IL TIRRENO
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto a cura dell’URP
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2012-03-16

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Il carcere a carico del Comune L’amministrazione chiede al ministero di accollarsi il debito ma nessuno per ora risponde

di Alfredo Faetti MASSA MARITTIMA Il termine è scaduto e l’amministrazione di Massa Marittima ha rispettato gli accordi, per quel che ha potuto. Il 15 marzo infatti era il termine per pagare una delle due rate previste per saldare i debiti di oltre 400mila euro con la società Pizzarotti e C. Spa, costruttrice del carcere. Gli uffici comunali hanno predisposto il versamento sui conti correnti dell’impresa per circa 58mila euro, anche se in teoria doveva essere di oltre 200mila euro. Ma in Comune predicano serenità in questo senso, vista l’apertura che la Pizzarotti ha sempre dimostrato. «Abbiamo costantemente dei contatti» spiega l’assessore al bilancio Giacomo Michelini. Per lui, la “vicenda Pizzarotti”, è sempre stata una spina nel fianco, scoperta soltanto dopo la sua nomina. «Non è colpa di questa amministrazione, né di quella precedente» dice. Siamo a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 quando viene costruito il carcere dalla ditta in questione. L’opera viene conclusa ma il pagamento non viene saldato: ne nasce un contenzioso e cominciano una serie di rinvii e promesse di pagamento da parte dell’ente. Arriviamo allo scorso inverno, quando le due parti raggiungono un accordo: mancano ancora circa 460mila euro per l’estinzione del debito e il Comune si fa carico di pagare questa cifra in due rate, una a marzo e l’altra a giugno, entrambe di quasi 230mila euro. Marzo sta andando in archivio e così l’amministrazione si è mossa per approvare il debito fuori bilancio necessario per saldare la rata. «Abbiamo provveduto a pagare per quanto ci è stato possibile» spiega Michelini. Ovvero, intorno ai 60mila euro. Ne restano quindi altri 400mila che, in teoria, dovranno essere pagati entro giugno. «Ci stiamo muovendo per trovare i restanti» dice appunto l’assessore. La strada battuta per racimolare questa cifra, come anche il sindaco Lidia Bai ha spiegato durante un incontro pubblico, è la vendita di terreni di proprietà comunali. Una strada piena di ostacoli però, vista la crisi del mercato immobiliare. Ma se da una parte trovare gli altri 400mila euro sembra un’impresa, dall’altra in Comune sono cautamente ottimisti, data la comprensione della società. Insomma, se a giugno non saranno disponibili tutti questi soldi, non dovrebbero esserci problemi per una deroga. «Ho lavorato dal primo minuto, sia telefonicamente sia con incontri a Roma, con la Pizzarotti spa, che ha sempre accolto le nostre richieste» continua Michelini. Ma questa vicenda, alla fine del 2011, è arrivata negli uffici della capitale anche per un altro motivo: il Comune, infatti, ha chiesto al ministero della Giustizia di accollarsi questo debito, in quanto «proprietario e di fatto, a tutt’oggi, utilizzatore dell’opera» come riporta la delibera cui l’ente chiama in giudizio il ministero. Dato anche che in questa storia «il Comune ha svolto solo il ruolo di mera stazione appaltante», come recita il documento. Lo spiega anche l’assessore: «il carcere non è del Comune, ma del ministero». Ad oggi, comunque, dagli uffici di Palazzo Piacentini nessuna risposta.

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