Lista Civica Massa Comune - Il Movimento Civico per Massa Marittima e i Massetani

BUONE FESTE DA MASSA COMUNE

Il ciclista di Frenkel (noto anche come ciclo di Frenkel-Neftçi fin dalla sua prima citazione in letteratura) è una teoria dell’economista argentino Roberto Frenkel che descrive ciò che avviene quando un Paese economicamente meno sviluppato si aggancia alla valuta di un’area più forte, ed in assenza di interventi politici che compensino gli squilibri; quindi una situazione di area valutaria ottimale inefficiente o non ottimale.

Il modello, inizialmente formulato con riferimento alla dollarizzazione dell’Argentina (e alla seguente crisi economica argentina) durata fino al 2001, viene ora talvolta citato per spiegare la crisi in corso in Europa in seguito all’adozione dell’euro.

Il ciclo si svolge in sette fasi:

  1. Il Paese accettando l’unione monetaria, liberalizza i movimenti di capitale.

  2. Affluiscono i capitali esteri, che trovano conveniente investire in un Paese dove i tassi di interesse sono più alti, ma è venuto meno il rischio di cambio.

  3. Il flusso di liquidità fa crescere consumi e investimenti, quindi crescono Pil e occupazione.

  4. Tuttavia aumentano anche l’inflazione e il debito privato; l’inflazione causa una progressiva perdita di competitività in mancanza di una svalutazione della valuta, a causa del cambio fisso, e un deficit crescente nella bilancia dei pagamenti e nelle partite correnti del Paese. Si creano inoltre bolle azionarie e immobiliari.

  5. Un evento casuale crea panico tra gli investitori stranieri, che arrestano i finanziamenti e chiedono un ritorno immediato del credito concesso.

  6. Inizia la crisi: si innesca un circolo vizioso tra fallimenti di aziende, aumento della disoccupazione, calo del Pil e aumento del debito pubblico. Il governo taglia la spesa pubblica o aumenta le tasse, aggravando la recessione.

  7. Il Paese è costretto ad abbandonare il cambio fisso e a svalutare.

La conclusione naturale del processo è l’uscita dal regime di cambi fissi tra le due monete.

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di gabriele galeotti

Salendo da Porta all’Arialla in direzione nord-est, le Mura Massetane sono dapprima inglobate nella proprietà Moris e poi si affacciano sul terreno retrostante l’area ex-Molendi.

Successivamente, costeggiando le pertinenze del Duomo e quelle della Curia Vescovile, delimitano il Piazzale Mazzini per girare a nord e sfumare in testa alla palazzina ove si trova il dipinto di Gianpaolo Talani (voluto dal Vescovo Comastri).

Quello attuale, però, non é il loro tracciato originario: in questo punto, infatti, sono state oggetto di due pesanti interventi urbanistici.

Esse, infatti, dopo aver proseguito rettilinee [spalle al mare] per circa i due terzi della lunghezza del Piazzale Mazzini, voltavano leggermente ad est (destra), dirigendosi verso l’attuale Palazzo del Fascio [esattamente laddove se ne erge il montante sinistro dell’arco trionfale].

In quella zona, dunque, non c’erano aperture e alla Città si accedeva a monte, dalla vicina Porta alle Formiche. 

Solo nel 1857, per consentire all’attuale Via Ximenes di aprirsi verso il centro, fu demolito il tratto di Mura che dal Piazzale Mazzini [dopo i due terzi circa della sua attuale lunghezza, come detto sopra] proseguiva correndo sul fianco destro della Fonte dell’Abbondanza per poi risalire Val d’Aspra.

La seconda trasformazione, quella che ha determinato lo stato attuale, risale al 1958, cento anni esatti dopo la prima.

 

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Due illustri “atleti” massetani hanno recentemente conquistato la MEDAGLIA D’ORO nella staffetta.

Si tratta di Alessandro GIULIANI (conosciuto per i brillanti risvolti fiscali della vicenda AMATUR) e Luca SANTINI (assurto agli onori della cronaca quale candidato sindaco della “lista civetta” scesa in campo a sostegno del PD – per volere della Massoneria – al preciso fine di NON far vincere la Lista Civica Massa Comune alle ultime elezioni amministrative).

Nel CDA dell’Istituto Falusi, infatti, al posto del dimissionario Consigliere Alessandro GIULIANI (voluto direttamente dal Sindaco Marcello GIUNTINI che – all’atto della nomina – ebbe a tesserne le lodi descrivendolo come soggetto di grande esperienza amministrativa nonostante la fallimentare gestione dell’ente sopra citato), è giunto il Consigliere Comunale Luca SANTINI.

Per contro, in Consiglio Comunale, al posto del dimissionario Consigliere capogruppo Luca SANTINI, è arrivato nientepopodimenoché il Consigliere del CDA dell’Istituto Falusi Alessandro GIULIANI.

Chi mai poteva aspettarsi tale “astuta” tattica sportiva?

Entrambi i soggetti, GIULIANI e SANTINI, oltreché stimati professionisti locali, sono gli “atleti” di punta della COMPAGINE MASSOREPUBBLICANA “Massa Va Oltre”, ben conosciuti per aver perseguito costantemente [meglio a dire: “universalmente” – ndr] il bene collettivo, nel supremo interesse di Massa e dei Massetani…

 

tratto da “La Nazione” del 17.06.2014

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Tutti sono GIUSTAMENTE scandalizzati da quello che è stato recentemente scoperto a Roma circa gli affitti di innumerevoli proprietà pubbliche.

Ma lo sanno i Massetani come sono gestiti gli immobili ad uso residenziale di proprietà del Comune?  Ve lo diciamo noi!

* * * 

IL COMUNE DI MASSA MARITTIMA E’ SOCIO DELLA EPG spa  PER IL 2,98% AVENDO VERSATO LA NON MODICA CIFRA DI 119.000,00 EURO!!!

Il Comune di Massa Marittima dispone di numerosi appartamenti che ha dato in gestione al “baraccone rosso” Edilizia Provinciale Grossetana spa.

I proventi annui del canone di affitto di tali appartamenti ammontano a euro 5.600,00 (cinquemilaseicento/00) nel 2015.

Dunque per ogni appartamento il Comune di Massa Marittima incassa (di media) circa euro 25,00/mese.

Ma, per garantirsi il servizio di riscossione dell’affitto ed altri servigi, annualmente, il Comune deve versare [!!!] all’EPG ulteriori euro 4.500,00 (quattromilacinquecento/00)…

IN PRATICA, QUINDI, I PROVENTI NETTI DELL’AFFITTO DEI 18 APPARTAMENTI SONO 5.600 – 4.500 = 1.100 EURO/ANNO.

1.100/12 = 91,6 EURO/MESE. 


NON E’ SCANDALOSO?

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MASSA COMUNE

SALUTA

MATTEO RENZI

infinity tower  

Nel giugno 2013, a Dubai, è stata inaugurata la Cayan Tower, meglio conosciuta come Infinity Tower, progettata dal rinomato studio di architettura americano SOM – Skidmore, Owings & Merril LLP.

Si tratta del grattacielo elicoidale più alto del mondo per la sua tipologia: 307 metri di altezza lungo i quali si sviluppa una torsione di 90°. Precedente simile, ma ben più basso (190 metri), l’edificio Turning Torso, realizzato nel 2005 a Malmo su progetto dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava.

L’edificio, di 75 piani a destinazione prevalentemente residenziale (sono stati previsti 495 appartamenti), ha una struttura in cemento armato che ruota intorno ad un nucleo circolare; la sommità risulta ruotata di 90 gradi rispetto alla base. Ampi pilastri esterni in calcestruzzo rivestiti con una pelle metallica con schermi forati contribuiscono a proteggere l’interno dell’edificio dal sole intenso del deserto.

I sistemi meccanici, elettrici e idraulici sono ubicati nel nucleo, tra il corridoio di circolazione centrale e le unità residenziali, consentendo così agli impianti dei percorsi di distribuzione agli appartamenti diritti e verticali.

La forma della torre unisce alle esigenze estetiche anche una funzione strutturale. La sua forma elicoidale, difatti, riduce notevolmente le forze del vento sull’edificio.

di Federico DEZZANI02.12.2016

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Voci di corridoio vogliono che stia preparandosi l’ennesima squallida staffetta politica ai danni della nostra Cittadina.

Ricordo che, in seno alla Lista di [falsa] opposizione “Massa Va Oltre”, il posto in Consiglio Comunale del dimissionario Luca Santini è stato “preso” dal Rag. DMC Alessandro Giuliani.

Quest’ultimo, a sua volta, per far ciò, ha dovuto rassegnare le dimissioni da Consigliere del CDA dell’Istituto Falusi (nonimato direttamente dal Sindaco che lo descrisse come persona di grande esperienza professionale).

Ecco: pare che i due – per volere della Maggioranza del PD – si possano “dare il cambio” e al Falusi – al posto del Giuliani – il Sindaco Giuntini intenda nominare proprio il Santini…

Sarebbe la prova provata (benché non ce ne fosse certo bisogno) della collusione tra le parti e l’ennesima presa per i fondelli alla popolazione.


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