Lista Civica Massa Comune - Il Movimento Civico per Massa Marittima e i Massetani

AREA MOLENDI - PER L'INADEMPIMENTO DELLA CONVENZIONE E PER AVER TENUTO UN COMPORTAMENTO CONTRARIO AGLI OBBLIGHI DI LEGGE, IL COMUNE STA PAGANDO 1.930.000 EURO - ALTRI 500.000 EURO (circa) SONO LE SPESE LEGALI E TECNICHE - MASSA COMUNE STA FACENDO TUTTO IL POSSIBILE AFFINCHE' A PAGARE SIANO I RESPONSABILI DIRETTI E NON LA COLLETTIVITA'

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A distanza di undici mesi esatti la Suprema Corte di Cassazione, sez. III penale (Pres. Di Nicola, Rel. Ramacci), con la sentenza n. 51600 depositata il 15 novembre 2018 torna ad esprimersi in ordine alla classificazione di bassa sismicità ai sensi e per gli effetti degli articoli 83 e 94 del Testo unico dell’edilizia.

Nella sentenza qui in commento il Collegio ha innanzi tutto voluto pienamente condividere gli approdi a cui era giunto il Collegio giudicante (Pres. Fiale, Rel. Liberati) nella antesignana pronuncia n. 56040/2017, allorquando fu affermato che all’indomani della OPCM 3274/2003, in assenza di definizioni legislative (ovviamente statali), solo la zona sismica 4 poteva essere qualificata a bassa sismicità.

La novità di questa sentenza risiede nell’aver stabilito che (non solo nella 3, ma) anche nella zona sismica 4 può necessitare l’autorizzazione preventiva qualora la regione abbia introdotto anche in queste aree l’obbligo di progettazione antisismica.

La decisione è decisamente magnanima, atteso che la Corte costituzionale nella sentenza n. 182/2006, avendo prima equiparato il deposito progetto ex art. 93 TUE alla denuncia di inizio attività, per poi statuire che all’indomani della legge 80/2005, riformatrice della DIA (oggi SCIA), il legislatore non consente più di operare nelle zone sismiche con procedure semplificate, ha chiaramente sgombrato il campo da ogni possibilità di iniziare un’attività edilizia in ogni zona sismica senza la preventiva autorizzazione ex art. 94 TUE.

A ben vedere non è stato finora adeguatamente valorizzato l’inciso “… all’uopo indicate …” contenuto nell’eccezione (perciò di stretta interpretazione) alla regola di munirsi di autorizzazione preventiva in tutte le zone sismiche.

Invero, il legislatore ha stabilito – con norma espressa, perciò non obliterabile – come non sia sufficiente la qualificazione di zona a bassa sismicità (quindi zona 4) per potervi iniziare opere senza la preventiva autorizzazione, essendo necessario che il decreto di classificazione sismica contenga un’espressa disposizione derogatoria (concertata tra Ministeri e Regione) alla regola generale.

Ecco, così, che la decisione della Corte costituzionale n. 182/2006 trova coerenza con la non dichiarata abrogazione implicita in parte qua, per effetto dell’entrata in vigore della legge 80/2005, della disposizione eccezionale ex art. 94 TUE.

Da qui l’irrilevanza che la regione abbia introdotto l’obbligo di progettazione tecnica antisismica per poter considerare necessaria l’autorizzazione sismica anche in zona 4, atteso che il legislatore, a mezzo dell’OPCM 3274/2003, ha attribuito all’Ufficio regionale del Genio Civile ogni valutazione tecnica in ordine alla rispondenza del progetto alle norme tecniche costruttive ex artt. 52 e 83 TUE (sia quelle generali, sia quelle contenenti particolari prescrizioni di calcolo antisismico).

In sostanza, procedendo a riclassificare interamente il territorio nazionale, così eliminando le zone sismicamente non classificate, unitamente a confermare l’obbligo del deposito progetto ex art. 93 TUE in tutte le zone sismiche (come ha ribadito la sentenza qui in commento), il legislatore ha trasferito dai Comuni agli Uffici regionali del Genio Civile l’onere di verificare (nelle zone in precedenza non qualificate sismiche) il rispetto delle norme tecniche ex art. 52 TUE, quelle generali, anche nelle zone 4 (siano esse assoggettate, o meno, dalle regioni all’obbligo di osservanza delle NTC).

Un trasferimento di funzione obbligato, atteso che i Comuni, in ispecie quelli di minime dimensioni, non hanno a capo dell’Ufficio un tecnico legalmente competente (ingegnere o architetto) che poteva dare al cittadino quell’idonea garanzia sull’effettivo rispetto delle NTC ovverosia che la costruzione che l’ente locale andava ad acconsentire non fosse pericolosa per la pubblica incolumità (v. Cons. Stato, n. 3505/2011). Sia consentito rimandare a http://www.lexambiente.it/materie/urbanistica/184-dottrina184/7311-urbanistica-statica-e-sicurezza-delle-costruzioni.html.

Per questi motivi è auspicabile che la Suprema Corte di Cassazione, qualora ritorni sull’argomento, esamini funditus l’eccezionale disposizione derogatoria ex art. 94 DPR 380/2010. E ciò anche perché in zona sismica, come detto più volte dalla giurisprudenza, lo speciale titolo abilitativo sismico è condizione d’efficacia di quello comunale, in difetto del quale le opere realizzate sono abusive e incommerciabili.

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Chi segue le vicende politiche locali ben conosce MASSA COMUNE e ben sa quanto impegno abbia profuso nel difficile ruolo di Forza di Opposizione, quante battaglie abbia combattuto e quanto “fastidio” abbia dato alla politica di partito.

Per lo meno negli ultimi 20 anni, infatti, la politica di partito ha mosso unicamente alla ricerca del proprio profitto e di quello dei suoi esponenti, quandanche in danno del supremo interesse collettivo (lo stesso che avrebbe dovuto tutelare).

Così facendo, ha ferito la nostra Cittadina: l’ha spremuta come un limone e le ha tolto il prestigio conquistatasi nei secoli.

Massa di Maremma [Marittima perché nella “Maritiba Regio” dei Romani], già Libero Comune dal 1225 al 1335, Zecca autonoma dal 1317 al 1319, tra le realtà tardomedievali toscane più importanti (con Firenze, Siena, Arezzo, Pisa, Lucca, Volterra, Chiusi), sta pagando amaramente tutto questo: sta pagando, oggi, tutto il male che la politica di partito e i suoi cavalieri senza cavallo non hanno esitato a farle per arricchirsi in denaro e potere.

MASSA COMUNE è una Lista Civica “vera” e non un’emanazione della politica di partito al servizio della stessa; men che mai è stata, è o sarà mai al servizio di qualcosa o qualcuno.

I suoi attivisti sono persone intellettualmente indipendenti che – in nome di Libertà e Giustizia – muovono al solo fine di contribuire a risollevare le sorti di Massa, tutelandone e promuovendone la Storia, la Cultura e l’immenso Patrimonio Artistico che custodisce.

Pur con storie personali e idee politiche non di rado diverse, sono uniti fortemente dal credere nei più nobili degli ideali e da un affetto profondo per Massa e il suo Territorio.

MASSA COMUNE deplora il malaffare, il clientelismo e ogni forma di ingiustizia o iniquità sociale; detesta l’arroganza, la menzogna e il perseguimento di profitti personali e/o di parte quando in danno altrui o nel dispregio dell’interesse pubblico.

Sostiene, per contro, qualsiasi attività che contribuisca a rafforzare il Bene Collettivo; promuove la Solidarietà, il Merito, la Trasparenza, la Verità e la Partecipazione.

 

Sul Fatto Quotidiano del 23 ottobre 2018 è stato pubblicato un articolo riguardante un nuovo condono edilizio per le abitazioni di Ischia in guisa che possano ricevere gli aiuti di Stato per la ricostruzione delle abitazioni danneggiate dal terremoto del 2017.

Con un emendamento al decreto Emergenze presentato dai relatori Gianluca Rospi (M5s) e Flavio Di Muro (Lega), introdotto in commissione Ambiente e Trasporti, verrà stabilito che le procedure di sanatoria già richiesta ai sensi delle leggi 47/1985 e 724/1994, nonché ai sensi del decreto legge 269/2003, dovranno essere chiuse entro sei mesi.

Sennonché è notorio che oltre il 90% delle istanze dei tre condoni edilizi sono state presentate, sin dall’inizio, incomplete dei documenti essenziali prescritti dall’art. 35, terzo comma, lettere a), b), c), d) della legge 47/1985. Né sono stati presentati, ad integrazione della domanda, entro il termine di 120 giorni stabilito dal decimo comma del medesimo articolo.

E’ principio di diritto consolidato che l’art. 2934 del codice civile, in ordine alla prescrizione dei diritti se non esercitati nei termini stabiliti dalla legge, deve essere applicato anche nei rapporti con la pubblica amministrazione (Cons. Stato, adunanza plenaria, n. 8/2017) e, quindi, deve essere applicato anche alle istanze di condono edilizio, le quali non possono procedere se l’interessato non abbia prodotto un’istanza di sanatoria completa ab origine dei documenti prescritti dall’art. 35, terzo comma, L. 47/1985 oppure non l’abbia integrata nel termine decadenziale di 120 giorni. Con la conseguenza che, ricorrendo tali casi, il Comune è obbligato ad adottare il provvedimento di archiviazione (ex multis: Cons. Stato, n. 1239/2011; n. 5500/2011; n. 5884/2012).

Diversamente, statuisce il Consiglio di Stato nelle pronunce citate, il Comune opererebbe una illecita resurrezione di un procedimento morto ex lege.

Ebbene, non solo i Comuni, nei trentatre anni (come quelli di Cristo) che sono trascorsi dal primo condono edilizio hanno rilasciato condoni edilizi in ordine a procedimenti di sanatoria morti per prescrizione del diritto ex art. 2934 c.c., ma addirittura ora ci si mette pure il Parlamento ad imitare i distratti comuni.

Sarebbe l’ora che lo Stato, in tutte le sue articolazioni, cessasse con blasfeme imitazioni e si preoccupasse di sanare gli atti giuridici (compravendite ecc.) che sono stati compiuti sul falso presupposto che siano legittimi i condoni edilizi concessi dai comuni in ordine a procedimenti perenti ex lege.

In questo stato delle cose, il condono edilizio per Ischia ecc. non ha niente di dissimile dal corruttivo voto di scambio.

BUONE VACANZE

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nota CCCC copia

 

Il Sindaco Giuntini non si smentisce mai.
Continua a giocare sporco e a mentire spudoratamente.
Continua a gettare fango su Massa Comune e, in particolare, sulla mia persona.
Denigrare il mio impegno civico è diventato il suo “lavoro” [anche se parlare di lavoro riferendosi a lui è una contraddizione in termini].
In mancanza di validi argomenti per contrastare l’attività dell’opposizione, le sue armi sono la menzogna, l’ostruzionismo e la strumentalizzazione dei fatti. 
La sua ipocrisia supera la sua inettitudine (ed è tutto dire).
Sull’argomento Balestro, ad esempio, nessuno ha mai fatto alcuna denuncia.
Figuriamoci se mai farei del male alla Società dei Terzieri: chi mi conosce lo sa benissimo.
In più, quando la Soprintendenza prescrive di non mettere nulla davanti alla Palazzina dei Conti di Biserno (che, ricordo, comprendere anche la torre ora inglobata nel Palazzo Comunale), si riferisce alle strutture FISSE e non certo a quelle provvisorie come il tabellone del Balestro che vi sta una sola giornata!
Circa un’anno e mezzo fa, invece, ho presentato un esposto denunciando l’illegittimità di quei grossi ombrelloni rossi da circo che erano comparsi a servizio dei Tre Archi (installati senza alcuna autorizzazione).
Avevo ragione e, non a caso, quegli ombrelloni sono stati fatti togliere.
Questa è l’unica verità.
Tutto qui: il resto è frutto della piccolezza del Giuntini e della sua innata capacità di distorcere le realtà a suo vantaggio.
E’ una persona senza dignità e senza scrupoli.
Fa di tutto per screditarmi e mi attribuisce colpe che non ho; ce l’ha a morte con me e non perde occasione per infierire contro Massa Comune.
Ha una grandissima paura di non essere rieletto e di dover tornare al “lavoro” [vedi sopra].
Per contro, è lui stesso il vero ed unico colpevole di tutto: è lui che, dall’alto della sua assoluta incompetenza, non è stato capace di trattare con la Soprintendenza al fine supremo di tutelare la nostra Cittadina.
Le sue reazioni sono infantili e scomposte: sono pura, semplice e squallida demagogia.
Da quello che ha scritto, parrebbe fossero stati presentate numerose e diverse denunce ma non è così.
Lo ha fatto apposta per ingannare i lettori e denigrare l’avversario.
Oltreché per distogliere l’attenzione dal dalla questione della Cooperativa “Colline Metallifere” con cui ha fatto una figura veramente meschina.
Giuntini dovrebbe vergognarsi.

fuoco… omissis

Premetto di rivestire il ruolo di Consigliere Comunale – Capogruppo dal 21.12.2017 – della “Lista Civica Massa Comune” [principale Forza di Opposizione] di Massa Marittima.

… omissis

La questione è delle più semplici e questi sono i fatti.

In data 15.01.2015, sul sito istituzionale del Comune di Massa Marittima, è stata pubblicata la Delibera di Giunta n.208 del 23.12.2014 [ALLEGATO 1, numerato in rosso]; insieme a questa, forse per errore, è comparso anche il Verbale di Sommarie Informazioni rese dall’Arch. Assuntina Messina sulla spinosa questione urbanistica dell’area EX-AGRARIA, fortemente avversata dallo scrivente e dal Geom. Massimo Grisanti attraverso esposti e ricorsi [ALLEGATO 2, numerato in rosso].

In data 16.01.2015, quando – ormai – quel documento era diventato pubblico a tutti gli effetti [perché comparso sull’Albo Pretorio in allegato alla Delibera di Giunta], dopo essere stato estratto dalla rete e nell’ambito dell’azione politica messa legittimamente in campo dalla Minoranza, il medesimo fu pubblicato anche sul sito della “Lista Civica Massa Comune”.

Comunque sia, benché la cosa non rilevi, non fui io a farlo.

Nello stesso giorno, il Segretario Comunale Dott. Giovanni Rubolino – DICHIARANDO FALSAMENTE CHE L’ATTO ERA STATO SECRETATO – mi ha inviato una nota diffidandomi a rimuovere il post pubblicato su www.massacomune.it [ALLEGATO 3, numerato in rosso].

Per tutta risposta, il giorno successivo, ho replicato precisando di essere solo il proprietario del sito (ovvero colui che ne ha acquistato lo spazio web) MA SOLO UNO DEI TANTI AMMINISTRATORI [ALLEGATO 4, numerato in rosso].

Ciononostante, in data 18.01.2015, presso la Stazione dei Carabinieri di Massa Marittima, il Dott. Giovanni Rubolino ha sporto querela nei miei confronti lamentando la diffusione – e la mancata rimozione – di un atto pubblico, a suo dire, riservato [ALLEGATO 5, numerato in rosso].

Ma tale documento – forse diffuso per errore dall’Ente – non era mai stato formalmente “secretato”; la Giunta, infatti, deliberando di concedere il patrocinio legale (attraverso l’attivazione delle polizze assicurative) a due suoi dipendenti indagati dalla Procura per “Falso ideologico” e “Abuso di Ufficio”, aveva solo stabilito di incaricare il Sindaco e la Segreteria di provvedere alla temporanea esclusione dal diritto di accesso di tutti gli atti conseguenti o connessi alla deliberazione, COSA MAI AVVENUTA.

In data 24.01.2015, inoltre, l’Arch. Assuntina MESSINA ha sporto querela contro – a suo dire – i responsabili delle pubblicazioni (individuati nello scrivente e in una dipendente comunale), originando il Procedimento Penale 15/1622 RGNR [ALLEGATO 6, numerato in rosso].

Circa tale Procedimento, però, in data 10.04.2015, il Pubblico Ministero Dott. Salvatore Ferraro ha inteso proporre l’archiviazione [ALLEGATO 7, numerato in rosso].

Al tutto si aggiunga che, in data 23.11.2015, per la questione di cui trattasi, nonostante la proposta di archiviazione di cui sopra ed ogni altra evidenza, l’Arch. Assuntina MESSINA ha promosso una Causa Civile avverso la mia persona (e non anche contro la dipendente comunale) [ALLEGATO 8, numerato in rosso]: il procedimento è in corso.

ED ORA ATTENZIONE: in data 13.03.2018, in risposta ad una mia istanza di chiarimenti, il Segretario Comunale Dott. Giovanni Rubolino AMMETTE che la DGC 208 del 23.12.2014 NON ERA SECRETATA come invece Egli aveva dichiarato all’Autorità Giudiziaria; si noti anche cos’altro asserisce ai punti 2), 3) e 4) [ALLEGATO 9, numerato in rosso].

… omissis

Ricapitolando, in sintesi.

IL SEGRETARIO COMUNALE DI MASSA MARITTIMA DOTT. GIOVANNI RUBOLINO HA INTESO ACCUSARMI DI QUANTO NON HO MAI COMMESSO DICHIARANDO IL FALSO ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA NELLA PIENA CONSAPEVOLEZZA DI FARLO.

La consapevolezza è acclarata dal fatto che, in quanto Segretario Comunale (e, quindi, necessariamente al corrente delle procedure amministrative), NON POTEVA NON SAPERE CHE L’ATTO CHE EGLI HA PUNTUALMENTE E RIPETUTAMENTE DEFINITO “SECRETATO” TALE NON FOSSE.

Per esserlo, successivamente al “semplice” disporre la temporanea esclusione dal diritto di accesso da parte della Giunta, avrebbero dovuto seguire altri atti di competenza del Sindaco e della Segreteria (di cui Egli stesso è il responsabile), ovvero un Decreto Sindacale che non è mai stato emesso.

… omissis

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