Lista Civica Massa Comune - Il Movimento Civico per Massa Marittima e i Massetani

AREA MOLENDI - COMUNE CONDANNATO A RISARCIRE UN INGENTE DANNO ECONOMICO PER L'INADEMPIMENTO DELLA CONVENZIONE E PER AVER TENUTO UN COMPORTAMENTO CONTRARIO AGLI OBBLIGHI DI LEGGE - DOVRA' PAGARE UNA CIFRA, NON ANCORA DEFINITA, COMPRESA TRA UN MILIONE E TRE MILIONI DI EURO - MASSA COMUNE STA FACENDO TUTTO IL POSSIBILE (ed anche qualcosa in più) AFFINCHE' A PAGARE SIANO I RESPONSABILI DIRETTI E NON LA COLLETTIVITA'

BUONE-VACANZE-RED

In data 08.05.2016, con una mozione, il Gruppo Consiliare “Lista Civica Massa Comune” impegnava il Sindaco e l’Amministrazione Comunale ad acquistare un DEFIBRILLATORE da mettere a disposizione della Comunità.

Ma la mozione, seppure (ovviamente) accolta, non ha avuto seguito alcuno.

In data 09.09.2016, con una interrogazione, chiedevamo conto al Sindaco e all’Amministrazione Comunale di quanto impegnatisi a fare.

All’interrogazione veniva data una risposta permeata di ipocrisia e i Consiglieri della Lista Civica venivano quasi sbeffeggiati.

Ad oggi, nessuno ha fatto quello che si era impegnato a fare.

Massa Comune, pertanto, ha deciso di acquistare direttamente quel DEFIBRILLATORE e di organizzare i corsi per formare e qualificare opportunamente coloro che volessero proporsi per poterne far uso.

Poi, a pacchetto confezionato e senza clamore alcuno, donerà al Comune quel DEFIBRILLATORE.

Per questo, stiamo cercando di raccogliere i fondi necessari.

Del tutto, se ne stanno principalmente interessando Stefano Iozzi, Luciana Chelini e Danilo Beni.

Chi volesse contribuire, potrà contattare uno qualsiasi di noi (Fiorenzo, Oscar, Federico, Francesco, Gabriele, Lucia, Cristian, Paolino ecc.), chiamare il 335.485680 o scrivere a info@massacomune.it

Grazie.

“Fate vobis” è una locuzione coniata – in un un finto latino (“maccheronico” potrebbe essere l’aggettivo adatto?) – per anche sorridere e scherzare un po’ su coloro che ricorrono alle citazioni senza conoscerne la provenienza e, talvolta, il significato.
 
“Fate” è un termine italiano (che, nella lingua degli antichi Romani, dovrebbe essere l’imperativo “facìte”); “vobis”, invece, è il dativo di un pronome latino…
 
Con essa, si invita a fare di testa propria e a comportarsi a proprio piacimento, dopo essersi fatti la doverosa idea di un determinato argomento.
 
Tuttavia, guadagnatasi un senso compiuto, la locuzione “Fate vobis” è entrata – a pieno titolo, dico io – nel gergo del nostro parlare quotidiano.
 
Ciò detto, sulle reali capacita del Vostro Sindaco e dei di Lui assessori [che pagate profumatamente]… fate vobis.
 
Fate vobis…

Risposta Messina 2016 SUOLOclicka per ingrandire

tramontofoto di Giovanni Cagnetta

63-17clicka per ingrandire

Il mouse del mio MAC è dispettoso.

Si è bloccato sulla DELIBERA DI GIUNTA COMUNALE n.97 del 01.08.2016.

In tale data, la Giunta Comunale di Massa Marittima ASSUNSE QUELLA SOLA DECISIONE.

UN’UNICA DECISIONE, per di più molto veloce da prendere…

Deliberò di proseguire con l’utilizzo temporaneo congiunto (col Comune di Roccastrada) della Dott.ssa Angela Monticini, quale Responsabile del settore 2, fino al 30.09.2016.

EBBENE: DA CERTIFICAZIONE A FIRMA DEL SEGRETARIO COMUNALE RUBOLINO, QUELLA RIUNIONE INIZIO’ ALLE 7,30 E FINI’ ALLE 18,30.

Ovvero durò UNDICI ORE…

01.08.2016 evidclicka per ingrandire

L’appello del Pontefice nella prefazione del libro del cardinale Turkson: «Dobbiamo unirci per combattere questa bestemmia, questo cancro che sta logorando le nostre vite. La Chiesa non deve avere paura di purificare se stessa»

La corruzione, nella sua radice etimologica, definisce una lacerazione, una rottura, una decomposizione e disintegrazione. Sia come stato interiore sia come fatto sociale, la sua azione si può capire guardando alle relazioni che ha l’uomo nella sua natura più profonda. L’essere umano ha, infatti, una relazione con Dio, una relazione

con il suo prossimo, una relazione con il creato, cioè con l’ambiente nel quale vive. Questa triplice relazione — nella quale rientra anche quella dell’uomo con se stesso — dà contesto e senso al suo agire e, in generale, alla sua vita.

 

CORRUZIONE – Quando l’uomo rispetta le esigenze di queste relazioni è onesto, assume responsabilità con rettitudine di cuore e lavora per il bene comune. Quando invece egli subisce una caduta, cioè si corrompe, queste relazioni si lacerano. Così, la corruzione esprime la forma generale della vita disordinata dell’uomo decaduto. Allo stesso tempo, ancora come conseguenza della caduta, la corruzione rivela una condotta anti-sociale tanto forte da sciogliere la validità dei rapporti e quindi, poi, i pilastri sui quali si fonda una società: la coesistenza fra persone e la vocazione a svilupparla. La corruzione spezza tutto questo sostituendo il bene comune con un interesse particolare che contamina ogni prospettiva generale. Essa nasce da un cuore corrotto ed è la peggiore piaga sociale, perché genera gravissimi problemi e crimini che coinvolgono tutti. La parola «corrotto» ricorda il cuore rotto, il cuore infranto, macchiato da qualcosa, rovinato come un corpo che in natura entra in un processo di decomposizione e manda cattivo odore.

ALL’ORIGINE DELL’INGIUSTIZIA – Cosa c’è all’origine dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo? Cosa, all’origine del degrado e del mancato sviluppo? Cosa, all’origine del traffico di persone, di armi, di droga? Cosa, all’origine dell’ingiustizia sociale e della mortificazione del merito? Cosa, all’origine dell’assenza dei servizi per le persone? Cosa, alla radice della schiavitù, della disoccupazione, dell’incuria delle città, dei beni comuni e della natura? Cosa, insomma, logora il diritto fondamentale dell’essere umano e l’integrità dell’ambiente? La corruzione, che infatti è l’arma, è il linguaggio più comune anche delle mafie e delle organizzazioni criminali nel mondo. Per questo, essa è un processo di morte che dà linfa alla cultura di morte delle mafie e delle organizzazioni criminali. C’è una profonda questione culturale che occorre affrontare. Oggi molti non riescono anche solo a immaginare il futuro; oggi per un giovane è difficile credere veramente nel suo futuro, in qualunque futuro, e così per la sua famiglia. Questo nostro cambiamento d’epoca, tempo di crisi molto vasta, ritrae la crisi più profonda che coinvolge la nostra cultura. In questo contesto va inquadrata e capita la corruzione nei suoi diversi aspetti. Ne va della presenza della speranza nel mondo, senza la quale la vita perde quel senso di ricerca e possibilità di miglioramento che la rende tale.

L’UOMO VA VISTO IN OGNI SUO ASPETTO – In questo libro il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, oggi prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, e già presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, spiega bene la ramificazione di questi significati di corruzione, e lo fa concentrandosi in particolare sull’origine interiore di questo stato che, appunto, germoglia nel cuore dell’uomo e può germogliare nel cuore di tutti gli uomini. Siamo, infatti, tutti molto esposti alla tentazione della corruzione: anche quando pensiamo di averla sconfitta, essa si può ripresentare. L’uomo va visto in ogni suo aspetto, non va scisso a seconda delle sue attività, e così la corruzione va letta — come si legge in questo libro — tutta insieme, per tutto l’uomo, sia nelle sue espressioni di reato sia in quelle politiche, economiche, culturali, spirituali. Nel 2016 si è concluso il Giubileo straordinario della misericordia. La misericordia permette di superarsi in spirito di ricerca. Cosa avviene se ci si arrocca in se stessi e se il pensiero e il cuore non esplorano un orizzonte più ampio? Ci si corrompe, e corrompendosi si assume l’atteggiamento trionfalista di chi si sente più bravo e più scaltro degli altri. La persona corrotta, però, non si rende conto che si sta costruendo, da se stessa, la propria catena. Un peccatore può chiedere perdono, un corrotto dimentica di chiederlo. Perché? Perché non ha più necessità di andare oltre, di cercare piste al di là di se stesso: è stanco ma sazio, pieno di sé. La corruzione ha, infatti, all’origine una stanchezza della trascendenza, come l’indifferenza.

L’IDENTITÀ E IL CAMMINO DELLA CHIESA – Il cardinale Turkson — come si comprende da questo dialogo che via via si snoda secondo un itinerario preciso — esplora i diversi passaggi nei quali nasce e si insinua la corruzione, dalla spiritualità dell’uomo fino alle sue costruzioni sociali, culturali, politiche e anche criminali, ponendo insieme questi aspetti anche su quel che più ci interpella: l’identità e il cammino della Chiesa. La Chiesa deve ascoltare, elevarsi e chinarsi sui dolori e le speranze delle persone secondo misericordia, e deve farlo senza avere paura di purificare se stessa, ricercando assiduamente la strada per migliorarsi. Henri de Lubac scrisse che il pericolo più grande per la Chiesa è la mondanità spirituale — quindi la corruzione — che è più disastrosa della lebbra infame. La nostra corruzione è la mondanità spirituale, la tepidezza, l’ipocrisia, il trionfalismo, il far prevalere solo lo spirito del mondo sulle nostre vite, il senso di indifferenza. Ed è con questa consapevolezza che noi, uomini e donne di Chiesa, possiamo accompagnare noi stessi e l’umanità sofferente, soprattutto quella che più è oppressa dalle conseguenze criminali e di degrado generate dalla corruzione.

CRISTIANI COME FIOCCHI DI NEVE – Mentre scrivo mi trovo qui in Vaticano, in luoghi di una bellezza assoluta, nei quali l’ingegno umano ha cercato di elevarsi e trascendere nel tentativo di far vincere l’immortale sul caduco, sul corrotto. Questa bellezza non è un accessorio cosmetico, ma qualcosa che pone al centro la persona umana perché essa possa alzare la testa contro tutte le ingiustizie. Questa bellezza deve sposarsi con la giustizia. Così, dobbiamo parlare di corruzione, denunciarne i mali, capirla, mostrare la volontà di affermare la misericordia sulla grettezza, la curiosità e creatività sulla stanchezza rassegnata, la bellezza sul nulla. Noi, cristiani e non cristiani, siamo fiocchi di neve, ma se ci uniamo possiamo diventare una valanga: un movimento forte e costruttivo. Ecco il nuovo umanesimo, questo rinascimento, questa ri-creazione contro la corruzione che possiamo realizzare con audacia profetica. Dobbiamo lavorare tutti insieme, cristiani, non cristiani, persone di tutte le fedi e non credenti, per combattere questa forma di bestemmia, questo cancro che logora le nostre vite. È urgente prenderne consapevolezza, e per questo ci vuole educazione e cultura misericordiosa, ci vuole cooperazione da parte di tutti secondo le proprie possibilità, i propri talenti, la propria creatività.

 

© 2017 LIBRERIA EDITRICE VATICANA
© 2017 RIZZOLI LIBRI

SOFFERMATEVI SULLA DURATA DELLE RIUNIONI
(questo è solo un esempio – c’è anche di peggio)

POI VI SPIEGHEREMO L’ARCANO…

GIUSTIFICATIVI 2 PAGclicka per ingrandire

Leggete con attenzione la nota di cui al post precedente.

Con essa, trasmettendola – per conoscenza – al Sindaco, il Comandante della Polizia Locale risponde al Consigliere Galeotti (che lo aveva interpellato con puntiglio…).

Poiché gli uffici preposti non avrebbero dovuto accettare il pagamento dei canoni di occupazione per l’anno 2017, è chiaro che il Sindaco NON ABBIA VIGILATO sul corretto funzionamento degli uffici e dei servizi.

Il Procuratore della Repubblica avrebbe il dovere di indagare sul comportamento del Comandante della Polizia municipale, del Responsabile del Settore 6 e sul Responsabile del Servizio Tributi (Settore 2): costoro, con azioni omissive e commissive tra loro convergenti, hanno consentito che venisse disattesa la direttiva impartita dall’arch. Assuntina Messina di non concedere né rinnovare ulteriori concessioni di suolo pubblico in assenza dell’autorizzazione monumentale.

Volevate la prova che il Sindaco fosse un BUGIARDO?

ECCOLA!

Addirittura un anno fa esatto – rispondendo all’istanza che potrete leggere QUI – la Polizia Locale affermava di essere a conoscenza delle irregolarità FATTE COMMETTERE agli esercenti cui è stato concesso il suolo pubblico.  Segue…
.

Risposta-01clicka per ingrandire


LO DICONO ANCHE LORO… CLICKA QUI

••

Massa Marittima / Poggibonsi   16.06.2017

 

Al Segretario del Comune di Massa Marittima

Agli Organi centrali del MIBACT


E per conoscenza:

Ai Consiglieri Comunali di Massa Marittima
Al Soprintendente di Siena, Grosseto e Arezzo
Al Comandante della Stazione Carabinieri di Massa Marittima
Al Procuratore della Corte dei Conti per la Regione Toscana
Al Procuratore della Repubblica di Grosseto

 

Riferimento:  Questione occupazione suolo pubblico di piazze e vie di Massa Marittima in assenza di autorizzazione ex art. 21 D.Lgs. 42/2004.

OGGETTO:  Istanza di accesso agli atti – Trasmissione quaderno degli appunti della riunione del 15/6/2017

 

Io sottoscritto Geom. Massimo Grisanti, a Voi noto, chiedo di ottenere copia:

  1. della deliberazione della Giunta comunale di Massa Marittima con la quale alcuni giorni or sono sono stati dati indirizzi all’Ufficio Edilizia e al Suap per il regolamento da concertare con la Soprintendenza (v. l’allegato quaderno degli appunti);
  2. della nota della Polizia municipale con la quale viene detto, a dire del Sindaco, che non vi sono esercizi da chiudere per la violazione (v. l’allegato quaderno degli appunti).

Chiedo agli Organi centrali del Mibact se il comportamento della Soprintendenza di Siena (come ha affermato il Sindaco) sia in linea con la Legge.

In particolare mi riferisco al fatto che, nonostante sia stata a conoscenza delle violazioni da oltre un anno, non è stata elevata alcuna sanzione (né si conosce se il Soprintendente o il funzionario di zona Arch. Grifo abbiano trasmesso la comunicazione di notizia di reato alla Procura della Repubblica di Grosseto).

Per non dire che è nota l’impossibilità di regolarizzare gli abusi commessi sui beni culturali (a differenza di quanto avviene per gli abusi minori perpetrati sui beni paesaggistici). Quindi se il suggerimento al Sindaco è stato dato dalla Soprintendenza la cosa grida vendetta attraverso il defenestramento di tali “cattivi consiglieri”.

Inoltre chiedo come possa essere possibile che il regolamento in divenire possa prende atto sic et simpliciter della situazione attuale: ciò significherebbe ridurre la tutela del patrimonio culturale ad essere subordinata agli interessi economici (e ciò non è possibile per costante giurisprudenza del Consiglio di Stato). Con evidente assenza di genuinità delle valutazioni di merito per la protezione del patrimonio culturale che devono essere effettuate ex ante.

Attendo una risposta da parte del competente Organo centrale del Mibact ai sensi del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici (d.P.R. 62/2013).

.
Geom. Massimo Grisanti

Lo sa Comandante cosa più mi inquieta come cittadino del discorso che il Sindaco ha fatto ieri in sala consiliare?

Quella dichiarazione che FARA’ DI TUTTO per far arrivare gli Esercenti alla fine dell’anno così come stanno le cose.

Le chiedo, Comandante: «Lei, comprende il vero e genuino senso dell’affermazione?»

 

 

QUADERNO DEGLI APPUNTI

(Si premette che dell’incontro è stata fatta la registrazione ambientale)

 

Massa Marittima, 15/06/2017
 
Ore 21:15 – Inizia il Sindaco [Si riporta il succo dell’intervento].
Sono presenti – dice – circa la metà degli invitati (una cinquantina).
Relaziona il Sindaco, riferendo che vi sono stati esposti.
La questione è che le concessioni sono da molti anni vigenti, rinnovate tacitamente con il pagamento del canone.
Già nel 2015, la Soprintendenza ebbe a ricordare che occorreva l’autorizzazione monumentale per avere la concessione di suolo pubblico.
Di queste concessioni, molte sono state rilasciate senza tale obbligatoria autorizzazione.
La norma è fortemente disattesa. Molti comuni interpellati sono cascati dalle nuvole.
La Soprintendenza già lo scorso anno indicò quale percorso la regolarizzazione complessiva come il Comune di San Gimignano.
Avevamo fatto incontri con la Soprintendenza per la regolarizzazione cercando in qualche modo di prendere atto della situazione presente da molti anni.
L’altra alternativa che tuttavia il Comune non voleva percorrere è quella di mandare una sorta di disdetta formale dicendo che potevano essere rinnovate solamente quelle regolari.
Nelle ultime settimane ci sono stati esposti e sono qui presenti gli autori degli esposti inviati alla Procura, alla Soprintendenza.
Il 1° giugno la Soprintendenza ha fatto il sopralluogo e ha sollecitato l’adozione di provvedimenti per la regolarizzazione.
L’altro ieri abbiamo fatto un atto di indirizzo di Giunta dando direttive al Suap e all’Ufficio Urbanistica per avviare il procedimento del regolamento da fare.
Con la direttiva Bolkstein non è possibile rinnovare tacitamente le concessioni.
L’unica strada in questo momento è quella che le aziende debbano andare verso la procedura ordinaria più complessa e onerosa.
Il Sindaco consiglia di fare la regolarizzazione attraverso la stesura di una domanda da inviare alla Soprintendenza.
L’autorizzazione monumentale dura cinque anni.
Sapete che è stata chiesta la chiusura dei negozi, ma secondo la relazione della Polizia municipale non c’è alcun negozio da chiudere.
 
Ore 21:32 – Intervento dell’Ing. Beatrice Parenti (Responsabile del Settore 6 – Edilizia privata e Patrimonio) [Si riporta il succo dell’intervento]

A gennaio 2017 erano già in corso incontri con la Soprintendenza per la stesura del protocollo d’intesa.
Questa attività di concertazione era già avviata a gennaio 2017 e abbiamo raccolto l’invito a celermente confrontarsi sul regolamento di occupazione suoli pubblici.
La Soprintendenza ci ha fornito linee guida.
Abbiamo creato un team Edilizia-Suap per essere a disposizione degli Esercenti per avviare il percorso di regolarizzazione.

Intervento interruttivo del Sindaco [Si riporta il succo dell’intervento].

Siamo stati travolti dagli eventi (esposti, denunce, diffide) che non ci consentono di gestire il problema con tranquillità.

Riprende l’Ing. Parenti.

Siamo disponibili per gli Esercenti.

Interrompe nuovamente il Sindaco [Si riporta il succo dell’intervento].

I parametri del regolamento vanno costruiti in funzioni delle situazioni che ci sono. Occorre creare un regolamento che prenda atto della situazione esistente.
Eravamo convinti e lo siamo tuttora che occorre normare tutte queste situazioni.
Ad oggi il danno sarebbe molto più grosso se dovesse essere levato tutto, perché il Comune si vedrebbe destinatario di inevitabili numerose richieste di risarcimento per danni ingenti.
Questa pubblica amministrazione farà di tutto (lo ripete due o più volte, sottolineandolo con il tono della voce e la scansione delle parole) per arrivare alla fine dell’anno per le concessioni rilasciate.

Ieri sera, in Sala Consiliare, si è tenuta l’assemblea pubblica ove il Sindaco ha incontrato i Titolari degli esercizi commerciali e di somministrazione di alimenti che utilizzano il suolo pubblico.

Giuntini si è arrampicato sugli specchi – come è solito fare anche in Consiglio – per tentare di discolpare sé stesso (oltre ai suoi predecessori e ai funzionari dell’Ente) circa la situazione di evidente illegittimità in cui gli Operatori commerciali versano UNICAMENTE PER COLPA DEL COMUNE.

Chiamato più volte in causa e vittima della sua spiccata – e ormai evidente a tutti – capacità di MENTIRE e DENIGRARE l’avversario politico, ho partecipato anch’io; con me c’erano gli amici Francesco Mazzei e Massimo Grisanti (quest’ultimo esperto di diritto urbanistico, venuto appositamente da Poggibonsi per lumeggiare intorno il problema creato dal Comune e dall’inerte Soprintendenza).

Per fortuna, c’erano tante persone, segno che la questione è molto sentita.

La materia è articolata, MA NON COMPLESSA, diversamente da quanto afferma il Sindaco: LA LEGGE E’ PIU’ CHE CHIARA e DEVE ESSERE APPLICATA.

Nessuno di noi altra intenzione aveva se non quella di ascoltare, sperando che il Giuntini si fosse limitato a DIRE LA VERITA’.

Invece no: le sue parole sono state condite con numerose imprecisioni e – più che tutto – sono state palesemente rivolte a strumentalizzare vigliaccamente la vicenda.

Ciò per DISCOLPARSI e muovere politicamente a suo vantaggio, in parte ingannando la platea.

Cosi, siamo intervenuti sia io che il Geom. Grisanti, unicamente al fine di fare chiarezza e permettere ai presenti di farsi una propria idea su come sono andate e stanno le cose.

Io mi sono limitato ad una breve esposizione della materia. Massimo è entrato più nel dettaglio giuridico, rappresentando le molteplici sfaccettature della questione ed anche le possibili conseguenti implicazioni.

Il confronto col Sindaco, ovviamente, è stato aspro e la discussione – a tratti – penosa.

Oggi, in molti mi hanno espresso il loro favore per quanto detto a chiarimento dei fatti, MA IO NON SONO AFFATTO CONTENTO: ANZI, SONO FORTEMENTE DELUSO ED AMAREGGIATO.

Intanto, in sala c’erano almeno due soggetti APPOSITAMENTE INTERVENUTI (o fatti intervenire) per sostenere la posizione del Comune e dare alle gambe a me e noi, fomentando il malcontento e la rabbia attraverso la strumentalizzazione dei fatti.

E poi, soprattutto, è apparso immediatamente chiaro che la stragrande maggioranza degli interventi era permeata del solito, classico e deplorevole PRIMA “pensare solo al proprio orticello” e poi, se rimane qualcosa, alla Collettività: il concetto venuto fuori è: ARRAFFARE, ARRAFFARE e ancora ARRAFFARE.

Spero che – almeno le persone ragionevoli – abbiano inteso lo spirito che mi/ci anima e chi è il loro Sindaco.

Come ho avuto modo di dirgli in faccia, secondo me il Sindaco Giuntini è una persona meschina.

Ribadisco che l’evidente illegittimità nella quale si trovano taluni – non tutti – di coloro che dispongono del suolo pubblico è UNICAMENTE CAUSA DALL’ENTE che non ha mai richiesto loro quanto prescritto dalla Legge.

Per questo, circa un mese fa, appena venuto ben a conoscenza della situazione, ho proposto la MOZIONE che potrete leggere qui: http://wp.me/p6OSxy-mo1

 

P.S.   Come in un film di Moretti, nella sala vagheggiava lo spirito di qualcuno che avrà pensato: «Si noterà di più la mia presenza o la mia assenza?»

Scioglierò tutti i NODI
che hanno imbrigliato la nostra Cittadina

Dopo aver sollevato la questione dell’occupazione sine valido titulo delle piazze e delle vie del centro storico,

a brevissimo verrà portata sul tavolo del Sindaco Giuntini, del Dirigente Ing. Parenti (Responsabile del patrimonio), del Dirigente dott. Donati (Responsabile Tributi) e del Segretario comunale dott. Rubolino (Responsabile della legalità dell’azione amministrativa),

un’altra spinosa questione posta a tutela del patrimonio culturale e dei beni comuni e beni demaniali.

 

AVVOCATURA DISTRETTUALE DELLO STATO 

 

Firenze, 21 febbraio 1938

Risposta a nota dell’11-1-1938 – n° H-60
Partenza n.1079 – Cons. 41403/12

  

OGGETTO:   MURA CASTELLANE. Manutenzione e condizione giuridica.

 

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R. SOPRINTENDENZA ALL’ARTE MEDIOEVALE E
MODERNA PER LA TOSCANA II  –  SIENA

 

Motu-proprio, il 24 Marzo 1783, il Granduca Pietro Leopoldo di Toscana stabilì che…

 

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QUANDO LE PERSONE RIUSCIRANNO A COMPRENDERE
QUALE SIA IL FILO CHE UNISCE
“IL GLADIATORE” ALLA QUESTIONE PALESTINESE
E AL CONCETTO DI PROPRIETA’ PRIVATA
SAREMO DAVVERO UN PASSO AVANTI


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