Lista Civica Massa Comune - Il Movimento Civico per Massa Marittima e i Massetani

AREA MOLENDI - PER L'INADEMPIMENTO DELLA CONVENZIONE E PER AVER TENUTO UN COMPORTAMENTO CONTRARIO AGLI OBBLIGHI DI LEGGE, IL COMUNE STA PAGANDO 1.930.000 EURO - ALTRI 500.000 EURO (circa) SONO LE SPESE LEGALI E TECNICHE

 

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Il 3 Luglio 2014, MASSA COMUNE presentava una mozione per sensibilizzare l’Amministrazione e impegnarla a predisporre uno specifico programma finalizzato all’esecuzione di ogni opera tesa all’abbattimento [eliminazione o riduzione] delle barriere architettoniche negli edifici pubblici nonché – ove possibile e di concerto con le Parti interessate – nelle strutture similari di proprietà di altri Enti.

Tale mozione veniva discussa nella seduta consiliare del successivo 16 Settembre ed approvata all’unanimità con alcune modifiche tra le quali quella che portava a 6 (contro i 3 proposti) i mesi entro i quali l’Amministrazione avrebbe dovuto riferire in Consiglio relativamente a quanto avrebbe approntato e alle modalità con le quali avrebbe inteso procedere al riguardo.

Nella circostanza – tanto fieramente quanto falsamente  – l’allora Consigliere Goffo (poi Assessore) riferiva che l’Amministrazione aveva già avviato un programma di studio sull’argomento!!!

E l’Assessore Giovannetti sosteneva – convinto – di essersi già ampiamente (!!!) attivato facendo riunioni su riunioni con le Persone Disabili per comprendere quali fossero le loro esigenze, orientando l’Amministrazione in merito alle iniziative da assumere.

Durante il dibattito, tra le tante altre cose, facemmo notare che – da quasi 10 anni – il montascale posto alla fine del sottopasso che conduce all’area Molendi (salendo dalla Pretura) era vergognosamente inutilizzabile, vittima dei vandali, degli agenti atmosferici e dall’incuria.

Pochi giorni dopo fu rimosso e cantammo vittoria: pensammo che, finalmente, si fossero decisi (semplicemente) a farlo riparare!!!

Otto mesi dopo, nel Maggio del 2015, NULLA DI QUANTO PROMESSO – in Sala Consiliare e fuori – era stato fatto.

MASSA COMUNE, pertanto, presentava un’altra mozione per sapere quali fossero le reali intenzioni dell’Amministrazione circa quanto approvato (da essa ritenuto di estrema importanza).

Venivamo rassicurati e qualche tempo dopo, in una riunione congiunta di Commissioni, tornavamo a parlare dell’argomento.

Per la verità, noi parlavamo e loro ascoltavano, annuendo con la testa.

In quella sede offrimmo, come più e più volte abbiamo fatto, la nostra collaborazione affinché – al più presto – si muovesse nella direzione da noi indicata.

Parole, parole, parole… solo chiacchiere e distintivo…

Ad oggi, il montascale posto alla fine del sottopasso che conduce all’area Molendi non è ancora tornato al suo posto e le Persone Disabili NON POSSONO che maledire tutti noi.

E così come non si hanno notizie del montascale, alla stessa stregua non si ha notizia di alcuno degli impegni presi dall’Amministrazione a favore dell’abbattimento delle barriere architettoniche…

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CHIUNQUE AVESSE LA NOSTRA RICCHEZZA ARTISTICA
SAPREBBE VALORIZZARLA MEGLIO DI NOI

Ne è un esempio il prezioso dipinto tardomedievale
presso la Fonte dell’Abbondanza
 

AFF copiaAFFRESCOclicka per ingrandire

  

Nel 1999, presso la Fonte dell’Abbondanza in Massa Marittima, è stata rinvenuta una preziosa testimonianza pittorica risalente alla metà del Tredicesimo secolo.

Il Murale, comunemente detto “Albero della Fecondità”, è stato oggetto di approfonditi studi e sembra assurgere al ruolo di “unicum” nel pur vasto panorama artistico medioevale italiano.

Il Comune di Massa Marittima, di concerto con la Soprintendenza di Siena, ma in forme alquanto discutibili, ne ha promosso il restauro e dal 6 Agosto 2011, dopo lunghi anni, è tornato pubblicamente visibile.

Ma, poco dopo la fine del più recente intervento conservativo, esaminate doverosamente le risultanze di esso, giunsi alla conclusione che le operazioni di restauro non erano state condotte nella maniera più opportuna.

Numerose porzioni del Murale, infatti, erano state ridipinte arbitrariamente, senza alcun rispetto dei caratteri artistici originali dell’Opera.

Ai miei occhi, l’autenticità del Murale risultava FORTEMENTE PREGIUDICATA da una campagna di restauro (parlo dell’aspetto integrativo) affrettata e irrispettosa.

Diligentemente, dunque, intesi rappresentare le mie perplessità al Ministero competente.

La Soprintendenza, però, mesi dopo, ebbe a comunicarmi di aver effettuato i doverosi controlli sulle modalità di esecuzione dell’intervento e di avere anche promosso un sopralluogo da parte dell’Istituto Centrale di Restauro di Roma (dicesi eseguito il 15.02.2012).

Manco a dirlo, tutto risultava a posto: le operazioni erano state condotte correttamente, lo stato del Murale era buono e nulla ne aveva recato pregiudizio.

La questione fu liquidata con un laconico «Le operazioni di restauro eseguite sull’Albero della Fecondità risultano sostanzialmente corrette».

Peccato che tali controlli furono fatti SENZA MINIMAMENTE DARMENE CENNO così come SENZA AVERMI CHIESTO, preliminarmente, i doverosi chiarimenti nel merito delle mie rimostranze.

E, più che tutto, nonostante le reiterate richieste, SENZA PERMETTERMI DI ESPORRE LA MIA POSIZIONE E SENZA NEMMENO AVER ACQUISITO IL MATERIALE FOTOGRAFICO SU CUI SI FONDAVANO LE MIE RAGIONI (che mi richiesero solo successivamente all’essersi espressi).  

Ciò proprio quando [anche attraverso spot televisivi] si sbandierava la tanto decantata necessità che i Cittadini collaborassero con le Istituzioni.

Bene, io ho cercato di farlo ma NON ho avuto riscontro, se non risposte letteralmente umilianti, tese unicamente a travisare la realtà dei fatti e a negare l’evidenza.

Evidentemente, le Istituzioni accettano solo la collaborazione che ne esalta le gesta e rifuggono quella che mette in evidenza eventuali errori commessi.

Finalmente, il Sindaco Giuntini ha deciso di dare ascolto a Massa Comune…!!!

Più volte e in più modi – senza esito – lo avevamo invitato a farlo.

Solo oggi, però, si è deciso ad accogliere una nostra recente proposta e muoverà contro i DIRETTI RESPONSABILI del disastro economico che porterà il Comune – ovvero noi tutti – a risarcire un DANNO MILIONARIO alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” per l’annosa questione dell’area EX-MOLENDI.

Il TAR e il Consiglio di Stato, infatti, hanno già riconosciuto la colpa dell’Ente, sentenziando che non ha rispettato gli impegni assunti stipulando la Convenzione.

Anche se in forte ritardo – E DOBBIAMO RENDEGLIENE MERITO – Giuntini ha capito che per le porcate fatte dai suoi “compagni” di partito, non è giusto che paghino i Cittadini.

Per questo, pur a denti stretti, ha accolto la nostra proposta e si è detto disposto a richiedere che siano perseguiti TUTTI quegli amministratori (tra cui lui stesso) che hanno una responsabilità diretta nel danno ascritto alla Collettività.

Da persona coraggiosa e disinteressata qual’è, da paladino di etica e moralità come universalmente riconosciuto, farà quanto ha promesso benché sappia che i suoi “superiori” non glielo perdoneranno e, di sicuro, inizieranno ad osteggiarlo per fargliela pagare.

Una volta tanto, Massa Comune plaude al Sindaco Giuntini: sarebbe sbagliato non riconoscere i suoi meriti.

Per ulteriori dettagli, clicka QUI.

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TELEFERICA

arca di San Cerbone - Goro di Gregorio (1324)

 

L’Arca di San Cerbone fu commissionata da tal Peruccio – membro dell’Opera della Cattedrale di Massa Marittima (lo stesso che nel 1316 si era fatto carico di giungere al compimento della Maestà di Duccio di Buoninsegna destinata all’Altare Maggiore) – e fu terminata nel 1324, come informa l’iscrizione in lettere capitali che corre al di sotto dei rilievi figurati.


ANNO D(OMI)NI MCCCXXIIII I(N)DI(C)T(IONE) VII MAGIST(ER)
PERUCI(US) OP(ER)ARI(US) EC(C)L(ESIA)E
FECIT FI(ERI) H(OC) OPUS MAG(IST)RO GORO GREGORII DE SENIS.


Trattasi di un VERO E PROPRIO CAPOLAVORO della scultura gotica senese, come pochi altri – del genere – sono giunti a noi.

Come attestano il verbale del 4 giugno 1600 circa la ricomposizione delle reliquie di san Cerbone nel monumento marmoreo (dopo il loro rinvenimento il 26 giugno 1599) e una “relatione” in volgare relativa al medesimo evento, l’Arca fu collocata sotto la mensa dell’Altare Maggiore negli ultimi anni del Cinquecento.

In seguito, fu inglobata nel nuovo altare costruito tra il 1623 e il 1626 da Flaminio Del Turco; in origine, però, probabilmente, doveva essere sorretta da colonnine marmoree (forse tra quelle reimpiegate da Del Turco come sostegno della mensa eucaristica).

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asino

Lo sappiamo tutti.

E’ un asino, un asino come pochi altri.

E’ un bighellone, un ignorante, un opportunista e chi più ne ha più ne metta.

E’ un asino che vive alle spalle degli altri. Lo ha sempre fatto e continua a farlo.

Incapace e presuntuoso, non ha mai fatto niente se non aspettare che il giorno finisca perché ricominci un altro.

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In Toscana, ci sono dei sindaci che – anche se risultassero positivi – sarebbe inutile mettere in quarantena e costringerli a non lavorare.

Per uno in particolare, è da sempre una trecentosessantacinquena (all’anno)…

BREVE DIGRESSIONE SUL DENARO

di  gabriele galeotti
 

Solo se il denaro piovesse dal cielo, forse, sarebbe giusto attribuire ad esso l’importanza che ha.

In tal caso, infatti, si tratterebbe di una “concessione divina”, da prendere come viene e senza poter fare nulla per modificarla.

Certo, l’uomo tenderebbe a trasferirsi nelle regioni più “piovose” del continente e sarebbe diffusa la danza della pioggia.

Ma così non è e il denaro non è altro che un’invenzione.

Una squallida e vile invenzione dell’uomo, andatasi legittimando nel tempo a vantaggio di alcuni (le banche e i potenti) e non di altri (i popoli).

Un bluff di fronte al quale, suo malgrado, benché sia una sua stessa opera, l’uomo è costretto a prostrarsi.

Era una volta che gli Stati mantenevano a sé la sovranità monetaria e gestivano il denaro in ragione delle proprie necessità!!!

Così come andavano ad emettere il denaro in ragione della propria “riserva aurea” disponibile, ovvero di quel capitale in metallo prezioso [blindato nelle casseforti di Stato] a garanzia del valore attribuito (in maniera fittizia) alle monete e alle banconote emesse, non più realizzate con esso (e quindi senza valore materiale). 

Oggi non è più così; oggi non c’è più nulla di razionale nell’emissione del denaro.

Così diceva Abraham Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti: “Ogni governo può creare, emettere e far circolare tutta la valuta ed il credito necessari per soddisfare le proprie necessità di spesa ed il potere d’acquisto dei consumatori”. 

Negli Stati Uniti, i banchieri internazionali avevano combattuto per un secolo per ottenere il diritto esclusivo all’emissione monetaria da scambiare col debito pubblico: ci riuscirono finalmente nel 1913 con l’istituzione della Federal Reserve.

Questa legge autorizzava un cartello privato a creare moneta dal nulla e a prestarla ad usura (interesse) al governo statunitense, controllandone la quantità che il cartello poteva espandere o diminuire a piacere.

Per questo Abraham Lincoln volle togliere ai banchieri privati il monopolio dell’emissione e del controllo monetario ed emise una banconota di stato [il famoso “verdone”]: poco dopo venne brutalmente assassinato sugli spalti di un teatro.

Nel Medioevo, sia nell’Europa Occidentale sia nel mondo Islamico, andò affermandosi il bimetallismo: le monete auree (che venivano spesso tesaurizzate) erano quelle di maggior valore e le monete d’argento, di valore intermedio, erano utilizzate per le grandi transazioni commerciali; c’erano poi anche quelle di rame [e/o mistura], usate principalmente per il commercio al dettaglio.

Lo stato, anche in ragione della scoperta di nuovi giacimenti, stabiliva il rapporto di scambio fra oro ed argento [che, solitamente, oscillava fra 1:10 ed 1:12].

In epoca rinascimentale, coloro che disponevano di metallo prezioso potevano portarlo alla zecca (gestita da chi esercitava il potere politico) per farne moneta; la zecca tratteneva parte delle monete coniate per le spese di coniazione e come diritto di “signoraggio”.

Sta di fatto che il valore delle monete era pressoché coincidente con quello (almeno localmente riconosciuto) del metallo con cui erano state coniate.

 

vigna-2Dal suo curriculum [clicka QUI], si evince che il nostro Sindaco è stato addirittura un DOCENTE.

Un Docente?

Si, ha profuso le sue conoscenze addirittura dietro la cattedra di un corso in Val di Cornia e di un altro intitolato “CALICE”, magistralmente istituito per formare i nuovi “Esperti di Turismo Enogastronomico”…

Pare si sia spinto fino a realizzare il materiale promozionale cartaceo della “Strada del Vino Monteregio”… finanche, nientepopodimeno che, a tenere i contatti con gli Associati…

Ha anche allestito un punto di degustazione di quell’ottimo vino.

Incredibile: avevamo un potenziale Premio Nobel in casa e non lo sapevamo.

Da oggi lo chiamerò PROFESSORE…

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Avete pagato l’IMU (Imposta Municipale Unica) e la TARI (TAssa sui RIfiuti)?

Se non lo avete fatto (quest’anno o in precedenza), sappiate che i Comuni hanno tempo 5 anni per chiedervi quanto dovete.

Se non lo fanno entro questi 5 anni (dalla scadenza di ciascun pagamento), il vostro debito va prescritto e l’avete fatta franca.

Con la fine di quest’anno, ad esempio, andranno in prescrizione le somme che dovevano essere pagate nel 2014.

Quindi se nel 2014 un contribuente non ha pagato l’IMU o la TARI e non gli è stato richiesto di provvedere entro quest’anno l’Ente non potrà più pretendere nulla.

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SAPETE COSA SUCCEDE IN UN COMUNE TOSCANO?

Non ci crederete: alcuni amministratori (ed anche qualche membro del partito che governa) non pagano le imposte locali MA L’ENTE SI “DIMENTICA” DI CHIEDERE LORO DI PROVVEDERE ENTRO I 5 ANNI… 

E così, mentre i contribuenti onesti pagano, loro se la ridono…

SONO PROPRIO FURBI IN QUEL COMUNE TOSCANO… VERO?


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