LA NAZIONE
26.09.2012
«L’Albero è stato rovinato» Torna il caso del restauro

 

I presupposti sembrano esserci tutti: l’affresco dell’«Albero della fecondità» risalente alla metà del tredicesimo secolo rinvenuto nel 1999 durante i lavori di sistemazione delle Fonti dell’Abbondanza di Massa Marittima, sarebbe stato «irrimediabilmente compromesso proprio nel suo valore storico e artistico a causa di una campagna di restauro irrispettosa dei caratteri artistici, tipologici e formali dell’opera». A rilanciare la clamorosa denuncia chiedendo di essere convocato nelle sedi competenti per meglio illustrare i motivi che portano a sostenere questa tesi, è l’architetto Gabriele Galeotti, appassionato cultore di arte, che ha inviato una nota sia al ministero per i Beni e le attività culturali, sia alla Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici per le Province di Siena e Grosseto, accompagnata da una corposa documentazione fotografica attestante, dice, «la veridicità delle affermazioni proposte». Galeotti rifà la storia di questo affresco, unico nel suo genere nel pur vasto panorama artistico medioevale italiano, ricordando che «nell’agosto 2011 l’affresco dopo un lungo restauro è ritornato visibile ma purtroppo in forme alquanto discutibili tali da pregiudicarne fortemente l’autenticità a causa di una campagna di restauro irrispettosa dei caratteri artistici, tipologici e formali dell’opera. Molte parti del’affresco — afferma Galeotti — sono state ridipinte arbitrariamente e senza alcun doveroso rispetto delle allegorie d’origine, facendo ragionevolmente ritenere che il comprovato valore storico artistico dell’Albero della fecondità sia stato irrimediabilmente compromesso, è doveroso quindi — aggiunge — promuovere ogni azione a sua tutela». In altre parole, «un falso d’autore — afferma l’architetto — che non rispecchia l’originalità». A questo punto se i dubbi sollevati da Galeotti trovassero riscontro e fossero comprovate stavolta attraverso una seria e approfondita verifica da parte del ministero competente, per Massa Marittima sarebbe un duro colpo da assorbire dal momento che l’affresco costituisce uno dei principali motivi di attrazione turistica proprio per la particolarità del suo contenuto. Tutti i rami dell’albero sono addobbati da numerosi falli, mentre ai piedi della pianta alcune donne si accapigliano furiosamente per contendersi un fallo caduto dall’albero stesso. Non resta, allora, che attendere il responso del ministero che dovrebbe prendere una decisione in un senso o nell’altro in modo definitivo. Questa rarissima raffigurazione, benchè risalente al 1265 al tempo in cui a Massa governava il podestà pisano Ildebrandino, appare impressionante per la modernità della sua rappresentazione.

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