IL TIRRENO

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP

2013-01-12

 

Sanità

L’Asl vende il castello e due palazzi In tutto spera di incassare oltre 8 milioni

 

È ormai prossima l’alienazione del castello di Monteregio e dei due immobili ex Inam e ex Dispensario, rispettivamente in viale Risorgimento e via Valle Aspra. Così almeno si evince da una delibera adottata dall’Asl, con la quale è stato approvato il piano delle alienazioni per il triennio, composto da 13 immobili nei Comuni di Grosseto, Scansano, Gavorrano, Roccalbegna e, appunto, Massa, con la previsione di un introito complessivo di quasi 27 milioni. La parte prevalente delle alienazioni, nel corso dell’anno corrente, interesserà proprio gli immobili del comune minerario, per i quali in passato erano già state tentate gare «a pubblico incanto», che adesso formeranno l’oggetto di un nuovo tentativo di vendita «a trattativa privata». Uno di questi, l’immobile ex Inam, viene ceduto con la clausola «libero al rogito» eventualmente anche in momenti distinti. I prezzi di vendita, individuati in base alle perizie dell’Agenzia del territorio e, nel caso dell’immobile ex Inam, di tecnico incaricato, sono di 5 milioni e 567 mila euro per il Castello di Monteregio, 2 milioni e 221 mila euro per l’immobile ex Inam, attuale sede di uffici amministrativi dell’Asl, alcuni dei quali in predicato di essere trasferiti al distretto di Follonica, e circa 474mila euro per l’immobile ex dispensario di via Valle Aspra. La notizia desta grande interesse anche alla luce dell’interpellanza presentata dal gruppo consiliare di opposizione Massa Comune che, nel chiedere conto degli investimenti previsti dall’Asl per l’ospedale Sant’Andrea e per l’assistenza socio sanitaria territoriale, aveva chiesto anche informazioni sulla procedura di vendita del Castello di Monteregio, disciplinata da un protocollo di intesa tra Asl e Comune approvato fin dal 2008 con i voti favorevoli della maggioranza e del gruppo consiliare di opposizione “Per L’alternativa”, composto dai Cappelloni ed Ovi. Quest’ultimo, peraltro, aveva puntato il dito con decisione nei confronti dell’ex sindaco Luca Sani, accusato di «aver perso nel corso del 1996 la disponibilità del Castello di Monteregio, ceduto remissivamente all’Asl senza aver subordinato il trasferimento a procedure di mutamento della destinazione d’uso dell’immobile, mediante l’approvazione di una specifica variante al piano regolatore, da attuarsi attraverso accordi di pianificazione territoriale già allora previsti dalla legge regionale».

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