Lista Civica Massa Comune - Il Movimento Civico per Massa Marittima e i Massetani

AREA MOLENDI - COMUNE CONDANNATO A RISARCIRE UN INGENTE DANNO ECONOMICO PER L'INADEMPIMENTO DELLA CONVENZIONE E PER AVER TENUTO UN COMPORTAMENTO CONTRARIO AGLI OBBLIGHI DI LEGGE - DOVRA' PAGARE UNA CIFRA, NON ANCORA DEFINITA, COMPRESA TRA UN MILIONE E TRE MILIONI DI EURO - MASSA COMUNE FARA' TUTTO IL POSSIBILE (ed anche qualcosa in più) AFFINCHE' A PAGARE SIANO I RESPONSABILI DIRETTI E NON LA COLLETTIVITA'

infinity tower  

Nel giugno 2013, a Dubai, è stata inaugurata la Cayan Tower, meglio conosciuta come Infinity Tower, progettata dal rinomato studio di architettura americano SOM – Skidmore, Owings & Merril LLP.

Si tratta del grattacielo elicoidale più alto del mondo per la sua tipologia: 307 metri di altezza lungo i quali si sviluppa una torsione di 90°. Precedente simile, ma ben più basso (190 metri), l’edificio Turning Torso, realizzato nel 2005 a Malmo su progetto dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava.

L’edificio, di 75 piani a destinazione prevalentemente residenziale (sono stati previsti 495 appartamenti), ha una struttura in cemento armato che ruota intorno ad un nucleo circolare; la sommità risulta ruotata di 90 gradi rispetto alla base. Ampi pilastri esterni in calcestruzzo rivestiti con una pelle metallica con schermi forati contribuiscono a proteggere l’interno dell’edificio dal sole intenso del deserto.

I sistemi meccanici, elettrici e idraulici sono ubicati nel nucleo, tra il corridoio di circolazione centrale e le unità residenziali, consentendo così agli impianti dei percorsi di distribuzione agli appartamenti diritti e verticali.

La forma della torre unisce alle esigenze estetiche anche una funzione strutturale. La sua forma elicoidale, difatti, riduce notevolmente le forze del vento sull’edificio.

Via Norma Parenti
DETTAGLIO DEL NUOVO MANTO STRADALE

ASFALTO

Con un contratto quindicennale stipulato nel 2002, il Comune ha affidato la gestione di TUTTI I MUSEI e del PARCHEGGIO DI PIAZZALE MAZZINI alla “Cooperativa Colline Metallifere”.

Il Gestore versa al Comune di Massa Marittima la ridicola cifra di € 6.200 (seimiladuecento/00) all’anno.

Per contro, da contratto, è ad esso che spettano INTERAMENTE i proventi di quanto riscosso per l’accesso alle strutture museali e al parcheggio.

Avete capito bene: è alla Cooperativa “Cooperativa Colline Metallifere” che spettano INTERAMENTE gli incassi dei musei e del parcheggio di Piazzale Mazzini!!!

Benché sia gli uni che l’altro SIANO NOSTRI, ovvero della Collettività.

Dobbiamo tutto questo ad una “brillante” idea di Mariella GENNAI, entusiasticamente accolta da Lidia BAI & Company.


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Giova ricordare un passaggio per commentare il quale è davvero difficile trovare le parole adatte.

Nel Giugno 2004, a due soli anni dall’inizio della gestione, la “Cooperativa Colline Metallifere” lamenta il calo delle presenze ai Musei e, di conseguenza, la diminuzione del proprio profitto.

Nel contempo, però, escogita anche una soluzione al problema e, fieramente, la propone alla Giunta.

Sindaco e Assessori, sempre attenti a fare gli interessi della Collettività, accolgono la proposta della Cooperativa e… DISPONGONO DI AUMENTARE LE TARIFFE DEL PARCHEGGIO A PAGAMENTO DI PIAZZALE MAZZINI (leggi sopra). 

BPN 01

 

BPN 02

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Come risulta dalle fonti documentarie, Agnolo di Ventura ebbe un ruolo di primo piano nella costruzione della fortezza di Massa Marittima effettuata per conto del Comune di Siena. A partire dalla prima metà del Duecento, Massa si era orientata sempre più verso un’alleanza con Siena che si fece garante nelle liti tra il Comune, gli Aldobrandeschi e i Pannocchieschi. Nel 1274 fu istituito un patto di alleanza, rafforzato nel 1307 e conclusosi nel 1335, che segnò la devinitiva sottomissione politica di Massa alla Repubblica Senese. L’interesse di Siena verso la città maremmana era dovuto principalmente alla ricchezza del distretto minerario che faceva capo ad essa. Nel 1336, le autorità senesi acquistarono il castello vescovile di Montreregio e promossero la costruzione di un cassero (ovvero una fortificazione inglobata nella cinta muraria). Sul ripiano tra la città Vecchia e la Città Nuova, i massetani avevano eretto la Torre del Candeliere [o Candelliere], simbolo del potere civico in contrapposizione a quello dei Vescovi insediatsi nel vicino castello di Monteregio. La costruzione della Torre, recita un’iscrizione in essa, risale al 1228 quando era Podestà il pisano Tedice Malabarba. Sull’angolo a destra si legge un’altra iscrizione, mutila, sotto la quale sono rappresentati due teste umane e, tra di esse, un pesce ed il collo di un’oca. Variamente interpretata, essa si riferisce, secondo il Petrocchi, ai rappresentanti della giustizia cittadina. A pianta quadrata, formata da grossi conci di pietra disposti a filetto, fu successivamente collegata mediante un ardito arco alla fortezza costruita dai senesi nel 1337. Dopo la conquista senese, infatti, anche per assoggettare definitivamente i Massetani ribelli, i Senesi acquisirono dal vescovo Galgano Pagliericci, in cambio del pagamento di un censo annuo, il Castello di Monteregio e le sue adiacenze per erigervi una fortezza assunta a simbolo di sovranità sulla Maremma e per opporre una valida difesa contro le repubbliche rivali di Pisa e Firenze nonché, in caso di rivolta, contro gli stessi Massetani. Con ogni probabilità, i lavori iniziarono nel 1337 con la costruzione di un doppio recinto di mura in travertino avente un’ampiezza massima di 42 metri fino quasi a combaciare in corrispondenza della Porta alla Silici dove la distanza tra le due cortine di mura era di appena quindici metri. Queste mura circondarono anche il castello di Monteregio il quale, attestato fin dagli inizi del XII secolo come residenza vescovile, nel corso dei secoli, fu oggetto di svariati interventi, fino ad essere definitivamente trasformato, nel 1744, per iniziativa del granduca Francesco III dei Medici, ed adibito ad ospedale. La realizzazione della fortezza produsse, di conseguenza, la netta separazione tra la città vecchia e la città nuova, collegate soltanto attraverso la Porta delle Silici. Al di sopra dell’arco di questa porta è murata, infatti, un’iscrizione che riferisce della costruzione della fortezza avvenuta nel 1337; al di sopra di questa, lo stemma di Niccolò Spannocchi e la data “1524-25” ad indicare, probabilmente, i lavori di restauro effettuati in quegli anni. Nella parete sinistra di questa stessa porta si vede anche una porta murata che permetteva l’accesso alla torre senese. Le mura, costruite con grossi blocchi squadrati in travertino e munite di torri quadrangolari come quella detta dei “senesi” presso la porta delle Silici, presentano un coronamento ad archetti guelfi (beccatelli) su entrambi i lati. All’interno della piazza fu costruita una cisterna per l’approvvigionamento idrico della guarnigione ed una larga galleria che, pare, mettesse in comunicazione con la città vecchia, forse fi no alle fonti dell’Abbondanza. L’antica torre massetana del Candeliere fu unita al cassero senese mediante un ardito arco di collegamento, elemento quest’ultimo di grande originalità, che non trova paragoni in altre fortini cazioni dell’epoca. I lavori furono condotti dai maestri senesi, i cui nomi compaiono nei documenti fin dal 1335, tra i quali Piero di Gregorio e soprattutto il più noto Agnolo di Ventura che viene qualifi cato come “maestro operaio per fortificare le fortezze di Massa” e al quale si deve probabilmente l’ideazione dell’intero complesso delle fortifi fazioni. Di queste, oggi restano le cortine murarie mentre sono andate perdute le strutture all’interno della fortezza e delle quali posiamo avere un’idea attraverso le fonti iconografi che tra le quali alcuni disegni contenuti in un manoscritto del 1664 conservato nella Biblioteca di Arezzo22. Sull’area del castello di Monteregio si trovavano i Quartieri per il Capitano adiacenti la chiesa, la cisterna, il pozzo ed un’alta torre detta “il fuso”, recintato e con rivellino, mentre nella parte in piano della Lizza si trovavano i quartieri dei soldati e la strada sotterranea che portava alla città vecchia. Queste strutture vennero probabilmente smantellate dopo la guerra di Siena ed infatti Bartolomeo Gherardini, nel 1676, fornisce una descrizione desolante del luogo. Come già ricordato, anche il Castello di Monteregio andò completamente distrutto nel 1744 per fare posto all’Ospedale di Sant’Andrea costruito per volontà del Granduca Francesco III di Lorena (in sostituzione di due antichi ospedali posti nella città vecchia presso la Porta di Bufalona il primo e la Porta al Salnitro il secondo) e nuovamente ampliato nel 1845 da Leopoldo II. Esso cessò di funzionare parzialmente nel 1895 quando il secondo piano fu destinato a “Ricovero di Mendicità” e totalmente abbandonato nella seconda metà del Novecento. Vasari afferma che Agostino e Agnolo sarebbero tornati a Siena l’anno 1338 dove “fu fatta con ordine e disegno loro la chiesa nuova di Santa Maria, appresso al Duomo Vecchio verso Piazza Manetti” ma il disegno del Duomo Nuovo si deve invece a Maestro Lando di Pietro, orafo ed architetto senese di bellissima fama. La chiesa fu cominciata nel 1339. L’anno dopo, morto Lando, fu chiamato il maestro Giovanni di Agostino e fu proprio il padre Agostino in qualità di capo della bottega familiare a concedere il permesso ed il consiglio per la nomina del figlio a capomastro dell’opera del Duomo. Questo evento fu di grande importanza per l’ascesa della bottega familiare e dei suoi componenti ma dimostra anche come nel un breve lasso di tempo, tra il 1335 ed il 1339, la fama di Giovanni aveva oltrepassato quella del padre.

 

CORRR

LA POLITICA DI PARTITO, ALIMENTATA ATTRAVERSO L’INTIMIDAZIONE, LA CORRUZIONE E IL CLIENTELISMO, HA DISTRUTTO LA NOSTRA CITTADINA AL FINE IGNOBILE DI PERSEGUIRE IL PROPRIO PROFITTO E QUELLO DEI SUOI ESPONENTI.

DA CIRCA SETTANT’ANNI, I MASSETANI SONO SUCCUBI DEGLI SPORCHI GIOCHI DI SOLDI E POTERE ORDITI AI PROPRI DANNI DA SOGGETTI SENZA SCRUPOLI E SENZA DIGNITA’.

MASSA COMUNE DISDEGNA E COMBATTE LE RUBERIE, IL MALGOVERNO E IL MALAFFARE DELLA POLITICA DI PARTITO E, UNICAMENTE IN NOME DI LIBERTA’ E GIUSTIZIA, INTENDE RESTITUIRE MASSA AI MASSETANI.

INTERR AMBROGIOclicka per ingrandire

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Da “La Nazione” del 22.02.2014

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Carota

Ci sono Sindaci che hanno impostato la loro vita al pari della “carriera” politica intrapresa.

Sono quei Sindaci che – ben consapevoli della propria fisiologica nullità e allergici al lavoro (come chi scrive al pelo del gatto) – muovono perseguendo avidamente il proprio interesse e quello del partito di cui sono schiavi.

Scendiletto da mercato, talvolta cattolici per convenienza o comunisti DMC per necessità.

Tutto ciò pur sapendo di essere una pedina di quel sistema perverso – fondato sul malaffare e sul clientelismo – al cui vantaggio corrisponde il venire meno del supremo interesse pubblico.

Sindaci che non sono liberi di “fare il Sindaco” perché tenuti per le briglie da qualcuno sopra di loro (con la carota dinnanzi, cioè).

Costoro non hanno altra ambizione se non quella di lucrare alle spalle della Collettività, quand’anche in maniera palesemente illegittima…!

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DECIMA PARTE

Il 02.08.2000, viene diffuso un comunicato stampa col quale il Sindaco Luca Sani afferma: «L’intervento è stato ridefinito per consentire l’utilizzo dei fondi della “Commissione Roma Capitale e Grande Eventi”, stanziati per il Giubileo. Questo non significa che i 40 box sotterranei e i 17 posti in superficie siano definitivamente abbandonati. Nel nuovo progetto che è stato presentato a Roma Capitale sono stati stralciati perché si è preferito fare un intervento che consentisse l’acquisizione dei fondi per il Giubileo. In sostanza si tratta di realizzare il parcheggio nel piazzale della Pretura, la messa in sicurezza del cantiere e le verifiche statiche per la realizzazione dei box seminterrati, oltre al sottopasso della strada provinciale Massetana».

Il 03.08.2000, il Comitato San Cerbone esprime le proprie perplessità sull’inclusione, nel quadro economico degli interventi giubilari, di ulteriori indagini geognostiche prive di alcuna attinenza con le opere da realizzare e sull’intenzione di lasciare l’area ex-Molendi nel degrado anziché riqualificarla utilizzando i circa 800 milioni stanziati, però, per le indagini di cui sopra (per circa 216 milioni) e per la realizzazione di un parcheggio in zona Ortino (per circa 580 milioni) con una capienza prevista di soli 29 posti auto che vanno ad aggiungersi agli altri 65, più 4 per i bus, da realizzare in Piazza Dante (Piazzale della Pretura) per ulteriori circa 395 milioni.

Con una nota del 04.08.2000, la “Commissione Roma Capitale e Grandi Eventi” conferma l’erogazione del cofinanziamento di lire 1.227.000.000, prorogando il termine di attuazione degli interventi al 30.09.2000.

Con interrogazione del 14.08.2000, il Gruppo Consiliare “Insieme per Massa” chiede al riguardo della vertenza tra Comune e Società Molendi che, in base agli accordi sottoscritti, per la mancata consegna entro i termini stabiliti dei nuovi fabbricati venduti su progetto, ha richiesto all’Ente un risarcimento superiore al miliardo di lire, in aggiunta al valore degli immobili demoliti stimato in 667.000.000 di lire; intende anche conoscere il nomi degli acquirenti della proprietà Molendi, beneficiari della penale di oltre un miliardo, e quelli di tutti i consulenti del Comune che suggerirono all’Ente di sottoscrivere la Convenzione, con gli importi pagati o da pagare per la loro consulenza.

Il 05.09.2000, si tiene un’altra riunione tra i tecnici del Comune, i rappresentanti della Soprintendenza e i progettisti della Società al termine della quale si conviene che, con l’apposizione del vincolo, non è venuta meno la possibilità di ricostruire i fabbricati secondo le volumetrie originarie, anche se potrà rendersi necessaria la scelta di materiali diversi da quelli previsti per meglio procedere con l’inserimento paesaggistico dei manufatti.

Durante il Consiglio Comunale del medesimo 05.09.2000, il Sindaco conferma quanto già dichiarato alla stampa ovvero che, in aggiunta alle opere menzionate nel quadro economico approvato con la Delibera di Giunta Comunale n.107 del 15.06.2000, l’Amministrazione intende realizzare anche opere sotterranee di raccordo per l’accesso all’area dove è prevista la realizzazione dell’autorimessa, la cui esecuzione è al momento sospesa.

Destano notevoli perplessità i motivi per i quali il sindaco di Massa Marittima, nonostante la loro esclusione dal progetto giubilare, la loro mancata ammissione ai finanziamenti e il fallimento del tentativo di vendere il diritto di superficie dei box del Gennaio 1999, insiste nel voler realizzare il parcheggio multipiano sotterraneo.

Il particolare, nel progetto in questione, pare evidente l’uso improprio del danaro pubblico, poiché i vantaggi del Privato sono sproporzionati rispetto a quelli pubblici e le opere pubbliche che si intende realizzare non appaiono coerenti coi principi del decreto del Ministro dei Lavori Pubblici n.115 del 17.09.1997 recante “Criteri per la selezione delle richieste di inserimento nel piano degli interventi di interesse nazionale relativi a mete storiche di percorsi giubilari e di pellegrinaggi ed a mete religiose tradizionali inerenti la celebrazione del Grande Giubileo del 2000 in località al di fuori del Lazio”.

Gli elementi dai quali si evince la mancata coerenza tra gli interventi voluti dall’Amministrazione Comunale e quanto sancito dal suddetto decreto vengono chiaramente evidenziati negli esposti inviati dal Comitato San Cerbone alla “Commissione Roma Capitale e Grandi Eventi” (con note in data 03.03.2000 e 30.08.2000).

CONTINUA


verdura


AREA EX-MOLENDI
Spese già sostenute dal Comune

SPESE MOLENDI

 

ARTICOLO NAZIONE 09.03.2017clicka per leggere 

16 •

Nella pianta organica del Comune di Massa Marittima non sono previsti Dirigenti con qualifica espressa in servizio a tempo indeterminato.

Le funzioni attribuite a tali figure dall’art.107 del TUEL, pertanto, vengono svolte dai Responsabili degli Uffici o dei Servizi [nel caso specifico, i 5 Settori in cui si articola la struttura organizzativa dell’Ente].

La nomina dei Responsabili di Settore e il contestuale conferimento dell’incarico dirigenziale avvengono annualmente, mediante DECRETO SINDACALE, ai sensi dell’art.50, comma 10 del TUEL e in attuazione dell’art.109, comma 2 del medesimo [art.60, comma 4 dello Statuto Comunale].

I funzionari sono direttamente responsabili dell’attuazione dei fini e dei programmi fissati dall’Amministrazione, del buon andamento degli uffici e dei servizi cui sono preposti, del rendimento e della disciplina del personale assegnato alle loro dipendenze, della buona conservazione del materiale in dotazione [art.60, comma 1 dello Statuto Comunale].

I funzionari, nell’organizzazione ed utilizzazione delle risorse assegnate, agiscono in piena autonomia tecnica, di decisione e di direzione [art.60, comma 2 dello Statuto Comunale].

Spettano ai funzionari tutti i compiti che la legge e lo statuto espressamente non riservino agli organi di governo dell’Ente e ad essi sono attribuiti tutti i compiti di attuazione degli obiettivi e dei programmi definiti con gli atti di indirizzo adottati dagli organi politici; essi, in particolare, svolgono tutte le attivitą previste dall’art.107, co.3, del D.Lgs.267/2000 [art.60, comma 3 dello Statuto Comunale].

 – – –

Il D.lgs n.39 del 08.04.2013, fermo restando il disposto di cui al Testo Unico sul Pubblico Impiego [D.lgs 165/2001], regola l’accesso agli “incarichi amministrativi di vertice” (incarichi di livello apicale, come quello di Segretario generale o posizioni assimilate) e agli “incarichi dirigenziali interni” (incarichi di funzione dirigenziale, comunque denominati, che comportano l’esercizio in via esclusiva delle competenze di amministrazione e gestione).

In particolare, reca disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi dirigenziali presso le pubbliche amministrazioni, gli enti pubblici e gli enti di diritto privato in controllo pubblico.

– – – 

La Legge n.114 del 11.08.2014 [di conversione, con modificazioni, del DL n.90 del 24.06.2014] ha modificato l’art.110 del TUEL, promuovendo una diversa disciplina circa l’attribuzione degli incarichi dirigenziali a tempo determinato.

Essa, superando le normative regionali (spesso contrastanti e non sempre in linea coi suoi principi), accoglie l’interpretazione già sostenuta dalla maggiore giurisprudenza e introduce l’obbligo di una selezione pubblica, con l’evidente necessità di predisporre avvisi per singole posizioni dirigenziali, anche di livello generale [per dirigenti e funzioni dirigenziali di ogni livello, ivi comprese quelle degli enti strumentali].

 – – –

La copertura dei posti di responsabili dei servizi e degli uffici di alta specializzazione può avvenire mediante contratto a tempo determinato di diritto pubblico o, eccezionalmente, di diritto privato, fermi restando i requisiti richiesti dalla qualifica da ricoprire [art.61, comma 3 dello Statuto Comunale].

Il Comune puė stipulare, al di fuori della dotazione organica e solo in assenza di professionalità analoghe presenti all’interno dell’ente, contratti a tempo determinato di dirigenti, alte specializzazioni o funzionari dell’area direttiva, fermi restando i requisiti richiesti per la qualifica da ricoprire; per tali contratti, la percentuale ammessa, la durata, i casi di revoca ed il trattamento economico sono stabiliti dal regolamento, dall’art.110, co.2, del D.lgs. 267/2000 e dalle leggi successive [art.61, comma 2 dello Statuto Comunale].

Il Comune può prevedere, per obiettivi determinati e con convenzioni a termine, collaborazioni esterne ad alto contenuto di professionalità secondo le modalità stabilite dal Regolamento [art.61, comma 3 dello Statuto Comunale].

Circa la questione EX-MOLENDI, così come annunciato e promesso, Massa Comune sta muovendo nella direzione di contribuire acchè ogni colpa di quanto accaduto sia ascritta ai diretti responsabili e non – genericamente/furbescamente – alla Collettività.

Ovvero a precisi soggetti politici, con un nome e un cognome, un indirizzo e un codice fiscale!

In questo senso – anche provocatoriamente – presenterà una mozione per impegnare il Consiglio Comunale (TUTTO il Consiglio Comunale!!!) affinché, compatto, chieda espressamente – E A GRAN VOCE – alla Corte dei Conti di valutare la questione in profondità, concentrandosi sul l’operato dei singoli attori di essa.

Ovviamente, gli attuali amministratori – schiavi dello stesso sistema di cui fanno parte coloro contro i quali occorrerebbe puntare il dito – mai e mai poi accetteranno di farlo.

Bene: siamo già pronti per farlo noi, da soli, con le nostre poche risorse ma con una preparazione ed una determinazione di cui in molti (di loro) si stupiranno!!!

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arcimboldo-vertunno-particolare

 

NONA PARTE

Con Deliberazione n.18 del 15.02.2000, la Giunta Comunale rinnova all’avvocato Claudio Fiori l’incarico di Consulente Legale per l’anno 2001.

Con Deliberazione n.21 del 17.02.2000, vista l’ingiunzione del Tribunale di Grosseto del 20.12.1999, la Giunta Comunale dispone di liquidare all’architetto Alberto Cecchetto di Venezia la somma di lire 97.920.000, IVA e cassa previdenziale comprese (pari ad Euro 50.571,96), per le prestazioni professionali effettuate e riconosciutegli.

Con Deliberazione n.42 del 16.03.2000, dando atto di aver richiesto una proroga dei termini per l’attuazione del progetto (scaduti il 31.12.1999) e riconoscendo il grave stato di degrado conseguente alla sospensione dei lavori, la Giunta Comunale autorizza la ripresa dell’intervento limitatamente alle aree esterne al vincolo [Piazza Dante e via San Giovanni] per un importo di 395.000.000 di lire.

Con la successiva Deliberazione n.43, assunta nella medesima seduta, la Giunta Comunale affida alla Società SINTAGMA l’incarico per la REVISIONE dell’intervento allo scopo di garantirne la fattibilità in tempi più rapidi di quelli previsti.

Nell’aprile 2000, il Partito della Rifondazione Comunista di Massa Marittima, pubblica un manifesto e un volantino attraverso i quali denuncia che nella richiesta di contributo fatta dal Comune di Massa Marittima alla “Commissione Roma Capitale e Grandi Eventi”, indicando l’indennizzo dovuto per la proprietà Molendi, l’Amministrazione avrebbe “gonfiato” la valutazione degli immobili della Società, portando il valore al metro quadrato di essi da uno a tre milioni di lire.

 

Il progetto viene revisionato cercando di tenere conto sia delle problematiche tecniche che delle esigenze di carattere paesaggistico; l’edificio è spostato al ridosso della proprietà Moris e si introduce uno nuovo parcheggio a raso in via dell’Ortino per 29 posti auto ELIMINANDO quello interrato d’origine e quello coperto con 17 posti auto.

Si prevedono ancora il parcheggio a raso presso la Pretura per 65 posti auto + 4 stalli per i bus, la riqualificazione di Via San Giovanni, la messa in sicurezza dell’area sulla quale insistevano i fabbricati demoliti (ove, in precedenza, era prevista la realizzazione del centro commerciale con parcheggio multiplano interrato), la realizzazione di un accesso per disabili alla Cattedrale oltre all’esecuzione di studi geologici più approfonditi per un’eventuale futura realizzazione di ulteriori opere entro-terra.

Con Deliberazione n.107 del 15.06.2000, la Giunta Comunale approva una VARIANTE AL PROGETTO e il nuovo quadro economico da proporre alla “Commissione Roma Capitale e Grandi Eventi” contestualmente alla richiesta di proroga.

 TABELLA 1

Il 24.07.2000, il Gruppo Consiliare “Insieme per Massa” interroga il Sindaco sulle gravi accuse del Partito della Rifondazione Comunista e chiede di confutarle con dati di fatto, anche per difendere il prestigio dell’Ente.

La mancata risposta del Sindaco, oltre a costituire omissione di atti d’ufficio, legittima i dubbi espressi sul probabile indebito aumento di valore degli immobili della Società Molendi e rafforza i sospetti, già espressi da lungo tempo dal Gruppo Consiliare “Insieme per Massa”, sul fatto che l’intervento abbia ampio e indebito carattere speculativo.

CONTINUA

 

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