Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP 
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2012-08-30

ECONOMIA

Prosegue la battaglia di centinaia di risparmiatori delle Colline I truffati Unipol tornano all’attacco “Il responsabile etico ci ignora”

 MASSA MARITTIMA
Nessuna resa, l’assemblea delle persone coinvolte nella vicenda Unipol non ci sta ad essere ignorata e pretende risposte dal responsabile del codice etico del gruppo. Il 24 maggio i truffati hanno infatti scritto una lettera raccontando il loro percorso e la difficile situazione sottolineando i contrasti del comportamento della banca con la “Carta dei valori e codice etico” ma, ad oggi, nessuna risposta è stata fornita loro e le vittime tornano all’attacco più decise che mai. Secondo quanto riportato nelle normative, il responsabile etico “si impegna a fornire una risposta al richiedente entro 30 giorni. Nei casi di segnalazioni di inosservanza, il ha tempo 60 giorni per aprire un’apposita istruttoria in merito”. “E allora – chiede l’assemblea dei truffati rivolgendosi al responsabile – vuole spiegare il motivo perché ad oggi non è stata data nessuna risposta, né abbiamo avuto informazioni di un’apposita istruttoria aperta in merito, né tantomeno ci è giunta informazione alcuna? Quale rispetto è stato rivolto a noi che siamo a tutti gli effetti degli stakeholder? Col suo silenzio, di fatto, l’esempio che ci proponete è proprio quello che i valori restano sulla carta, dando così nullità a quel documento costatovi tanto impegno”. Secondo quanto riportato dal gruppo di persone raggirate e derubate, la struttura della “Carta dei valori e codice etico” è costituita da 5 principi fondamentali: accessibilità ( essere interlocutori aperti e disponibili) lungimiranza verso i clienti, rispetto (considerare le persone come parte di una relazione sociale stabile che attribuisce dignità) solidarietà e responsabilità (farsi carico individualmente e collettivamente, delle conseguenze delle azioni con serietà, trasparenza e rettitudine). Proprio partendo da questi principi l’assemblea delle persone coinvolte nel caso Unipol analizza ogni singola parola e pone una serie di quesiti ai quali pretende siano date precise risposte. “Dove sono le aperture e la disponibilità della Unipol e quali risposte e soluzioni ad oggi avete posto per la nostra causa? L’interruzione dei rapporti e il non rispondere alle nostre richieste esprimono lungimiranza? Ed il rispetto? Quale considerazione e quale relazione sociale stabile è stata a noi rivolta? Secondo lei la tutela è stata efficace e, cortesemente, quale solidarietà scorge lei in questa vicenda? Non crede che sia stata elusa ogni responsabilità, e quale trasparenza e rettitudine rileva in questa vicenda?”. I truffati non mollano e si preparano a scrivere un nuovo capitolo della storia.

Chiara Calcagno 

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