Lista Civica Massa Comune - Il Movimento Civico per Massa Marittima e i Massetani

AREA MOLENDI - PER L'INADEMPIMENTO DELLA CONVENZIONE E PER AVER TENUTO UN COMPORTAMENTO CONTRARIO AGLI OBBLIGHI DI LEGGE, IL COMUNE STA PAGANDO 1.930.000 EURO - ALTRI 500.000 EURO (circa) SONO LE SPESE LEGALI E TECNICHE - MASSA COMUNE STA FACENDO TUTTO IL POSSIBILE AFFINCHE' A PAGARE SIANO I RESPONSABILI DIRETTI E NON LA COLLETTIVITA'


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S’io fossi il Sindaco, pianificherei una vera e propria riqualificazione del Centro Storico, da compiersi per fasi e in un preciso arco temporale.

In estrema sintesi, vorrei farne un GIOIELLO del quale i Massetani vadano fieri e i Turisti conservino un ricordo indelebile.

Il Centro Storico di Massa è una piccola-grande perla di architettura e urbanistica: chi vi si affaccia, amante o meno dell’arte, resta a bocca aperta.

La nostra Piazza e i Monumenti che la descrivono sono veri e propri capolavori dell’Architettura tardomedievale.

Ma non solo il Duomo, il Palazzo Comunale, il Palazzo del Podestà, la Palazzina e la Torre dei Conti di Biserno: tutto – ma proprio tutto – è una “piazza”.

Le Fonti dell’Abbondanza, la Palazzina della Zecca, le Mura Medievali e le Porte Urbane, il Cassero e il Castello di Monteregio, la Torre del Candeliere e l’Arco Senese ecc.

Le strade, i vicoli, le piazzette… le pietre, i gradini…

Massa è stata culla di Arte, Storia e Cultura: non possiamo e non dobbiamo temere di farle riconquistare la propria dignità!

Non abbiano nulla da invidiare a Volterra, San Gimignano, Pienza, Montepulciano: per certi versi, non abbiamo nulla da invidiare neppure a Siena (cui è legata indissolubilmente la nostra storia)!

Nulla, se non il turismo che in queste città non è saltuario o stagionale né, tantomeno, “mordi e fuggi”.

Nulla, se non il loro aver saputo valorizzare sé stesse al punto di presentarsi come un vero e proprio “salotto urbano”, tanto bello quanto accogliente e confortevole.

Ringraziando il Signore, abbiamo quello che altri sognano di avere: ma non siamo – né siamo stati – capaci di valorizzarlo.

La storia e la magnificenza di Massa ci IMPONGONO di intervenire e renderle merito, alla faccia della politica di partito che l’ha solo sfruttata perseguendo unicamente i suoi squallidi interessi!

Il nostro territorio e le bellezze naturali che lo costellano ci implorano di intervenire per come altri non hanno saputo fare!

Con buona volontà, idee e coraggio, darei il via ad un’opera di recupero e attenta valorizzazione del patrimonio storico-artistico e del tessuto urbano all’intorno di esso.

Potrebbero mancare le risorse ma – riducendo gli sprechi – saprei trovarle.

Partirei con un’analisi dettagliata dello stato di fatto e mi confronterei con la Cittadinanza per elaborare un progetto di riqualificazione complessiva di quanto risiede entro le nostre [doppie] Mura e di quanto immediatamente prossimo ad esse.

La nostra UNICA – MA INCOMPARABILE – RICCHEZZA è rimasta la nostra Storia, con le sue emergenze e le sue peculiarità.

Studierei un nuovo assetto del traffico, rivedrei il sistema dei parcheggi, penserei all’arredo urbano così come viene fatto nelle grandi città d’arte.

E farei di tutto per intrattenere stretti e proficui contatti con esse (principalmente Siena, Firenze e Volterra)!!!

Regolamenterei meglio gli interventi privati: certamente col dovuto rigore, ma con una maggiore flessibilità. 

Una cartellonista di pregio – nei contenuti e nella grafica –  e un vero e proprio progetto di diffusione multimediale delle informazioni turistiche condirebbero tutto.

Favorirei, IN OGNI FORMA, qualunque iniziativa tesa a contribuire al raggiungimento dell’obiettivo finale.

Sarei al fianco di chiunque intendesse operare il recupero qualificato degli immobili e/o delle attività con sede in essi: studierei il modo di assegnare contributi a tal fine e/o di praticare sgravi sulle imposte. 

Chiunque volesse partecipare a questo processo si vedrebbe stendere davanti un tappeto rosso; CHI DOVESSE FARE IL CONTRARIO CAPIREBBE IN FRETTA DI DOVER CORREGGERE IL TIRO…

Farei ogni cosa per riportare Massa a risplendere per come merita!

Accetterei ogni sfida e sarei pronto a combattere ogni diffidenza: avrei a disposizione quanto altri non hanno e non potranno mai avere…

Massa è fantastica ed è NOSTRA: a noi il compito di volerle bene e andarne fieri!

Operare la riqualificazione del Centro Storico vorrebbe dire tornare a “vivere”, favorire la vita sociale, abbracciare le attività produttive,  riappropriarsi di noi stessi e della nostra storia.

Vorrebbe dire attrarre TURISMO DI QUALITA’ e, di conseguenza, procurarsi prestigio e tranquillità economica diffusa.

Ciò detto: nessuno osi mai più fare del male a Massa!!!

 

Per i nostri cari Amministratori – Lidia BAI in testa – il recupero delle MURA MASSETANE (ammesso che di recupero si possa parlare) non meritava neppure l’uso di materiali VERI come, ad esempio, la ben più nobile (e nostrana) pietra serena… in luogo di un conglomerato cementizio fasullo…

Strada Nuova 1
Strada Nuova 222clicka per ingrandire

di gabriele galeotti

Fino al 1462, la Pienza che tutti conoscono come “Perla” del Rinascimento toscano altro non era che un piccolo borgo: Corsignano.

Qui, il 18 Ottobre 1405, era nato Enea Silvio Piccolomini che, 53 anni dopo, succedendo a Callisto III, divenne Papa Pio II.

Era stato ordinato Sacerdote il 4 Marzo 1447, nominato Vescovo il successivo 19 Aprile e vestito dello zucchetto purpureo di Cardinale il 17 Dicembre 1456 (dallo stesso Papa cui sarebbe succeduto).

Ma fu un evento particolare a regalarci la Pienza di fronte alla quale – oggi – ci commoviamo per la sua straordinaria bellezza.

In occasione di un suo viaggio verso Mantova, infatti, il Pontefice volle rivedere la sua Cittadina natale e i luoghi che lo avevano visto crescere.

Il degrado che si trovò di fronte agli occhi e la miseria cui era relegata la sua terra lo portarono a decidere di “fondare” una nuova città.

Una NUOVA CITTA’ che sormontasse e oscurasse l’antico borgo originario: una NUOVA CITTA’ IDEALE, da disegnare secondo i canoni artistici del Rinascimento e facendo tesoro del sopraggiunto progresso socio-economico.

Approfittando del suo ruolo e mettendo a disposizione molte risorse della Chiesa, in men che non si dica affidò il progetto urbanistico/edilizio all’architetto e scultore fiorentino Bernardo di Matteo Gamberelli, detto il Rossellino [Settignano, 1409 – Firenze, 1464].

L’intervento, un impareggiabile miscuglio di edilizia e urbanistica, durò circa quattro anni e portò alla nascita di una Cittadina armoniosa, in forme tipicamente quattrocentesche.

Papa Pio II è stato il CCX° Pontefice della Chiesa Cattolica, dal 1458 alla sua morte avvenuta ad Ancona il 14 Agosto 1464.

La morte prematura di papa Pio II pose fine alla fantastica storia della sua CITTA’ IDEALE che però, da allora, fortunatamente, ha subito ben poche modifiche.

Le spoglie di Enea Silvio Piccolomini riposano a Roma, nella Basilica di Sant’Andrea della Valle, nel rione di Sant’Eustachio. 

 

di Roberto Ovi

Mi chiedo se i cosiddetti renziani locali siano d’accordo con le affermazioni attribuite ad uno dei loro maggiori rappresentanti locali.

A puro titolo di cronaca ricordo quanto riferì alla stampa il coordinatore locale dei renziani Dr. Diego Filippini, in occasione delle elezioni primarie interne PD tra Bersani e l’allora Sindaco di Firenze:

E’ arrivato il momento di sostituire tutti coloro che ci hanno guidato nel baratro. Sono convinto che un rinnovamento della classe politica possa essere di grande giovamento alla nostra società… Ci impegneremo affinché a livello locale si giunga ad un taglio dei costi della politica che ci permetta di gravare meno sulle spalle dei cittadini, che adesso vedono ridotti i loro introiti a causa della crisi, mentre le tasse continuano ad aumentare quotidianamente. Non è giusto” (cfr. cronaca locale del quotidiano “La Nazione” del 8.11.2012).

Mi verrebbe da chiedere al Dr. Filippini se sia soddisfatto dell’eventuale rinnovamento espresso dal PD e dai renziani a livello locale.

Condivide, ad esempio, queste discutibili dichiarazioni? E’ soddisfatto di come opera Flavio Zazzeri come capogruppo di maggioranza e come membro del Consiglio di Amminnistrazione di Rama SpA? Ma le società partecipate di dubbia utilità non andavano chiuse?

Ed a proposito di tasse, lo sapeva il Dr. Filippini che il piano economico finanziario sul ciclo dei rifiuti elaborato dalla società gestrice SEI TOSCANA, partecipata dal COSECA comporterà un aumento dei costi del 12 per cento?

http://www.seitoscana.it/servizi-ecologici-integrati-toscana

Legga qui se non ci crede:

http://www.halleyweb.com/c053015/mc/mc_attachment.php?x=61&mc=17101

Io sarei di molto, ma di molto arrabbiato…


ode sindaco

di Massimo Grisanti

L’art. 822 del codice civile stabilisce che fanno parte del demanio pubblico gli immobili riconosciuti d’interesse storico, archeologico e artistico a norma delle leggi vigenti in materia.

Si tratta del cd. demanio culturale che l’art. 53 del d.lgs. 42/2004 definisce “I beni culturali appartenenti allo Stato, alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali che rientrino nelle tipologie indicate all’articolo 822 del codice civile”.

Il secondo comma dell’art. 53 d.lgs. 42/2004 recita: “I beni del demanio culturale non possono essere alienati, né formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei limiti e con le modalità previsti dal presente codice”.

Occorre chiedersi come sia conciliabile la tutela e la fruizione del demanio culturale con il commercio sulle aree pubbliche.

Lo scrivente è dell’avviso che alcuna attività di commercio al dettaglio o somministrazione di alimenti e bevande sia esercitabile sulle aree costituenti il demanio culturale. E ciò per i seguenti motivi.

Soccorre, in primo luogo, il ragionamento seguito dal Consiglio di Stato nella sentenza n. 3074/2003 per individuare l’ambito di applicazione della disciplina del commercio su aree pubbliche.

I Giudici affermarono che l’art. 1 della legge n. 112/1991 – poi l’art. 27 del d.lgs. n. 114/1998 attualmente vigente: “Ai fini del presente titolo si intendono … per commercio sulle aree pubbliche, l’attività di vendita di merci al dettaglio e la somministrazione di alimenti e bevande effettuate sulle aree pubbliche, comprese quelle del demanio marittimo o sulle aree private delle quali il comune abbia la disponibilità, attrezzate o meno, coperte o scoperte …” – propone una nozione restrittiva di area pubblica, non comprendente, ad esempio, le attività commerciali su altri tipi di demanio.

Il legislatore ha compreso solo il demanio marittimo, escludendo gli altri.

Quindi, le aree del demanio culturale non sono comprese nell’ambito applicativo della disciplina del commercio al dettaglio contenuta nel d.lgs. n. 114/1998 (come prima nella legge n. 112/1991).

Di contro, ai fini della disciplina sul commercio sono espressamente ritenute aree pubbliche quelle di proprietà privata in ordine alle quali il Comune abbia la disponibilità.

Inoltre, il commercio può essere esercitato in aree appartenenti allo Stato e agli enti territoriali che – ai sensi del combinato disposto degli artt. 10, co. 1 e 4, e 54 del d.lgs. 42/2004 e dell’art. 822, secondo comma, del codice civile – sono beni culturali (come le strade, le vie, le piazze ecc.) solo per presunzione di legge, ma non per dichiarazione o riconoscimento espressi, quindi non costituenti il demanio culturale.

Se ne deve inferire che il commercio – ovverosia l’attività di vendita di merci al dettaglio e la somministrazione di alimenti e bevande – non può essere esercitato sulle aree costituenti il demanio culturale, cioè su quelle espressamente riconosciute d’interesse storico, archeologico e artistico a mezzo di decreti.

Tale conclusione non è inficiata dalle disposizioni dell’art. 52, co. 1, del d.lgs. 42/2004, atteso che espressamente richiamando le deliberazioni previste dalla normativa sul commercio le aree costituenti il demanio culturale sono automaticamente escluse dall’ambito applicativo delineato dall’art. 52 cit. perché in esse il commercio non è consentito dalla specifica normativa di settore.

Ne consegue che a mezzo delle deliberazioni contemplate dall’art. 52  d.lgs. 4272004, limitanti il commercio, possono essere individuate solamente le aree pubbliche nell’accezione contemplata dall’art. 27, co. 1, lett. a) del d.lgs. 114/1998, ovverosia i beni culturali appartenenti ai privati in disponibilità dei Comuni nonché quelli dello Stato o degli enti territoriali che ancora non sono stati rinosciuti di valore dagli organi ministeriali a mezzo di appositi decreti.

Può quindi affermarsi che ai sensi del combinato disposto dell’art. 27, co. 1, lett. a) del d.lgs. 114/1998 e degli artt. 52 e 53 del d.lgs. 42/2004 è vietato – a tutela della pubblica fruizione e per l’espletamento di un servizio di pubblica necessità (v. art. 1 e 101 d.lgs. 42/2004) – esercitare le attività di commercio al dettaglio e somministrazione di alimenti e bevande, anche in forma temporanea, su aree costituenti il demanio culturale.

Ciò comporta che ai sensi e per gli effetti dell’art. 164 del d.lgs. 42/2004 sono nulli le deliberazioni e i provvedimenti comunali, approvativi di piani del commercio su area pubblica e autorizzanti lo svolgimento dell’attività, perché trattasi di atti giuridici adottati in violazione di legge e contrari all’art. 9 della Costituzione.

Non solo sui competenti organi comunali incombe l’obbligo di annullare senza indugio le autorizzazioni concesse – attesa l’autoevidenza del preminente interesse pubblico alla fruizione dei beni costituenti demanio culturale (cfr. Consiglio di Stato, adunanza plenaria, sentenza n. 8 del 17.10.2017), in quanto beni idonei anche a sviluppare la personalità dei cittadini (cfr. Cons. Stato, n. 1109/2008 – Cass. penale, n. 9950/2016) – ma addirittura essi sono tenuti, unitamente agli organi ministeriali, ad elevare le sanzioni amministrative.

L’ordinamento impone agli organi di polizia giudiziaria di contestare i reati di abuso d’ufficio, per indebito vantaggio economico assicurato tanto agli esercenti le attività commerciali quanto ai locatori di immobili che percepiscono canoni all’evidenza influenzati dalle concessioni di suolo pubblico, e di falso ideologico in autorizzazione amministrativa perché trattasi di provvedimenti concessori contenenti accertamenti inveritieri in ordine al rispetto delle disposizioni di legge.

Il legislatore ha apprestato gli strumenti per la tutela del demanio culturale, ma nella pratica è oltremodo diffuso questo sfruttamento illecito che rende le perle del nostro patrimonio nazionale (Roma, Venezia, Napoli, Firenze, San Gimignano, Siena, Siracusa ecc.) come tante Disneyland che fanno perdere l’identità culturale al popolo italiano.

 

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Da “La Nazione” del 22.02.2014

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Come annunciato nel corso dell’assemblea pubblica dello scorso 12 Gennaio, Massa Comune ha presentato due ESPOSTI/DENUNCIA – l’uno (il 23.01.2018) alla Procura Regionale della Corte dei Conti di Firenze e l’altro (il 24.01.2018) alla Procura della Repubblica di Grosseto – circa la TRANSAZIONE con cui il Comune di Massa Marittima si è impegnato a pagare 1.930.000 euro alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” per l’annosa questione EX-MOLENDI…


allegra brigata

 

L’allegra brigata del Giuntini ha accettato di pagare – coi soldi nostri – il danno causato dall’Amministrazione per la questione EX-MOLENDI.

E se il TAR – nell’udienza prevista per oggi 14 Febbraio 2018 – avesse stabilito una cifra inferiore di quella che andremo a pagare?

FINO A POCHI MESI FA, QUANDO LA PRIMA PERIZIA PARLAVA DI 1.550.000 EURO, IL GIUNTINI SOSTENEVA FERMAMENTE CHE L’IMPORTO FOSSE TROPPO ELEVATO!

Agli inizi della vicenda, inoltre, ad integrale ristoro del danno, il Comune aveva proposto alla Controparte una somma inferiore a 700.000 euro (esattamente 676.595)…

ED ORA GLI VA BENE UNA TRANSAZIONE E CANTA VITTORIA DOVENDO PAGARE 1.930.000 EURO?

ORA ACCETTA ALLEGRAMENTE DI PAGARE CIRCA 400.000 EURO IN PIU’ DI QUANTO GLI SEMBRAVA GIA’ TROPPO?

Ma vi è di più: se alla somma di 1.930.000 euro aggiungiamo le spese tecniche e legali sostenute dal 1997 ad oggi, ci avviciniamo ai 2.500.000 euro…

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S’io fossi il Sindaco, mi avvarrei di una SQUADRA di 16 persone [quella che mi piace definire una SQUADRA 4X4 ovvero una SQUADRA a QUATTRO RUOTE MOTRICI].

Sarebbe formata dai 12 Candidati Consiglieri della mia Lista (eletti e non) e da 4 Soggetti esterni [scelti in base alla professionalità e alle esigenze].

Raggrupperei i miei 16 collaboratori in 4 GRUPPI di 4 PERSONE: ciascun Gruppo sarebbe formato da tre Candidati Consiglieri e da un Soggetto esterno.

Affiderei a ciascun GRUPPO uno dei 4 ASSESSORATI (per i quali, cioè, avrei non uno bensì 4 referenti).

Farei “girare” gli Assessori (nominandoli formalmente ogni trimestre), ripartendo e condividendo sia le responsabilità che l’indennità economica.

CIASCUNO DEI 16 COMPONENTI LA MIA SQUADRA, DUNQUE, OGNI TRE MESI – secondo un criterio di rotazione che andrei a stabilire insieme a loro stessi – SAREBBE CHIAMATO A SVOLGERE LE FUNZIONI DI ASSESSORE [regolarmente remunerato come per legge] NEL CAMPO DI INTERESSE AFFIDATO AL GRUPPO DI APPARTENENZA.

Ogni trimestre, cioè, cambierebbe il nome dell’Assessore ma l’attività dell’Assessorato continuerebbe ad essere condivisa tra i 4 Componenti del Gruppo.

Ad ognuno dei 4 Assessorati assegnerei 4 deleghe (ognuna di esse farebbe capo ad uno dei 4 Componenti del Gruppo).

Terrei 4 deleghe anche per me, una delle quali quella che amo definire “allo smascheramento delle porcate pregresse” [lo farei davvero, statene pur certi]…

Porterei a 4 – riducendoli dagli attuali 6 – i Settori in cui è articolata la struttura dell’Ente e porrei ciascuno di essi alla diretta dipendenza di uno dei 4 Assessorati.

Ad ognuno dei 4 Assessorati assegnerei anche la “responsabilità” di una delle 4 Frazioni.

Ogni 4 mesi pretenderei il resoconto dettagliato dell’attività svolta da ogni Gruppo.

Sempre ogni 4 mesi, inoltre, organizzerei un’assemblea pubblica ove ciascuno dei miei Collaboratori (oltre, ovviamente, a me stesso e ai 4 Dirigenti di Settore) relazionasse e si confrontasse con la Cittadinanza sul proprio operato.

Tutti i miei Collaboratori, dunque, verrebbero personalmente e continuativamente coinvolti nell’attività amministrativa.


Concessione Edilizia n.107 del 26.09.2003
(oltre numerose varianti)

 
RISTRUTTURAZIONE URBANISTICA
 
Foglio 104, mappali 21, 23, 28, 78, 79, 80, 81, 82
 
Vecchio Strumento Urbanistico: Zona B2
 
 
Volumi preesistenti 3712,48 mc
 
20 + 2 unità immobiliari a destinazione abitativa
 
Volume di progetto 7563,76 mc (!)
 
Superficie a park 790 mq

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