Lista Civica Massa Comune - Il Movimento Civico per Massa Marittima e i Massetani

AREA MOLENDI - COMUNE CONDANNATO A RISARCIRE UN INGENTE DANNO ECONOMICO PER L'INADEMPIMENTO DELLA CONVENZIONE E PER AVER TENUTO UN COMPORTAMENTO CONTRARIO AGLI OBBLIGHI DI LEGGE - DOVRA' PAGARE UNA CIFRA, NON ANCORA DEFINITA, COMPRESA TRA UN MILIONE E TRE MILIONI DI EURO - MASSA COMUNE STA FACENDO TUTTO IL POSSIBILE (ed anche qualcosa in più) AFFINCHE' A PAGARE SIANO I RESPONSABILI DIRETTI E NON LA COLLETTIVITA' - LA PROSSIMA UDIENZA SI TERRA' A FIRENZE IL 14 FEBBRAIO 2018

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Appropriazione e distrazione: il delitto di peculato nei reati contro la P.A.

di Fabio Ranieri

 

Fra le modifiche di carattere sostanziale apportate dalla L.26/04/1990 n. 86, particolare importanza assume l’abolizione della distrazione come condotta incriminata del reato in esame, abolizione che ha suscitato non pochi dubbi interpretativi sia per la dottrina che per la giurisprudenza.

Innanzi tutto occorre dire che la ratio ditale scelta del legislatore si fonda sulla premessa che il concetto di distrazione, già nel vecchio dettato dell’art. 314, non era stato ben delineato e specificato, suscitava così diverse soluzioni interpretative. Vi era, infatti, chi riteneva sufficiente ai fini della configurabilità del peculato per distrazione, che il bene oggetto materiale del delitto fosse (distratto) utilizzato per il perseguimento di uno scopo diverso da quello cui era destinato, pur se la nuova destinazione gravitasse nell’orbita dell’interesse pubblico; e chi invece riteneva penalmente perseguibile solo la distrazione che avesse determinato la destinazione del bene verso uno scopo difforme da qualsiasi pubblica utilità, imponendo una destinazione esclusivamente privata identificantesi nel profitto dell’agente o di terzi. Di fronte a tali divergenti interpretazioni, il legislatore ben avrebbe potuto, nel riformare l’art. 314, restringere l’ipotesi di peculato per distrazione alle sole distrazioni a profitto privato, ottenendo così di delimitare in maniera specifica l’ambito della distrazione punibile come peculato . Ma, al fine di porre un freno alle distorsioni interpretative e, soprattutto, per evitare di sanzionare casi di gestione della res publica in maniera difforme da modelli ideali di buona amministrazione, pur in assenza di un arricchimento privato, il legislatore della riforma ha optato per una soluzione radicale e, cioè, la cancellazione dal reato di peculato della condotta distrattiva.

L’eliminazione della distrazione non ha ovviamente sancito l’irrilevanza penale ditale condotta: piuttosto il legislatore del ‘90, ampliando la fattispecie dell’abuso d’ufficio (art. 323), ritenne che la distrazione continuava ad assumere rilievo penale solo se integrava gli estremi di cui all’art. 323 c.p. . In tal senso si espresse pure la giurisprudenza, affermando che il legislatore nel sostituire l’art. 323 c.p., ha adottato una formulazione idonea a far recepire in tale nuovo testo le precedenti ipotesi di interesse privato, abuso innominato e peculato per distrazione. Ne consegue da ciò che tra peculato per distrazione e il nuovo testo dell’art. 323 c.p., esiste un fenomeno di continuità o meglio una successione di norme incriminatrici che impone l’individuazione della norma più favorevole da applicare ai sensi dell’art. 2 Il comma c.p.. La Cassazione ( Cassazione Penale sez. VI, 16/05/199 1, in Cass. pen., 1992, 3024) infatti, ha ritenuto che il II comma dell’art. 323 c.p. prevede una pena più favorevole di quella contenuta nel previgente art. 314 c.p.

Pur tuttavia, non tutta la dottrina è stata concorde nell’assegnare al reato di abuso d’ufficio anche l’incriminazione della condotta distrattiva, anzi, a dir del vero, subito dopo la riforma del ‘90 sorsero due inquietanti interrogativi e cioè:

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La politica di governo della maggioranza
che amministra i Massetani
è triste, pericolosa e costosa.

Come un rubinetto che gocciola… 

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VENTIDUESIMA PARTE
(la storia intera dal pulsante in alto a destra)

 

– 2017 –

 

Con Decreto n.1 del 10.01.2017, il Sindaco Giuntini nomina il nuovo Responsabile (con funzioni dirigenziali) del Settore n.2 Economato nella persona del Dott. Luca Donati.

Il 17.01.2017, a seguito di espressa richiesta, il Gruppo Consiliare “Lista Civica Massa Comune” viene ricevuto dalla Dott.ssa Cinzia Teresa Torraco, nuovo Prefetto di Grosseto, al quale espone la propria preoccupazione per situazione di pesante soccombenza in cui versa l’Ente nel merito del caso EX-MOLENDI.

Per iniziativa prefettizia, la settimana successiva, lo stesso Sig. Prefetto, il Sindaco Giuntini e il Ragioniere Capo Donati si recano a Roma, presso la Direzione Centrale della Finanza Locale del Ministero dell’Interno (ove la Dott. Torraco ha lavorato a lungo), e trattano della questione col Direttore Generale, Dott. Giancarlo Verde [che il cognome di quest’ultimo preluda ad una sistemazione “a giardino” dell’area?].

Nei termini di Legge, entro il 07.02.2017, il CTU nominato dal TAR  deposita la sua perizia quantificando complessivamente il danno in euro 1.555.000.

La Società Immobiliare Porta al Salnitro, ritenendo sia stata omessa la valutazione (in tutto o in parte) di alcune delle voci di danno indicate – in sentenza – dal TAR, critica apertamente quanto stimato dall’ingegner Butti e annuncia pesanti controdeduzioni attraverso la memoria conclusiva.

Il 21.02.2017, le Parti si incontrano di nuovo accordandosi – seppure verbalmente – sulle modalità attraverso le quali il Comune potrebbe riconoscere alla Società Immobiliare Porta al Salnitro quanto sarà determinato dal TAR: voci sufficientemente informate vogliono che il Sindaco Giuntini abbia proposto alla Controparte di poterLe corrispondere – al ridosso della sentenza – la somma di circa 500.000 euro per giungere a saldare il debito mediante rate annuali di 100.000 euro.

Il 25.02.2017, il Gruppo Consiliare “Lista Civica Massa Comune” presenta un’interrogazione a risposta orale al Sindaco chiedendo di conoscere se risponde al vero che il SOTTOPASSO di via Massetana Sud, quello che – in prossimità della Porta al Salnitro, salendo da Piazza Dante – consente di raggiungere la c.d. AREA EX-MOLENDI, sfocerebbe in una porzione di quest’ultima, ovvero in una PROPRIETA’ PRIVATA anziché PUBBLICA.

Il 19.04.2017, a Firenze, si tiene la prima udienza della Camera di Consiglio per la definizione del c.d. “giudizio di ottemperanza”: la causa è trattenuta in decisione.

In mancanza di un accordo tra le Parti, infatti, è il TAR a dover stabilire l’entità economica del danno già accertato con la sentenza del 2013 secondo la quale l’Ente NON HA RISPETTATO GLI OBBLIGHI DI LEGGE DERIVANTI DALLA STIPULA DELLA CONVENZIONE.

Con Ordinanza n.661/2017 (pubblicata il 09.05.2017), in ragione dei numerosi rilievi proposti dalle Parti nel merito della perizia redatta dal CTU Ing. Butti, dispone ulteriori accertamenti e rinvia la trattazione della Causa alla Camera di Consiglio fissata per il 14.02.2018.

Il 20.10.2017, improvvisamente, il Sindaco Giuntini convoca d’urgenza una Riunione dei Capigruppo per annunciare un Consiglio entro la fine del mese: tra i punti all’odg, LA TRANSAZIONE TRA L’ENTE E LA SOCIETA’ “IMMOBILIARE PORTA AL SALNITRO” (della quale avrebbe parlato in Consiglio l’Avvocato Gracili)!!!

Giuntini annuncia di aver trovato un accordo con la Controparte e di voler sottoscrivere la transazione PRIMA DEL 6 NOVEMBRE, quando sarebbe stata depositata la nuova perizia CTU.

Entro tale giorno, infatti, per conto del TAR (chiamato ad esprimere il così detto “giudizio di ottemperanza”), sulla base delle osservazioni delle Parti, il solito CTU – l’ingegnere Andrea Butti – avrebbe dovuto “rettificare” il suo precedente lavoro giungendo necessariamente a far lievitare l’importo del danno, già stimato in 1.550.000 (unmilionecinquecentocinquantamila) euro.

A Zazzeri per “Massa Guarda Avanti”, Borelli per “MASSA COMUNE” e Giuliani per Massa va Oltre”, Giuntini riferisce di aver trovato un accordo con Veninata & Co. della Società “Immobiliare Porta al Salnitro” 1.930.000 (unmilionenovecentotrentamila) euro!!!

Ma la convocazione di quel Consiglio NON ARRIVERA’ MAI poiché nessun Dirigente si è reso disponibile a firmare gli opportuni pareri di regolarità, né il Revisore dei Conti aveva esaminato la proposta di transazione.

Nel frattempo, il Ragioniere Capo e Responsabile del Settore 2 – Dott. Luca Donati – rassegna le sue dimissioni e il Responsabile del Settore 1 – Dott. Francesco Rapezzi – annuncia che, dal 2018, tornerà all’Unione di Comuni (dalla quale era in comando presso il Comune di Massa Marittima).

Il 6 Novembre 2017, come disposto dal Giudice, l’ingegnere Andrea Butti deposita la sua perizia “rettificata”, stimando in 2.019.000 (circa il 30% in più) il danno che il Comune dovrà pagare alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” per l’annosa questione dell’area EX-MOLENDI. 

Resta ora da aspettare il 14 FEBBRAIO 2018 quando si terrà l’udienza in cui il TAR – probabilmente – si pronuncerà in maniera definitiva…


CONTINUA

 •

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La Casa Vicens di Barcellona, prima abitazione privata progettata dall’architetto catalano Antoni Gaudí (Reus, 1852 – Barcellona, 1926), aprirà al pubblico il prossimo 16 novembre.

L’apertura sarà permanente: sarà – dunque –  un vero museo.

Sul sito web casavicens.org si possono reperire tutte le informazioni ed approfondire ogni aspetto di carattere storico-artistico riguardante l’edificio.

La costruzione della Casa Vicens ebbe inizio nel 1883 e terminò nel 1885: doveva essere la residenza estiva della famiglia Vicens; il committente fu Manel Vicens i Montaner – broker in borsa – tra i primi a credere nel genio artistico di Gaudí.

L’attuale edificio è il risultato di numerosi rimaneggiamenti: la costruzione originaria di Gaudí fu ampliata nel 1925 su progetto di Joan Baptista Serra de Martínez.

Il pubblico potrà visitare tutta la casa: il museo vero e proprio, allestito nel secondo piano dell’abitazione, accoglie una stupenda collezione attraverso la quale – oltre ai 130 anni dell’edificio – sarà possibile comprendere il contesto storico-artistico-culturale in cui lo stesso nacque.

Non sono un appassionato del Modernismo Catalano: ma Gaudì è Gaudì…

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FONTE ABB

Se volete bene a voi stessi e se volete bene all’Italia
leggete attentamente…

https://ilvaloreaggiuntoblog.wordpress.com/2017/11/10/europeisti-dixit-cronistoria-di-una-vergogna/amp/

tratto da “La Nazione” del 13.01.2016

degrado13012016clicka per ingrandire

 

Clicka, nell’ordine,
sulla foto del Sindaco e su quella del Vice

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Il deprezzamento del 20% della sterlina è una buona notizia per l’economia britannica e una pessima notizia per le élites finanziarie. Parola del professor Ashoka Mody, economista ed ex vicedirettore europeo dell’FMI.

In un articolo apparso sull’Independent, Mody sostiene che contrariamente all’opinione corrente – propagandata dai media pro-Remain e immediatamente ingoiata dai piddodotati – la svalutazione ha prodotto effetti positivi, sgonfiando da un lato la bolla immobiliare e dall’altro orientando l’economia britannica verso imprese più produttive.

La narrativa mainstream (ad es. Franceschini su Repubblica), dedita al consueto terrorismo disinformato da quattro soldi, parla di supermercati deserti, rincaro drammatico dei prodotti d’importazione e perdita del potere d’acquisto del “popolino” dei Leavers (sic):

Aspettatevi in futuro una litania di strampalate sciocchezze come queste da parte dei manovali dell’informazione addomesticata, sia sul deprezzamento del pound che su altre “nefaste” conseguenze del Brexit.

 

I DATI

 

L’economista Ashoka Mody guarda invece agli indici azionari post Brexit:

L’indice FTSE 100 che include le multinazionali è salito del 10%

L’indice FTSE 250 (aziende a media capitalizzazione che realizzano metà dei ricavi sul mercato interno britannico) ha guadagnato il 5%

L’indice delle società immobiliari FTSE Property ha perso circa il 20%, seguendo fedelmente il deprezzamento della sterlina sul dollaro

 

azionario 

L’ANALISI

 

Ecco l’analisi di Ashoka Mody:

La Gran Bretagna era diventata un magnete per i capitali finanziari della speculazione internazionale

La sua posizione unica di crocevia finanziario europeo aveva creato una frenesia di acquisto di immobili a Londra e dintorni

Le banche inglesi hanno canalizzato i capitali speculativi esteri trasformando la bolla speculativa immobiliare-finanziaria in caratteristica strutturale dell’economia britannica

La bolla finanziaria-immobiliare ha anche pompato il valore della sterlina, rendendolasopravvalutata per tutti gli altri settori dell’economia

Per Mody è vero che con una sterlina sopravvalutata i cittadini inglesi potevano ottenere più servizi e prodotti esteri, ma i produttori inglesi avevano perso competitività sia in patria che fuori. Gli incentivi a investire in patria si erano indeboliti, portando il Regno Unito a una scarsa produttività e a grossi deficit delle partite correnti.

“In base all’aritmetica, il popolo britannico non era più ricco prima del Brexit. Al contrario, viveva al di sopra dei propri mezzi. Mentre la gente poteva usare la forza del pound per vacanze a buon mercato, la Gran Bretagna come Nazione spendeva più di quello che produceva, diventando nel processo più indebitato del resto del mondo: il debito estero inglese era il 300% del PIL a fine 2014″

Secondo il FMI la sterlina era sopravvalutata fino al 15% a inizio 2016. Secondo Ashoka Mody (ex funzionario FMI) questo dato è stato ribassato dal Fondo Mondiale per motivi di opportunità politica. Per l’economista indiano all’epoca del Brexit il pound era sopravvalutato del 20-25%.

Ma il Brexit con la svalutazione della sterlina ha fortuitamente corretto questa distorsione dell’economia britannica. Ecco perché gli indici di borsa salgono: il deprezzamento della sterlina ha corretto una sopravvalutazione perniciosa, migliorando le prospettive dei produttori locali, aiutando l’espansione del commercio e l’aumento della produttività. E i probabili rincari di pochi punti di alcuni generi di consumo sono poca cosa rispetto ai benefici del deprezzamento.

 

LA CONCLUSIONE

 

La conclusione di Mody è da incorniciare e far imparare a memoria ai pro-euro:

“Il nesso tra un sempre più imponente settore finanziario e la sterlina forte serviva gli interessi di pochi eletti che vivevano a Londra e dintorni. Le sole persone che perdono veramente per il deprezzamento della sterlina sono quelli che prendevano in prestito dollari a breve termine per investire in beni immobiliari a lungo termine. 

Questa “élite” continua a tenersi stretti i microfoni della politica e le sue parole hanno eco nella stampa economica. In tutti questi anni, comunque, la sterlina forte ha danneggiato la creazione di posti di lavoro e gli investimenti in crescita della produttività. E quelli che sono stati lungamente danneggiati non vivono a Londra e non reggono i microfoni.

Mentre molti fattori hanno portato al voto sulla BREXIT, non sbagliatevi, molti di quelli che protestavano erano stati lasciati fuori dalla tavola dove veniva divisa la torta economica.“

 

LA SINTESI

 

L’élite finanziaria trae vantaggio da una moneta forte…

L’élite controlla i media e la politica…

La moneta forte danneggia i lavoratori e le imprese locali…

Quando il popolo può votare l’élite se lo prende in saccoccia…

 

E SE LO FACESSIMO ANCHE NOI?


2019


Questo “numero” non indica solo l’anno in cui ci saranno le prossime elezioni amministrative.

Moltiplicato per mille, è anche anche il nuovo importo in euro della perizia con cui è stato stimato il danno che il Comune dovrà pagare alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” per l’annosa questione dell’area EX-MOLENDI. 

Cari Massetani: avete voluto il Sani, la Bai e il Giuntini ?

ORA PAGATE !!!!

 

Siamo alla fine della tornata elettorale in Sicilia e già prima dei risultati definitivi i politici di ogni schieramento si affannano a brindare, giustificare, interpretare e nessuno si azzarda a dare quello che ritengo sia l’unico commento da fare:

ha votato il 45% degli aventi diritto e quindi chi ha preso il 38% dei voti ha il 38% del 45%, vale a dire 18 % dei consensi dei cittadini aventi diritto al voto e quindi giù giù a scendere, il PD con il 20%, ha il 20% del 45%  vale a dire il 9% dei consensi.

Ma chi sono questi signori? Gente che non rappresenta nulla. Ma è chiaro che gli unici vincitori (55%) sono coloro che si sono stufati di questa classe politica e che quindi non vanno a votare? E’ chiaro che di questa povertà intellettuale nonchè poca trasparenza gestionale la gente non ne può più?

Dopo questi insuccessi, potremmo parlare solo di mandarli a casa tutti e ricominciare. Serve una rivoluzione, non armata ma rivoluzione se vogliamo ricostruire un paese che stà in piedi solo a forza di slogan insulsi. 


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Tutti sono GIUSTAMENTE scandalizzati da quello che è stato recentemente scoperto a Roma circa gli affitti di innumerevoli proprietà pubbliche.

Ma lo sanno i Massetani come sono gestiti gli immobili ad uso residenziale di proprietà del Comune?  Ve lo diciamo noi!

* * * 

IL COMUNE DI MASSA MARITTIMA E’ SOCIO DELLA EPG spa  PER IL 2,98% AVENDO VERSATO LA NON MODICA CIFRA DI 119.000,00 EURO!!!

Il Comune di Massa Marittima dispone di numerosi appartamenti che ha dato in gestione al “baraccone rosso” Edilizia Provinciale Grossetana spa.

I proventi annui del canone di affitto di tali appartamenti ammontano a euro 5.600,00 (cinquemilaseicento/00) nel 2015.

Dunque per ogni appartamento il Comune di Massa Marittima incassa (di media) circa euro 25,00/mese.

Ma, per garantirsi il servizio di riscossione dell’affitto ed altri servigi, annualmente, il Comune deve versare [!!!] all’EPG ulteriori euro 4.500,00 (quattromilacinquecento/00)…

IN PRATICA, QUINDI, I PROVENTI NETTI DELL’AFFITTO DEI 18 APPARTAMENTI SONO 5.600 – 4.500 = 1.100 EURO/ANNO.

1.100/12 = 91,6 EURO/MESE. 


NON E’ SCANDALOSO?

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