CORRIERE DI MAREMMA
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP
2012-03-06

CULTURA

Massa Marittima – Albero della fecondità: per gli ispettori il restauro è stato corretto e lo stato dell’affresco è buono

L’Istituto Centrale del Restauro di Roma ha effettuato un sopralluogo all’affresco dell’“Albero della fecondità” di Massa Marittima, in seguito ad un esposto inviato al ministero per i Beni e le Attività Culturali dall’architetto massetano Gabriele Galeotti. La direzione generale della soprintendenza per i beni artistici ed antropologici delle province di Siena e Grosseto, in seguito alla denuncia inoltrata dall’architetto per il cattivo restauro dell’opera, ha interpellato l’Istituto. In seguito alla visita del 15 febbraio 2012, gli ispettori hanno steso una relazione finale. Preso atto di tale documento il Ministero ha dichiarato che: “le operazioni di restauro eseguite a suo tempo sull’opera dalla ditta incaricata Gavazzi, con la consulenza dell’Opificio delle Pietre Dure e dell’Università di Siena, risultano sostanzialmente corrette e certamente non hanno pregiudicato lo stato dell’affresco, che ad oggi risultano, invece, essere buono”. “Sulle metodologie ed i materiali impiegati in quest’ultimo necessario intervento di restauro – si legge nella relazione tecnica – cui si riferisce l’esposto presentato dall’arch. Galeotti, non si hanno dunque particolari obiezioni da sollevare”. Dopo la riapertura dell’affresco, il 6 agosto 2011, si susseguirono una serie di polemiche sulla base delle osservazioni di Galeotti e sulle considerazioni diffuse a mezzo stampa e sul proprio sito web, dai rappresentanti della lista civica Massa Comune che parlava di “restauro fortemente compromesso nella sua autenticità”. A detta di Massa Comune e del suo dirigente Gabriele Galeotti, infatti “l’affresco presentava evidenti lacune, tra cui un fallo senza attributi in diversi particolari della parte centrale completamente diversi dall’originale”. “Ciò che più evidenzia l’assurdità di questa vicenda – commenta il sindaco Lidia Bai- è che in un momento come questo in cui scarseggiano le risorse per la tutela dei beni culturali, non si apprezzi il lavoro e l’impegno di chi intende conservarli e rivalorizzarli. Trovo inoltre molto controproducente per la collettività, che professionisti come Galeotti ed esponenti di movimenti politici come Massa Comune, abbiano costretto con incompetenza a far spendere tempo e risorse persino alla soprintendenza, che per fortuna, grazie alla ricchezza del patrimonio storico artistico italiano, ha molto altro da fare”.

IL TIRRENO
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP
2012-03-06

CULTURA

Affresco “evirato”- Per Roma è tutto ok Dopo le critiche sulla sparizione di un “baccello”; il ministero ispeziona e promuove il restauro alle Fonti dell’Abbondanza

Il restauro dell’ “Albero della fecondità” è buono: lo dice anche il ministero. Sembra così chiudersi la vicenda che alla fine dell’state scorsa ha travolto i lavori su secolare affresco di Massa Marittima. Ma quale fine abbiano fatto gli “attributi” spariti da uno dei frutti fallici rimane un mistero. Il ministero per i Beni e le attività culturali infatti, dopo aver visionato l’opera, si è limitato a constatare il risultato del restauro. «Le operazioni di restauro eseguite a suo tempo sull’opera dalla ditta incaricata Gavazzi, con la consulenza dell’opificio delle Pietre Dure e dell’università di Siena, risultano sostanzialmente corrette e certamente non hanno pregiudicato lo stato dell’affresco, che ad oggi risulta, invece, essere buono». Insomma, tutto bene. Anche riguardo a quel famoso frutto di forma fallica, che alla fine degli altri presenti nel disegno si è ritrovato “evirato” alla fine dei lavori. Un particolare, che ha fatto il giro del mondo, sollevato da un esposto, firmato da Gabriele Galeotti, dirigente della lista civica Massa Comune, in cui si parlava di un «restauro fortemente compromesso nella sua autenticità». Più precisamente, «l’affresco presentava evidenti lacune, tra cui un fallo senza attributi in diversi particolari della parte centrale completamente diversi dall’originale». Ed è proprio per questo esposto che è intervenuto il ministero, contattato dal suo organo periferico: la soprintendenza delle province di Siena e Grosseto. I tecnici sono arrivati il 15 febbraio e hanno steso la loro relazione, in cui si legge che «sulle metodologie e i materiali impiegati in quest’ultimo necessario intervento di restauro, cui si riferisce l’esposto, non si hanno particolari obiezioni da sollevare». Però, ad oggi nessuno ha chiarito con precisione i perché di quel particolare. Eppure quel frutto fallico adesso sembra una semplice “ciabatta”. Una spiegazione la provò a dare la stessa soprintendenza, proprio nel periodo delle critiche. «Tale operazione – disse il soprintendente Mario Scalini riguardo al restauro – è stata condotta con ogni possibile accortezza e non può in alcun modo aver radicalmente modificato parti originali dell’opera. Nel caso si è sacrificato un “rinforzo” non originale del precedente restauro integrativo». Un “rinforzo” che comunque, a detta di Scalini, non avrebbe comportato alcun mutamento nel senso estetico dell’opera. «Nell’albero compaiono un gran numero di “baccelli”, che risultano dettagliati in forma anatomica di sesso maschile sufficienti a lasciar intendere l’aspetto originale della lacunosa». Ora c’è anche l’ok del ministero. E forte di questa relazione tecnica, il sindaco Lidia Bai risponde a Massa Comune. «Trovo molto controproducente per la collettività, che professionisti come Galeotti ed esponenti politici abbiano costretto con incompetenza a far spendere tempo e risorse persino alla soprintendenza, che per fortuna, grazie alla ricchezza del patrimonio storico artistico italiano, ha molto altro da fare».

 

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