LA NAZIONE

Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP

2013-01-09

 

 

PANORAMA POLITICO

La gaffe dell’Unione scuote la politica – L’opposizione scatenata chiede ragioni

 

 

UN INCIAMPO politico di rilievo quello in cui è incappata l’Unione Comuni, che si è trova «decapitata» dei suoi organismi dirigenziali dalla Regione. Al riguardo commenti molto duri sono stati espressi dall’opposizione, fra cui il capogruppo del Pri Luca Santini chiaramente meravigliato e non per come «si sia caduti così in basso — dice — da farsi riprendere dalla Regione dopo la lunga e penosa trafila burocratica in occasione del suo varo», e il consigliere di Massa Comune Gennaro Orizzonte che dice: «non posso credere che il presidente Giuntini e la Giunta non fossero a coscienza delle norme, poiché ciò sarebbe sintomo di inadeguatezza e incapacità nel ruolo di amministratori. Le scelte dell’Unione si ripercuotono sulla vita quotidiana di più di 12mila persone, soprattutto ora che questa è chiamata a gestire funzioni come la scuola e la polizia locale». In effetti qualcosa non è quadrato. La conferma dalla stessa modifica allo statuto che per legge l’Unione doveva eseguire e invece mai stato fatto. Ma andiamo in ordine. Un decreto presidenziale dice che contrariamente a quanto disposto dalla legge regionale «in caso di mancato adeguamento statuario scatta automaticamente il provvedimento di decadenza del Consiglio». A generare l’inghippo la presenza di tre rappresentanti elettivi, due di maggioranza e uno di minoranza, espressi dal Comune di Massa Marittima senza rispettare la stessa legge regionale che impone una rappresentanza paritetica fra i gruppi politici. Conseguenza: l’ordine di decadenza e di immediata ricostituzione del nuovo consiglio avvenuto con la nomina a presidente dell’Unione del sindaco di Massa Lidia Bai al posto di Marcello Giuntini. La Giunta risulta formata oltre che dalla Bai anche dal sindaco di Monterotondo Alessandro Giannetti e da Marcello Giuntini, sindaco di Montieri, mentre nel nuovo consiglio figurano Marcello Fusi, Gennaro Orizzonte, Giorgio Paolo Frequenti, Federico Falchi, Claudio Grassini e Ilio Giorgio Russo. Inspiegabili i motivi per i quali fin dall’inizio della costituzione dell’Unione non siano state rispettate le normative regionali. Eppure tutti, a partire dal presidente di Uncem Oreste Giurlani, avevano felicemente battezzato la nascita del nuovo ente sorto sulle ceneri della Comunità Montana sostenendo la necessità «di non perdere il lavoro intrapreso fin qui con le Comunità Montane. Per questo è importante che i piccoli comuni siano pronti con le nuove Unioni, per non perdere la gestione associata delle funzioni fondamentali sul territorio».

FRA LE PRIME deleghe assegnate all’Unione quella dell’istruzione e della polizia municipale. «L’unione — commentò il sindaco Lidia Bai — può offrire migliori prospettive di sviluppo alle comunità e servizi più efficienti ai cittadini senza svilire le diverse identità del territorio. Costituisce una proposta di riassetto delle autonomie locali basata sui principi di solidarietà ed efficienza».

 

 

 

 

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