una sentenza della Corte Costituzionale del giugno 2012. Questo documento «aveva stabilito che la partecipazione agli organi delle Ex Ipab (oggi aziende pubbliche per i servizi alla persona) fosse da considerarsi a titolo esclusivamente onorifico – spiega la nota – dando luogo al solo rimborso delle spese sostenute e alla liquidazione del gettone di presenza, revocando l’indennità di carica erogata fino ad oggi al presidente Roberto Schiavetti, di importo pari al massimo di quella prevista dalla legge per la carica di assessore del Comune di Massa Marittima». E partendo da questa novità, Massa Comune ha chiesto a Bai, in quanto «organo preposto alla vigilanza ed al controllo sulle attività dell’Istituto», di mettere mano allo statuto e al regolamento del Falusi, in modo che con le giuste modifiche si sarebbe potuto «risparmiare circa 15mila euro», ovvero «orientativamente la quota di parte sociale della retta che ogni degente, spesso con l’aiuto dei propri familiari, spende ogni anno per essere ospitato al Falusi». Interrogazione a cui però non è ancora seguita una risposta. Un silenzio che, a detta di Massa Comune, rende «indispensabile la presentazione di un’istanza diffida con la minaccia, appunto, di segnalare la vicenda alla magistratura contabile toscana che, da quanto si apprende, si starebbe già occupando di altre vicende locali». Come detto, però, l’argomento Falusi a Massa Marittima è sempre caldo. Così la civica torna anche su una «discutibile decisione dell’amministrazione». Riguarda i familiari degli ospiti dell’Istituto, che «si trovano a dover affrontare anche le ulteriori consistenti spese derivanti dall’indesiderata equiparazione a seconda casa dell’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà od usufrutto da anziani che acquisiscono la propria residenza permanente in istituti di ricovero, come appunto il Falusi, che comporterà l’applicazione di un’aliquota doppia dell’Imu rispetto alla prima abitazione (10,6 per mille rispetto al 4 per mille), con conseguenze facilmente immaginabili».

 

 

 

 

Un Commento a “Falusi: Il sindaco non risponde all’interrogazione della civica Massa Comune”

  • La Corte Costituzionale con Sentenza dell’ 11 ottobre 2012 n. 223, ha pronunciato l’illegittimità costituzionale dell’art. 9, comma 2 del D.L. 78/2010 convertito nella Legge 30 luglio 2010 n. 122, nella parte in cui si dispone che a decorrere dal 1 gennaio 2011 al 31 dicembre 2013, i trattamenti economici complessivi dei dipendenti pubblici superiori a 90.000 euro lordi annui siano ridotti del 5% e nella misura del 10% per le retribuzioni oltre i 50.000 euro.

     

    La decisione è scaturita dall’evidenza della natura tributaria del prelievo previsto dalla norma censurata, ritenendo che il tributo imposto determini un irragionevole effetto discriminatorio, essendo la platea dei soggetti passivi limitata ai soli lavoratori pubblici.

     

    Pertanto l’Unione di Comuni, con la Det.Dir. n. 214 del 13/03/2013,  ha correttamente disposto la restituzione delle illegittime decurtazioni operate sui trattamenti economici dei propri dipendenti.

    Non si capisce però come mai nel nostro Comune tale dettato normativo non venga interamente applicato, visto che dell’art.6 della suddetta Legge, relativo alla “Riduzione dei costi degli apparati amministrativi”, è nella realtà dei fatti “ignorato” dalle nostre istituzioni.

    Caso eclatante è quello dell’Istituto Falusi, per la cui presidenza spetta, a norma di Regolamento di organizzazione,  <<un’indennità di carica, di importo pari al massimo di quella prevista dalla Legge per la carica di assessore di Comune con pari classificazione amministrativa di quello di Massa Marittima, secondo la normativa vigente.>>.

    Eppure il comma 2 del dettato normativo parla chiaro, stabilendo che “A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente Decreto la partecipazione agli organi collegiali, anche di amministrazione, degli enti, che comunque ricevono contributi a carico delle finanze pubbliche, nonché la titolarità degli organi dei predetti enti è onorifica; essa può dar luogo esclusivamente al rimborso delle spese sostenute, ove previsto dalla normativa vigente; qualora siano già previsti i gettoni di presenza non possono superare l’importo di 30 Euro a seduta giornaliera.”


    Ma ad oggi, nonostante pronunce di legittimità costituzionali che non inficiano l’applicazione del predetto articolo, una formale interrogazione del gruppo consiliare ed una diffida, tutto tace ed il Presidente continua a godersi i soldi dei contribuenti, senza che il nostro Sindaco abbia quantomeno spiegato come mai non ritenga, nella sua qualità di organo di vigilanza dell’ azienda pubblica di servizi, di procedere con revisione statutaria dell’A.S.P e con la revoca dell’indennità del Presidente dell’ “Istituto Falusi”.


    Ricordo a me stesso, che il comma 2 conclude affermando che <&lt;La violazione di quanto previsto dal presente comma determina responsabilità erariali e gli atti adottati dagli organi degli enti e degli organismi pubblici interessati sono nulli>>.


    Se non interessa a voi…

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